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lunedì 24 novembre 2014

Hunger Games: Il canto della rivolta parte 1 – Fuori dall’arena la rivoluzione è mediatica

Arriva in sala il terzo capitolo di Hunger Games, tratto dall’omonima saga letteraria di Suzanne Collins, prima parte dell’ultimo tomo, diviso in due per il cinema, che fa da prologo al gran finale previsto per il prossimo anno 



Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) sta alle eroine delle saghe cinematografiche così come Mulan alle principesse Disney: la giovane abitante di Panem, letale con l’arco e divisa tra l’amore di Gale (Liam Hemsworth) e quello di Peeta (Josh Hutcherson), rappresenta un punto di svolta nei blockbuster destinati ai più giovani, proprio come la ragazza cinese che, osando sfidare perfino gli Unni e l’Imperatore, salva sia il suo popolo che l’uomo che ama, riscattando decine di principesse che prima di lei si erano limitate a sposarsi e a farsi soccorrere dal principe azzurro. Contrariamente a quanto accaduto a Mulan però, Katniss non è costretta a fingersi uomo, anzi, usa il suo aspetto femminile e alcuni degli artifici tipici del gentil sesso, come il trucco e i vestiti, quali mezzi da usare nella sua battaglia, dapprima personale e poi universale, al pari delle frecce, trasformandosi così in un personaggio a tutto tondo che non rientra né nello stereotipo della “donzella indifesa e innamorata”, né in quello del “maschiaccio”. Una figura praticamente inedita in questo genere di film, fatto che trasforma la protagonista di Hunger Games in una figura di rottura destinata a diventare un’icona. 

Grazie a questo aspetto, e a un’idea di base che unisce caratteristiche dell’antica Roma alle strategie di comunicazione tipiche del nostro tempo, la saga, tratta dai romanzi di Suzanne Collins, è sicuramente uno dei franchise per ragazzi più interessanti degli ultimi anni, anche grazie alla sua protagonista, Jennifer Lawrence, per una volta non emaciata e dai lineamenti delicati come altre eroine, ma con un physique du role adatto al ruolo che interpreta. 

Dopo due film incentrati sui giochi, in cui i tributi dei vari distretti devono uccidersi tra loro, il terzo capitolo di Hunger Games si affaccia fuori dall’arena e affronta una guerra più sottile e subdola: lo scontro tra i ribelli simboleggiati da Katniss e il presidente Snow (Donald Sutherland) è una lotta che va avanti a colpi di spot e proclami mediatici, in cui le crudeli azioni militari sono portate avanti in funzione di ottenere video con cui plasmare l’opinione delle masse, pronte a credere al testimonial più convincente piuttosto che ai fatti. 

In Il canto della rivolta – parte 1, l’ex ragazza di fuoco è chiamata a diventare il simbolo della ribellione contro Capitol City, centro di potere di Panem: a puntare tutto su Katniss è Plutarch Heavensbee (Philip Seymour Hoffman), braccio destro di Alma Coin (Julianne Moore), presidente del tredicesimo distretto e capo della rivolta contro Snow. Coin fa di Katniss il volto della lotta contro il potere, ingaggiando appositamente un team di registi e operatori incaricati di girare dei video da usare come scintille per innescare la reazione a catena che deve portare al rovescio del governo di Capitol City. Divenuta così “la ghiandaia imitatrice”, Katniss accetta di combattere ma allo stesso tempo ha un pensiero che la assilla: la salvezza di Peeta, prigioniero di Snow divenuto la sua arma di propaganda anti-ribelli. 

