domenica 20 luglio 2014

Matt Bomer: “Fondamentale essere se stessi anche se diversi dagli altri”

L’attore al Giffoni Film Festival per ricevere il premio Giffoni Award 2014. Stupito dall’affetto del giovane pubblico, l’attore ha esortato i ragazzi a seguire sempre la propria identità e ha inoltre anticipato che il finale di White Collar, serie di cui è protagonista, sarà sconvolgente 




Vestito con pantalone grigio, camicia a quadri blu e cravatta dello stesso colore, in tinta con il blue carpet, Matt Bomer è arrivato al Giffoni Film Festival per ritirare il premio Giffoni Award 2014. Sorpreso dal caloroso affetto dimostrato dai ragazzi accorsi in massa per incontrarlo, l'attore americano ha ammesso candidamente: “Sono incredulo, sono pieno di gratitudine perché non pensavo di essere così popolare qui. Sono commosso e felice di essere qui”.

Elegante e garbato nei modi, Bomer ha rivelato di essersi più volte ispirato a Marcello Mastroianni per quanto riguarda lo stile: “La prima volta che ho visto la Dolce Vita ho pensato: ma chi é?! Aveva un bellissimo vestito, era elegantissimo, mi sono spesso ispirato a lui nello stile”. Gli occhi di Bomer dal vivo sono esattamente del colore chiarissimo che si vede sullo schermo e il suo sorriso è altrattanto abbagliante: un aspetto quasi angelico che però accompagna un carattere e una volontà di ferro, che permette all'attore di non tirarsi indietro di fronte alle lotte in cui crede, come quando ha messo in scena a Broadway nel 2011 “pièce 8”, spettacolo in cui furono messi in scena gli atti finali del processo “Perry vs Arnold Schwarzenegger”, che ha dichiarato incostituzionale l'emendamento che vietava i matrimoni omosessuali in California: “Credo che se avessi litigato di persona con Schwarzenegger (allora governatore della California) non sarei qui per raccontarlo” ha dichiarato l'attore, che ha continuato: “Ma bisognava comunque farsi sentire e io sono del Texas quindi sono una testa dura”.

Le lotte per i diritti degli omosessuali sono una causa in cui Bomer crede molto, per questo l'attore quando ha saputo che Ryan Murphy stava cercando di portare sullo schermo “The Normal Heart”, testo teatrale scritto da Larry Kramer sull'esplosione di epidemia di AIDS nella comunità gay di New York nei primi anni '80, ha fatto di tutto per prendere parte al progetto, in cui ha interpretato il ruolo di Felix Turner, giornalista che si ammala, per cui ha perso più di 20 chili: “È stato un ruolo difficile da affrontare: ho cercato di tirare fuori tutta la voglia di vivere del personaggio, in maniera sempre più forte via via che la sua personale situazione si faceva dura. Mi sono preparato a lungo perché volevo che il personaggio venisse fuori così come pensato dagli autori. Più mi calavo nei suoi panni più perdevo peso, immedesimandomi nelle sue difficoltà. Grazie all'affinità che si è venuta a creare con il protagonista ogni scena è venuta meglio della precedente”. Uno sforzo fisico ed emotivo che ha portato l'attore a vincere il premio come miglior attore non protagonista in un film per la tv ai Critics Choice Television Awards e che gli ha fruttato una nomination ai prossimi Emmy Awards.

Tra le prossime sfide dell'attore in fatto di sensibilizzazione per i diritti degli omosessuali c'è la realizzazione di un documentario sulle discriminazioni dei gay in Russia: “Sono assolutamente convinto che la crescita dei ruoli gay al cinema e in tv possa aiutare le persone a sentirsi meno sole, sempre che non vengano stereotipate: l’importante è che i personaggi siano scritti, pensati e interpretati bene, per farne prima di tutto degli esseri umani credibili. Come attore sento la responsabilità di rappresentare credibilmente quelle che sono prima di tutto delle persone che hanno tra le loro tante caratteristiche quella di essere gay, ma non è questo che le definisce come esseri umani”. Senza andare troppo lontano, Bomer ha riflettuto anche su come Hollywood vede oggi gli omosessuali: “Credo che ci siano degli attori che capiscono che recitare è recitare e quindi guardano solo la tua abilità per interpretare un determinato ruolo, ma ci sono anche motivi economici a Hollywood che fanno compiere scelte diverse. Io sono privilegiato perché posso scegliere i ruoli che voglio”.

