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martedì 9 dicembre 2014

Magic in the Moonlight – A kind of magic

Dopo Midnight in Paris, Woody Allen torna nella Francia degli anni '20, imbastendo un racconto formato dagli elementi migliori delle sue commedie più riuscite degli ultimi dieci anni, interrogandosi ancora una volta sull'amore e sulle illusioni, e infondendo alla pellicola una luce e dei colori mai visti prima nella sua opera 




Berlino, 1928, spettacolo di magia: il prestigiatore Wei Ling Soo riesce a far sparire un elefante sulle note di Stravinsky, lasciando il pubblico stupefatto. Nonostante la sincera meraviglia degli spettatori, nei suoi prodigi non c'è nulla di vero, il mago non è nemmeno un vero cinese: sotto i baffi finti di Wei si cela infatti l'inglesissimo Stanley (Colin Firth), misantropo in grado di creare illusioni meravigliose. Chiamato dal collega e amico Howard (Simon McBurney) a smascherare Sophie (Emma Stone), una sedicente medium che ha stregato il rampollo della ricca famiglia Catledge, il disincantato Stanley si reca nel sud della Francia, intento a provare a tutti, e soprattutto a se stesso, che non c'è altro a questo mondo se non la realtà materiale e i trucchi che da secoli l'uomo mette in pratica per convincersi che non sia così. Le certezze del mago vacillano però quando si trova di fronte il sorriso della giovane Sophie, sensitiva che sembra leggergli nella mente soprattutto grazie ai suoi occhi luminosi. 

Tornato in Francia a tre anni di distanza da Midnight in Paris, Woody Allen continua a farsi ispirare dall'Europa - anche se, come ha dimostrato la precedente pellicola Blue Jasmine, la musa che lo ispira meglio continua a essere New York - e dopo aver celebrato Londra, Barcellona, Parigi e Roma, si concede ora un lussuoso soggiorno sulle spiagge della Costa Azzurra, imbastendo un racconto che recupera gli elementi migliori delle sue commedie dell'ultimo decennio. In Magic in the Moonlight c'è infatti la Francia degli anni '20, con il jazz e gli abiti per ballare il charleston, come in Midnight in Paris, al centro di tutto c'è la magia come in Scoop e come in Basta che funzioni i protagonisti sono una classica “strana coppia”, formata da un misantropo disilluso e nichilista e una giovane ragazza che mette in discussione la sua intera esistenza. 

Protagonisti della pellicola sono il sempre sofisticato ed elegante Colin Firth, irresistibile e cinico al punto da essere insopportabile e allo stesso tempo esilarante, ed Emma Stone, sirena che offusca la razionalità del primo: tra corse in costiera e dissertazioni sull'amore, i due instaurano un balletto verbale a tempo di swing, che tocca ancora una volta il tema caro ad Allen della felicità vista come trucco con cui beffare la morte e il nulla, secondo cui qualsiasi attimo di piacere e gioia va afferrato con la consapevolezza che è sì un'illusione, ma che, se ci rende felici, “basta che funzioni”. 

Al di là della trama simile, e affrontata forse con maggiore brillantezza in passato, ad altre pellicole del regista newyorchese, resa comunque piacevole grazie ai due ottimi protagonisti, la vera bellezza e novità di Magic in the Moonlight sta nella luce e nei colori: quasi mai in un film di Allen c'era stata una ricchezza tale di sfumature e luminosità, abbagliante di giorno ed effettivamente magica al chiaro di luna. 

La felicità sarà anche un'illusione e il mondo un posto infelice e ingannevole, ma di fronte a tanta luminosa bellezza non si può restare indifferenti.

Colin Firth ed Emma Stone


La citazione: "Tu sei la prova che c'è di più: più mistero, più magia"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥

Uscita italiana: 4 dicembre 2014


Titolo originale: Magic in the Moonlight
Regia: Woody Allen
Anno: 2014
Cast: Colin Firth, Emma Stone, Eileen Atkins, Simon McBurney, Jacki Weaver, Marcia Gay Harden, Hamish Linklater
Colore: colore
Durata: 97 minuti
Genere: commedia
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Darius Khondji
Montaggio: Alisa Lepselter
Musica: autori vari
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Perdido Productions
Distribuzione italiana: Warner Bros.





