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sabato 31 agosto 2013

Venezia 2013, James Franco presenta il suo Child of God: «La solitudine e l’isolamento sono temi che mi affascinano»



In concorso alla 70esima Mostra d’Arte Cinematografica la sua nuova prova da regista tratta dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy 

Scott Haze in una scena del film


Con quella sua aria di chi si è appena alzato dal letto e il sorriso da spot pubblicitario, James Franco non sembra il tipo d’attore in grado di realizzare un’opera che possa sconvolgere lo spettatore. Invece il poliedrico artista nato a Palo Alto possiede un ricco background artistico e culturale, che lo ha portato ad adattare per il grande schermo Child of God, uno dei romanzi più duri e inquietanti di Cormac McCarthy, il leggendario scrittore americano autore di capolavori come Non è un paese per vecchi e La strada, libro sulla vita del serial killer Lester Ballard, ispirato a Ed Gein, lo stesso assassino da cui hanno preso spunto i film Psycho e Non aprite quella porta

Presentato alla alla 70esima Mostra d’Arte Cinematografica, Child of God ha scosso la stampa internazionale con la sua rappresentazione asciutta di situazioni molto crude. Interrogato sul perché abbia voluto mettere in scena una storia così scabrosa, James Franco ha risposto: «La cosa che più mi ha colpito del romanzo è la descrizione della solitudine. La solitudine, l’alienazione e l’isolamento dalla società sono temi che mi affascinano. Quando hai a che fare con l’arte a volte capita di essere letteralmente fulminato da qualcosa che vedi o leggi e che magari ti colpisce senza che tu sappia perché. Sono un grande ammiratore dell’opera di McCarthy e volevo realizzare questo film già sette, otto anni fa». L’amore di Franco per la letteratura è ormai un fatto noto, amore che, come ha ammesso in prima persona, fa migliorare le sue prestazioni: «Amo usare libri dei miei autori preferiti per le mie opere: McCarthy e Faulkner sono tra le mie maggiori fonti di ispirazione. Portare sullo schermo un’opera di questi scrittori alza il livello del mio lavoro perché voglio rendere giustizia alla grandezza dell’opera. In un certo senso si instaura una forma di collaborazione tra me e loro, e io collaborando do il meglio di me. Se sono ispirato da un autore che rispetto do tutto me stesso». 

Scott Haze e James Franco a Venezia 70


Nel difficile ruolo del protagonista c’è Scott Haze, attore poco conosciuto che ha saputo dare una fisicità sorprendente al personaggio sottoponendosi a modificazioni fisiche drastiche, come ha rivelato durante la conferenza stampa: «Per prepararmi al ruolo sono stato in isolamento in un bosco del Tennesse per tre mesi: ho perfino dormito in una grotta. Per rendere il deperimento mentale e fisico del protagonista ho perso quasi venti chili: è stata un’esperienza difficile. Il mio approccio a un personaggio così estremo è stato quello di guardarlo con compassione, in modo da potermici relazionare. Lester è un personaggio complesso: non è il solito maniaco, è vero, è un assassino, ma è anche una persona profondamente sola e incapace di inserirsi nella società. Per rappresentarlo mi sono ispirato al Joker di Heath Ledger e a Robert DeNiro in Taxi Driver». Haze ha inoltre rivelato che Franco è stato un ottimo regista, proprio perché nasce come attore: «Con James non c’è stato un momento in cui sono stato preoccupato: è stata la mia migliore esperienza lavorativa come attore. Siccome anche lui è un attore, James sa cosa vuol dire affrontare un ruolo così difficile: per aiutarmi mi ha dato completa libertà».


Pubblicato su BestMovie.

Child of God








Lester Ballard (Scott Haze) è un disadattato, sociopatico e violento, incapace di qualsiasi relazione umana: emarginato dalla comunità in cui vive, Lester non ha nessun talento se non quello di saper usare il fucile, unica attività che sembra dargli piacere. Tutto istinto e forza, Lester non ha un'intelligenza umana, non è nemmeno in grado di parlare, e, sempre in nome delle sue pulsioni primordiali, diventa un serial killer necrofilo che si diverte a giocare con le sue vittime una volta morte, come fossero delle bambole.

Per il suo nuovo film da regista, in cui si concede anche un piccolo ruolo, James Franco non abbandona la sua passione per la letteratura americana e questa volta porta sul grande schermo uno dei romanzi più duri e difficili di Cormac McCarthy, da noi pubblicato con il titolo Figlio di Dio. La storia di un folle che vive in condizioni sub-umane e che uccide delle donne per poi stuprarne i cadaveri non è un tema facile da raccontare, soprattutto al cinema, dove le immagini lasciano poco spazio alla fantasia: Franco non si lascia però spaventare e anzi mostra, a volte quasi con gusto, anche i dettagli più scabrosi (non si era forse mai vista una defecazione così nel dettaglio), dimostrando un talento di messa in scena non indifferente, anche se forse avrebbe dovuto misurare di più l'interpretazione del suo attore, chiamato a una prova davvero estrema, e l'armonia generale del film. Scott Haze, che con Franco ha già lavorato in As I lay Dying, trasposizione cinematografica del romanzo di Faulkner Mentre morivo, fornisce un'interpretazione coraggiosa: sputa, scalcia, impreca, defeca e stupra cadaveri, si sforza e si immedesima, riuscendo a convivere con un personaggio per cui è praticamente impossibile provare empatia. 

Visti gli argomenti trattati, era quasi impossibile non realizzare una pellicola disturbante, destinata a scuotere nel profondo lo spettatore. La forza del film non sta però tanto nella scabrosità a tutti i costi, quanto nella rappresentazione di un'America selvaggia e rurale, in cui lo stato di natura è direttamente in opposizione con le regole della civiltà. 

Scott Haze

La citazione: "Tu non sei mio amico"

Hearting/Cuorometro: ♥♥1/2

Uscita italiana: 


Titolo originale: Child of God
Regia: James Franco
Anno: 2013
Cast: Scott Haze, Tim Blake Nelson, Jim Parrack, James Franco, Fallon Goodson
Colore: colore
Durata: 104 minuti
Genere: drammatico
Sceneggiatura: James Franco e Vince Jolivette
Fotografia: Christina Voros
Montaggi0: Curtiss Clayton
Musica: Aaron Embry
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Robbit Bandini Productions
Distribuzione italiana: 

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