I temi affrontati in questo terzo capitolo fanno fare un balzo in avanti alla saga, riuscendo a trasformare Hunger Games in qualcosa di più di una semplice versione americana del fumetto giapponese Battle Royale, offrendo spunti interessanti come l’importanza sempre più cruciale del marketing e della comunicazione, della potenza enorme che può avere un simbolo, e costruendo anche un discorso sul cinema stesso, mezzo in grado di creare storie ed eroi grazie all’uso delle immagini (la stessa Katniss viene ripresa, a volte addirittura davanti a un green screen e altre sul campo, creando un curioso effetto meta-cinematografico). Il canto della rivolta parte 1 è dunque, fino a ora, il capitolo più maturo e dark della saga, ma, nonostante i diversi aspetti positivi, deve piegarsi a una forza più grande: gli interessi economici. Seguendo la scia di Warner Bros. e della Summit Entertainment, che hanno sdoppiato in due i finali di Harry Potter e Twilight, anche la Lions Gate ha deciso di dividere in due il terzo e ultimo capitolo di Hunger Games, andando incontro a un allungamento eccessivo e sproporzionato della storia: questa prima parte è un preludio dilatato che invoglia lo spettatore ma che non decolla mai, preparando il terreno alla conclusione in cui, si presume, esploderà davvero tutto il potenziale della saga.

In questo terzo capitolo tutto è sacrificato in favore dei tormenti interiori della protagonista, divisa non solo tra i suoi due amati, Peeta e Gale, ma anche nel suo ruolo, non abbracciando in pieno l’incarico di “simbolo” e anteponendo spesso i suoi sentimenti personali al bene della comunità. In questo modo diversi personaggi sono sacrificati, Peeta e Gale in primis, ma anche Finnick (Sam Claflin) e gli stessi Plutarch, Coin e Snow, relegati a poche scene. Tutto il peso della pellicola ricade dunque sulle spalle larghe della protagonista, che, chiamata ad affrontare diverse scene drammatiche, risulta meno convincente rispetto alla prova data nelle scene d’azione viste nei capitoli precedenti, peccando spesso di recitazione esagerata e sopra le righe. L’overacting della Lawrence è sottolineato maggiormente quando si trova a recitare di fronte ad artisti raffinati come Julianne Moore, perfetta anche di fronte a un microfono, Philip Seymour Hoffman, in una delle sue ultime prove, o anche Elizabeth Banks, che fornisce gli unici momenti di humor del film, e Woody Harrelson, che ha pochissime battute ma quando prende la parola ruba la scena a chiunque. 

Questo “promo”del finale sembra dunque un girare a vuoto, che cerca in continuazione di mettere in scena il dramma senza mai emozionare realmente e che diventa davvero interessante proprio negli ultimi minuti, lasciando con la sgradevole sensazione di aver assistito a un qualcosa di semplice “passaggio”. 

Aspettiamo dunque il prossimo anno in cui, ed è strano dirlo, speriamo di “bruciare” davvero insieme ai ribelli di Panem e alla loro ghiandaia imitatrice.

Jennifer Lawrence e Julianne Moore


La citazione: "Se noi bruciamo, voi bruciate con noi"

Hearting/Cuorometro: ♥♥1/2

Uscita italiana: 20 novembre 2014


Titolo originale: The Hunger Games: Mockingjay - Part 1
Regia: Francis Lawrence
Anno: 2014
Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman, Donald Sutherland, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Sam Claflin, Natalie Dormer, Willow Shields
Colore: colore
Durata: 123 minuti
Genere: avventura
Sceneggiatura: Danny Strong, Peter Craig
Fotografia: Jo Willems
Montaggio: Alan Edward Bell, Mark Yoshikawa
Musica: James Newton Howard
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Lions Gate
Distribuzione italiana: Universal Pictures




Pubblicato XL.


lunedì 3 marzo 2014

Oscar 2014



Siete anche voi davanti alla tv per seguire la notte degli Oscar?
Se volete potete seguirla insieme a me sul blog e in diretta radio sul www.ryar.net nella trasmissione Pop Corn da Tiffany.


RED CARPET

Red Carpet un po' in differita.
Per ora ho visto solo Julia Roberts e Sandra Bullock.




La prima con delle strane alette sui fianchi: NO!
La seconda bel blu ma vestito come carta di un cioccolatino: NO!




Olivia Wilde bellissima col pancione sul red carpet. 




Chiwetel Ejiofor elegantissimo con il suo papillon. 




Olga Kurykenko stupenda in rosso su rosso.