Pubblicato su XL.


venerdì 12 luglio 2013

Citazione Cinematografica n. 269

"E non è l'idea della cristianità che biasimo o dell'ebraismo, o di qualsiasi altra religione. Sono i professionisti che l'hanno trasformata in un business, lì c'è un mucchio di soldi nel racket di Dio, un mucchio di soldi! Gli insegnamenti di Gesù sono una meraviglia, così come lo sono in origine le intenzioni di Karl Marx. Ok? E come possono essere male se tutti dividono equamente: non fate agli altri, democrazia, governo del popolo, tutte grandi idee, sono tutte grandi idee ma..hanno tutte quante un fatale difetto. È questo: sono tutte basate sul falso concetto che l'uomo sia fondamentalmente buono e che se gli dai l'occasione di essere onesto l'afferra, che non è uno stupido, egoista, avido, codardo e miope verme. Quello che dico è che la gente rende la vita peggiore di quello che dovrebbe essere e credetemi è già un incubo senza il bisogno del suo aiuto, ma in definitiva mi dispiace dirlo, la nostra è una specie fallita".

da: Basta che funzioni


Larry David


Titolo italiano: Basta che funzioni
Titolo originale: Whatever works
Regia: Woody Allen
Anno: 2009
Cast: Larry David, Evan Rachel Wood, Patricia Clarkson, Henry Cavill, Ed Begley Jr., Conleth Hill, Michael McKean
Durata:  92 minuti 
Colore: colore 
Genere: commedia
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Harris Savides
Montaggio: Alisa Lepselter
Paese di produzione: USA 
Casa di produzione: Letty Aronson, Stephen Tenenbaum
Distribuzione italiana: Medusa Film

giovedì 19 aprile 2012

To Rome With Love



Ammettetelo: appena si è saputo il titolo ufficiale del nuovo film di Woody Allen un gelido brivido vi ha attraversato la schiena. Possibile che persino un regista americano come Woody abbia dovuto mettere la parola "amore" nel titolo di un film girato in Italia, nello stile di un Giovanni Veronesi qualsiasi?

Quando poi è spuntato il poster su internet il brivido si è trasformato in una sempre più disturbante ansia: praticamente copiato da quelli di Manuale d'amore.

Ma non era ancora finita: il trailer ha rivelato la natura episodica del film, proprio come nell'italico filone già citato.

E invece non avevamo capito niente.
Sollevati?
Felici?
Tranquilli?
E no cari miei, il peggio doveva ancora arrivare: il film è una versione radical chic dei film dei fratelli Vanzina e Neri Parenti, un cinepanettone con musica classica e riferimenti a Freud.

Alec Baldwin vestito come Christian De Sica in un qualsiasi film di Natale (pantaloni chiari e giacca blu n.d.r.), che dice le stesse battute e si fa gli stessi problemi solo con qualche "li mortacci tua" e "merda" di meno.
Jesse Eisenberg nel ruolo del ragazzetto ingenuo che deve essere "svezzato".
Ellen Page che fa la ragazzina spontanea e fresca che si rivela un po' "allegrotta".
Penelope Cruz nel ruolo  del mignottone di turno.
Roberto Benigni nei panni di un personaggio (che ai tempi d'oro dei cinepanettoni sarebbe stato senza dubbio di Massimo Boldi) che offre inizialmente uno spunto anche interessante ma che poi è tirato decisamente troppo per le lunghe, della serie una battuta fa ridere la prima volta, magari anche la seconda, ma alla trentesima ha decisamente fatto il suo tempo.
Ci sono pure gli stilisti Dolce e Gabbana in un piccolo cameo (chissà quanto l'avranno pagato).