Bomer, padre di tre bambini avuti tramite fecondazione eterologa insieme al compagno, ha poi parlato di come essere genitore lo abbia cambiato: “Imparo più cose dai miei figli di quante ne insegni io a loro. Abbiamo tre figli e nonostante l'ambiente sia lo stesso hanno tutti e tre personalità totalmente differenti. Noi vogliamo dargli i mezzi migliori per affrontare il mondo e allo stesso tempo lasciargli lo spazio per essere liberi”. Visto quindi il tema di quest'anno del Giffoni Film Festival, “be different”, Bomer ha detto di non poter essere più d'accordo: “Credo che sia un grande tema, come diceva Oscar Wilde: sii te stesso perché tutti gli altri sono già stati presi. È il più grande dono che hai come artista: poter rappresentare diversissimi tipi di persone. È una cosa importante insegnare questo valore ai più giovani, proprio quando sono così reattivi: è fondamentale essere se stessi anche se questo ti rende diverso dagli altri. È questo che cerco di insegnare ai miei figli”.

Per quanto riguarda i suoi progetti futuri, Bomer ha affermato di non fare distinzione tra cinema e televisione: “Credo che oggi ci sia meno distanza tra i due mezzi e gli attori ormai aspirano a entrambi i settori e non pensano che la tv sia meno importante rispetto al cinema: basta pensare per esempio a Matthew McConagughey che ha vinto un Oscar e poi ha fatto una serie HBO”. Nell'immediato futuro l'attore parteciperà a “Magic Mike 2”, sequel del film di Steven Soderbergh sul mondo dello striptease maschile, e al finale di “White Collar”, serie tv che lo ha reso popolare in tutto il mondo: “Mancano appena due settimane prima della fine delle riprese e White Collar mi mancherà: ormai sul set siamo una famiglia, ma tutte le cose belle finiscono. Il finale sarà denso e risolutivo. Mi ero fatto un’idea di come dovesse finire e sono contento perché gli autori hanno accolto le mie idee. Sarà un finale sconvolgente per alcuni versi, ma credo che sia un bene essere emozionati e commossi dal finale”.

Oltre a “Magic Mike 2” e “White Collar”, l'attore sta lavorando anche a un film sulla vita dell'attore Motgomery Clift, progetto a cui tiene molto: “Ho letto la sua biografia e visto tutti i suoi film, ma la cosa più importante per me è che il film sia fatto nel modo giusto, nel modo in cui a lui sarebbe piaciuto: voglio rappresentarlo nella sua grandezza e nella sua realtà umana. Farò il film solo così. Sono un suo grande fan ed è stata una grande ispirazione per il mio lavoro”.
Bomer non parteciperà invece al film “50 sfumature di grigio”, tratto dall'omonimo romanzo best seller internazionale, i cui fan avrebbero tanto voluto vederlo nei panni del seducente protagonista Christian Grey: “Sono stato incredibilmente lusingato dalla risposta dei fan e del loro supporto, ma non ho mai letto il libro: credo di non sapere nemmeno di cosa parli con precisione”.
Inoltre, a dimostrazione della sua determinazione, l'attore non esclude di passare presto alla produzione: “Credo che crearti attivamente il tuo lavoro sia molto più gratificante che stare seduto ad aspettare una telefonata. Inoltre lavorare nella produzione e nella scrittura mi piace”.


Pubblicato su TvZap.

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