Naomi Watts elegantissima in bianco.




Lupita Nyong'o elegantissima e adorabile. Forse sui il look più bello della serata.




Jared Leto è Gesù col papillon rosso.




Indiana Jones sul red carpet.




Benedict Cumberbatch: che classe! 



E che pazzo! Si è anche destreggiato in un photobombing agli U2! Cuori per lui!




Come invecchia bene Kevin Spacey!





Come al solito arriva Charlize Theron e non ce n'è più per nessuno: la donna più bella del mondo e basta.




Jennifer Lawrence in rosso su rosso ma questa volta ha scelto meglio del solito.
Non può però fare una cosa come si deve e normale: cade anche questa volta!



Ormai questa sua "spontaneità" puzza sempre più di fake.





Matthew McConaughey fichissimo in smocking bianco: la risposta americana a James Bond.




Anche Leonardo DiCaprio sceglie il papillon: è guerra di farfallini.




Michael Fassbender sul red carpet con la mamma: complimenti alla signora, una vera artista.




Cate Blanchett divina. Una regina.




Bellissimi come al solito Brad Pitt e Angelina Jolie.




Insomma da questo red carpet abbiamo capito che: l'accessorio migliore è il pancione, Olivia Wilde, Elsa Pataky (moglie di Chris Hemsworth) e Kerry Washington l'hanno sfoggiato con orgoglio, o la mamma, visto che Leonardo DiCaprio, Jared Leto e Michael Fassbender si sono fatti accompagnare delle genitrici.
La cravatta ormai è out, solo papillon ormai!
Quest'anno i vestiti sono tutti molto sobri: nessuno colore stravagante, nessun vestito eccentrico. Solo nero, rosso, bianco, blu e tante sfumature nude, con qualche sprazzo di strass. Vestiti nel complesso tutti non male ma nessuno si è davvero distinto.



OSCAR 2014

Si comicia!

Jared Leto vince miglior attore non protagonista per Dallas Buyers Club.
Ci aspetta una lunga serata prevedibile.
Però il ragazzo ha fatto davvero un bel discorso di ringraziamento: bellissimo il pensiero per la madre, per chi è morto di AIDS e per tutti coloro che soffrono ingiustizie perché diversi. Bravo Jared!




Intanto in platea sta succedendo di tutto: Ellen DeGeneres si è fatta un selfie con Jennifer Lawrence, Meryl Streep, Kevin Spacey, Brad Pitt e Bradley Cooper, lo ha condiviso su Tweetter ed è appena diventato il tweet più condiviso della storia...



Come se non bastasse arriva una pizza gigante e Brad Pitt se la mangia con gusto sotto gli occhi inorriditi di Angelina Jolie che non vedeva carboidrati da così vicino da anni.



Intanto qui stanno andando avanti i premi e per quanto riguarda le categorie tecniche Gravity sta facendo man bassa: fotografia (grandissimo Lubezki! Già meritava per The Tree of Life), montaggio, sonoro, effetti speciali. Daje!





Scatta anche l'omaggio a Judy Garland, Pink canta Somewhere over the rainbow con un vestito chiaramente ispirato alle scarpette di Dorothy: adoro!



Come miglior attrice non protagonista vince Lupita, che sembra una ragazzina ma in realtà ha già 31 anni! Vince comunque al suo primo ruolo cinematografico. Adorabile! Bel discorso, sul fatto che una gioia così grande sia derivata dalla sofferenza di altri. E non si riferiva a Jennifer Lawrence rimasta a bocca asciutta: e andiamo! Torna a casa a esercitarti sulle cadute, caciottona!



Per l'animazione Miyazaki battuto da Frozen....mah.

Mentre Catherine Martin, moglie di Baz Luhrmann, si porta a casa doppia statuetta per costumi e scenografie di Il Grande Gatsby, proprio come era accaduto 12 anni fa per Moulin Rouge!. 