Per non parlare degli stereotipi sull'Italia: la mamma sanguigna, vestita di nero, che quando si arrabbia brandisce coltelli (ma perché?!); la giovane coppia di provincia vestita come negli anni '50 (ma perché n. 2?!), che dimostra come chi vive in un piccolo paese sia un idiota totale (ma perché n. 3?!); gli uomini d'affari che pensano solo alle escort e alla cocaina (ok, questo forse è vero); gli uomini cialtroni che cercano di portarsi a letto chiunque gli capiti a tiro (ok forse è verosimile pure questo); il sugo che secondo gli americani si fa aggiungendoci mezzo litro di vino rosso (e qui Woody hai proprio toppato).

E poi gli scambi di coppia, il ladro che si nasconde nel bagno, gli scambi di persona, gli equivoci: dillo Woody che hai copiato dai film dei Vanzina!
Ci mancava solo la colonna sonora a base di classici di Scatman (e comunque la musica, arie di opera e uno scontatissimo "Nel blu dipinto di blu" nei titoli di testa esclusi, sembra presa dalle commedie sexy anni '70).

Sottile parodia dei costumi italici?
Forse.
Smaccata paraculata per sbancare nei cinema italiani?
Probabile.

Certo è che il ritratto che ne viene fuori dell'Italia è terribile e avvilente, anche perché davvero ci fa rimpiangere i cinepanettoni: almeno quelli sono onesti e genuini, mentre qui c'è anche una spessa patina di finto intellettualismo, di insopportabile snobbismo radical chic.
Non pensavo che l'avrei mai detto, ma il film di Woody mi fa rimpiangere i fratelli Vanzina.
Aridatece i cinepanettoni.

Jesse Eisenberg e Alec Baldwin


La citazione: "Se sei in contatto con Freud digli che rivoglio i miei soldi"

Hearting/Cuorometro: ♥1/2

Uscita italiana: 20 aprile 2012

Titolo originale: To Rome With Love
Regia: Woody Allen
Anno: 2012
Cast: Woody Allen, Roberto Benigni, Alec Baldwin, Judy Davis, Jesse Eisenberg, Ellen Page, Penelope Cruz, Alessandra Mastronardi, Alessandro Tiberi, Riccardo Scamarcio, Antonio Albanese

mercoledì 18 aprile 2012

To Rome With Love conferenza stampa: il video integrale

Eccolo qui.
Siete curiosi di sapere cosa ha detto alla stampa romana il caro vecchio Woody?
Questo è il posto giusto: ecco il video integrale della conferenza stampa di To Rome with love.

Grazie a questo prezioso documento potrete scoprire cose strabilianti come:

- Woody Allen dà tutte risposte di circa 1 minuto e 15 secondi
- Alec Baldwin è venuto dall'America per dire una cazzata di 23 secondi
- Penelope Cruz è venuta dalla Spagna per fare una lecchinata di 3 minuti e mezzo a Woody
- Jesse Eisemberg manco sa perché è venuto
- Benigni ha rivelato dettagli inquietanti sulla sanità italiana

Per tutto questo e molto di più ecco i video (la qualità video non è il massimo ma l'audio è una bomba):


mercoledì 29 febbraio 2012

“Pallottole su Broadway” di Woody Allen diventa un musical

La commedia di Woody Allen arriva a Broadway



Fresco di premio Oscar per la sceneggiatura di “Midnight in Paris”, Woody Allen sta per realizzare un suo vecchio sogno: porterà a teatro il suo film “Pallottole su Broadway”, film del 1994 con Dianne West, John Cusack e Chazz Palminteri.

La versione musical del film è in cantiere dal 2003 e 10 anni dopo il progetto sta finalmente per essere concretizzato: Allen ha firmato il libretto del musical adattando la sceneggiatura originale scritta insieme a Douglas McGrath. Le canzoni mescoleranno musiche celebri degli anni '20 e nuovi brani composti per l'opera.

I produttori sono Julian Schlossberg e Letty Aronson, sorella di Allen.


Pubblicato su Ecodelcinema.com
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