E arriva anche il grande momento di Paolo Sorrentino: il regista napoletano ce l'ha fatta! La Grande Bellezza vince come miglior film straniero e l'Italia riconquista la statuetta dopo 15 anni. Per quanto è stato criticato Sorrentino avrebbe potuto tranquillamente fare una pernacchia nel microfono rivolta al pubblico italiano, invece ha fatto un discorso breve ma divertente sulle sue fonti d'ispirazione, tra cui figurano: Fellini, Talking Heads, Scorsese, Maradona, le città Roma e Napoli e la sua famiglia. Perché la bellezza si trova e ci colpisce in molte forme e sfumature. Daje Paolo! 
Fantastico Servillo e il suo sorriso quando Sorrentino cita Maradona.




Parte anche il momento depressivo: il ricordo di tutti i decessi dell'anno.
Una marea nel 2013.
Tra cui i più eclatanti: James Gandolfini, Paul Walker e Philip Seymour Hoffman.

Intanto a sorpresa Spike Jonze vince il premio per la migliore sceneggiatura originale con il suo Her: sono molto contenta. 




E andiamo avanti più veloci: Cate Blanchett, la divina e regale Cate, vince il suo secondo Oscar grazie a Blue Jasmin di Woody Allen. Oscar stra-meritato.Meravigliosa e luminosa Cate Blanchett.




Come migliore protagonista, si sapeva, vince Matthew McConaughey.
Il povero Leonardo DiCaprio rimane ancora una volta a bocca asciuta.
Povero Leo, fenomento da più di 20 anni che però viene sempre sconfitto da attori che onestamente regalano la performance della vita. Quando sarà il suo turno lui che di performance straordinarie ne ha già regalate a secchiate?
Comunque gran signore, Leo ha infatti baciato McConaughey subito dopo la moglie di quest'ultimo e Jare Leto. Un bel momento.



Ed ecco che Matthew McConaughey impazzisce: discorso accorato e emozionato il suo, ringrazia tutti, il padre, la moglie, Dio, parla di eroi.... strepitoso. Fantastico il suo awrite, awrite, awrite! 





Alfonso Cuaron vince miglior regia e nel mio cuore si insinua la speranza che Gravity vinca anche come miglior film, visto che The Wolf of Wall Street è stato messo in un angolino. 



E invece purtroppo no: siamo all'assurdo, Gravity ha vinto tutte le categorie tecniche, la musica, la fotografia, la regia ma non è il miglior film dell'anno per l'Academy. Vince 12 anni schiavo e a ritirare il premio è il produttore Brad Pitt, insieme a tutto il cast, che finalmente potrà dire ad Angelina Jolie: "Chi è che ha un Oscar adesso?!".



Intanto è sempre più la serata dello sbrocco: Steve McQueen dopo il suo discorso dà le spalle alla platea e si mette a saltare come un matto.




Ok anche quest'anno i giochi sono fatti.
Mi dispiace moltissimo per The Wolf of Wall Street.
Sono contenta che quella sola di David O. Russell e il suo film pacco American Hustle siano rimasti a bocca asciutta.
E rimango dell'idea che sia comunque assurdo che un film riconosciuto palesemente come il migliore, ovvero Gravity, con 7 premi all'attivo, non abbia poi vinto come miglior film.

Buona notte a tutti e all'anno prossimo. 



I VINCITORI

12 ANNI SCHIAVO, miglior film
ALFONSO CUARON, miglior regia per "Gravity"
MATTHEW MCCONAUGHEY, miglior attore protagonista per Dallas Buyers Club
CATE BLANCHETT, miglior attore protagonista per Blue Jasmin
JARED LETO, miglior attore non protagonista per Dallas Buyers Club
LUPITA NYONG'O, miglior attrice non protagonista per 12 anni schiavo
LA GRANDE BELLEZZA, miglior film straniero
FROZEN, miglior film d'animazione
HER, miglior sceneggiatura originale
12 ANNI SCHIAVO, miglior sceneggiatura non originale

GRAVITY, miglior fotografia
GRAVITY, miglior montaggio
IL GRANDE GATSBY, miglior scenografia
IL GRANDE GATSBY, migliori costumi
DALLAS BUYERS CLUB, miglior trucco
GRAVITY, miglior colonna sonora originale
FROZEN "Let it go", miglior canzone originale
GRAVITY, miglior missaggio sonoro
GRAVITY, miglior montaggio sonoro
GRAVITY, migliori effetti speciali

TWENTY FEET FROM STARDOM, miglior documentario
THE LADY IN NUMBER 6, miglior corto documentario
MR HUBLOT, miglior corto animato
HELIUM, miglior corto







mercoledì 22 gennaio 2014

American Hustle




American Hustle è un film di capelli.
I capelli racchiudono in sé il senso della pellicola e forse dell'intera filmografia di David O. Russell, regista prima ignorato e lasciato nel dimenticatoio da Hollywood e ora diventato improvvisamente il suo golden boy prediletto. 
Capelli dicevamo: la prima scena di American Hustle mostra un irriconoscibile Christian Bale, grasso e vestito in modo kitsch, che si sistema con maestria un elaborato parrucchino davanti allo specchio. In questa scena c'è già tutto il film: Bale interpreta Irving Rosenfeld, truffatore da strapazzo del New Jersey costretto dall'agente Richie DiMasio (un permanentatissimo Bradley Cooper) a collaborare con l'FBI per non finire in galera, innamorato dell'enigmatica Sydney (Amy Adams), sua compagna di truffa e di letto, e sposato con l'imprevedibile e svampita Rosalyn (Jennifer Lawrence). Mentre Bale armeggia con il parrucchino davanti allo specchio ci si appalesa davanti tutto un mondo: l'evidente ammirazione di Russell per Martin Scorsese (le mani nei capelli vanno a sostituire il gesto della pistola di De Niro in Taxi Driver), il suo amore per la gigioneria degli attori, la metafora della truffa, sia quella dei personaggi protagonisti del film e sia quella del regista stesso, che con una formula semplice ma efficace ha reinventato la sua carriera.

Utilizzare costumi e trucco per caratterizzare i personaggi è alla base dell'arte cinematografica e i capelli qui svolgono un lavoro egregio: l'elaborato parrucchino di Irving comunica la sua abilità di raggirare la gente, i capelli prima lisci e poi mossi di Sydney mostrano la sua duplice natura di donna elegante e ambiziosa e di amante appassionata e disposta a tutto per amore, i ricci definitissimi di Richie esprimono il suo delirio di onnipotenza e mania del controllo e l'elaboratissima e vaporosa acconciatura di Rosalyn è in linea con la sua personalità ingombrante e appariscente. Un lavoro certosino che esprime anche la cifra stilistica di Russell: nel dirigere gli attori, nel dar loro spazio e renderli padroni del film il regista di New York è un vero talento, peccato che a sostenere questa bella messa in scena ci sia ben poco. Se è vero infatti che i costumi e le scenografie sono curatissime e ci trasportano immediatamente negli anni '70, periodo in cui è ambientato il film, è anche vero che il regista lascia correre il suo film su binari già battuti e prevedibili, come dimostra anche la colonna sonora, composta da tutti i pezzi più abusati di quegli anni, associati ad almeno altre dieci pellicole precedenti. 

Paradossalmente Russell ha abbandonato i toni più originali e stralunati delle sue pellicole precedenti, come Three Kings e I ♥ Huckabees, per confezionare film di gusto classico e molto hollywoodiano, che infatti sono stati accolti con favore da critica e pubblico. Questo non è certo un male, anzi, ma il clamore suscitato da The Fighter e, soprattutto, Il lato positivo è forse superiore ai reali meriti di queste pellicole. Nei film di Russell sembra infatti che sia sempre l'attore a tenere le redini del film, senza che ci sia una guida precisa e forte del regista: al contrario di Scorsese, maestro in grado di portare gli attori esattamente dove vuole, Russell si fa guidare da questi, spesso sbandando e facendosi risucchiare nel vortice della strada più facile da seguire, non riuscendo a integrare alla perfezione il tono drammatico con quello grottesco. American Hustle in questo senso è forse il film più costruito e quindi anche più genuino del regista, che ha fatto della dissimulazione e del fumo negli occhi il suo cavallo di battaglia. 

E' anche vero che con attori del calibro dei protagonisti è difficile sbagliare: Bale e Adams in primis forniscono due prove straordinarie, il primo cambiando completamente fisionomia ancora una volta e la seconda riuscendo a comunicare gli stati d'animo del suo personaggio semplicemente con uno sguardo o con una piega delle labbra. Meno convincenti invece la Lawrence e Bradley Cooper, imprigionati in personaggi stereotipati che diventano presto delle macchiette, perennemente stravolti in espressioni esagerate e gesti eclatanti, che finiscono per essere quasi le caricature dei loro precedenti ruoli in Il lato positivo, primo film in cui hanno lavorato insieme sempre sotto la direzione di Russell. 

In conclusione la nota di marcio che si nasconde nel bouquet fiorito dello smalto di Rosalyn, che diventa metafora della deriva che i protagonisti (e la regia di Russell) intraprendono, non ci convince del tutto, risultando una nota stonata più che un colpo di originalità. Possiamo quindi  rispondere al cruciale interrogativo che Irving pone a Richie, ovvero se sia il pittore o il falsario il vero artista, dicendo che il genio è sempre l'artista originale, se chi viene dopo non ci mette del suo nel "prendere spunto". Qualcosa di più di un evanescente luccichio. 

Amy Adams, Bradley Cooper, Jeremy Renner, Christian Bale e Jennifer Lawrence



La citazione: "La gente crede a quello che vuole credere: il tizio che lo ha dipinto agli occhi di tutti era bravo quanto il vero pittore. Allora, chi è l'artista? Il pittore oppure il falsario?"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥1/2

Uscita italiana: 1 gennaio 2014


Titolo originale: American Hustle
Regia: David O. Russell 
Anno: 2013
Cast: Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Jeremy Renner, Robert De Niro
Colore: colore
Durata: 138 minuti
Genere: commedia
Sceneggiatura: David O. Russell, Eric Warren Singer
Fotografia: Linus Sandgren
Montaggio: Jay Cassidy, Crispin Struhters, Alan Baumgarten
Musica: Danny Elfman
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Atlas Entertainment, Annapurna Pictures
Distribuzione italiana: Eagle Pictures

mercoledì 6 marzo 2013

Videodrome n. 71

Jennifer Lawrence



Titolo italiano: Il lato positivo - Silver Linings Playbook
Titolo originale: Silver Linings Playbook
Regia: David O. Russell
Anno: 2012
Cast: Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Jacki Weaver, Chris Tucker, Anupam Kher, Shea Whingham, John Ortiz, Julia Stiles
Colore: colore
Durata: 122 minuti
Paese di produzione: USA
Distribuzione italiana: Eagle Pictures

domenica 24 febbraio 2013

ACADEMY AWARDS 2013 IN DIRETTA



Vabbé dai.
Ci proviamo.
L'età avanza e la stanchezza pure.
Seguiamo insieme la serata degli Oscar 2013.
Daje!

Premessa: quest'anno non ho un film a cui sono particolarmente legata e per cui faccio il tifo. Però posso esprimere le mie preferenze.

FILM: Argo, Re della terra selvaggia, Zero Dark Thirty e Django Unchained. Ve l'avevo detto che non avevo un preferito!
REGIA: Steven Spielberg per Lincoln
ATTORE: Joaquin Phoenix per The Master (perdonami Daniel!)
ATTRICE: Jessica Chastain per Zero Dark Thirty
ATTORE NON PROTAGONISTA: Christoph Waltz per Django Unchained (però mi è piaciuto molto anche Tommy Lee Jones in Lincoln e Philip Seymour Hoffman in The Master)
ATTRICE NON PROTAGONISTA:  Anna Hathaway per Les Misérables
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE: Frankeweenie di Tim Burton




23:45 - RED CARPET


Accendo Sky e la prima cosa che vedo sul red carpet è il banco del cibo: sushi e una torta gigante ricoperta di macarons viola mi fanno emozionare. 
E' destino.

Visto Benh Zeitlin: patatone! 
Incredulo e simpaticissimo.
Re della terra selvaggia è uno dei film migliori, se vincesse non sarebbe male.




Beccato Eddie Redmayne: ma che capelli ha?!
E fatto shock: è la versione maschile di Jessica Chastain!


Eddie Redmayne

Ecco Jessicaaaaaa!!!!!
Omioddio!
STUPENDA!
Abito meraviglioso!
Colore azzeccatissimo!
Si intona alla sua pelle e ai capelli, tra l'altro meravigliosi.
Jessica hai il mio voto e il mio cuore.


Jessica Chastai



Amy Adams ha rubato il vestito di Carrie Bradshaw dell'episodio finale di Sex&TheCity!

Amy Adams


Samantha Barks decide di puntare tutto su un accessorio che fa capolino sul semplice vestito nero: non la collana vistosa ma le tette!


Samantha Barks



Reese Witherspoon azzecca il colore, un bel blu elettrico, ma non il taglio del vestito: che è quella riga nera?!

Reese Whiterspoon


Quvenzhané Wallis in Armani junior, borsetta a forma di cane, tiara e super-sicurezza. A nove anni! Like a boss!
Respect girl!

Quvenzhané Wallis


Channing Tatum e Jenna Dewan carucci, con colori coordinati e in dolce attesa sul red carpet.
Ma come mai lui fuori dal set diventa sempre un abbacchio?
Lei è incinta, lui che scusa ha?!

Channing Tatum e Jenna Dewan



Bello il vestito di Kerry Washington: fantastico il colore e il corpetto gioiello.

Kerry Washington


Jennifer Lawrence bella, bello il vestito ma forse un po' esagerato: ma che si sta andando a sposare?!


Jennifer Lawrence



Amanda Seyfried sbaglia totalmente vestito: brutto colore, brutta fantasia....
E quanto si è dimagrita?!

Amnanda Seyfried



Zoe Saldana indossa un vestito originale che ricorda la forma di un fiore ma che non mi convince del tutto.

Zoe Saldana



Simpatico Joseph Gordon-Levitt e il suo farfallino!

Joseph Gordon-Levitt


Sally Field fa ancora la sua figura, anche se il taglio del vestito è un po' castigato.

Sally Field


Meravigliosa Cathrine Zeta-Jones anche se il vestito non mi fa impazzire.

Cathrine Zeta-Jones



Jennifer Hudson e le sue super-extension con vestito blu leopardato nonostante il getto-style convince.

Jennifer Hudson


Coraggiosissima Jane Fonda con il suo vestito giallo fluo!

Jane Fonda



Stupendissima Charlize Theron: la più bella di tutte come sempre (anche perché non ci sono Jessica Alba e Natalie Portman), però ha copiato il vestito di Anne Hataway ai Golden Globes! Non si fa!

Charlize Theron



Ma come?! Anne Hathaway vincerà sicuramente l'Oscar e ha scelto questo vestito così banale?!?! Ma noooo!

Anne Hathaway


Stralunati e mal vestiti come al solito Tim Burton e Helena Bonham Carter.

Helena Bonham Carter e Tim Burton



Stupenda Naomi Watts e spettacolare il suo vestito!
Forse il più bello e originale visto fino ad ora.

Naomi Watts



Bradley Cooper e Chris Evans sul red carpet con le mamme: uomini ma che vi prende?!


Nicole Kidman finalmente meno di plastica.
La bellezza di un tempo ritorna a galla dopo l'era botox.

Nicole Kidman e Keith Urban


Dopo l'inquietante moglie di Hugh Jackman che sembra sua madre, anche lo smorto marito di Salma Hayek. Strane coppie.

Salma Hayek



Jennifer Aniston in un bel vestito rosso fuoco Valentino.
Ma porta gli stessi capelli da 20 anni?!

Jennifer Aniston



Adele si è messa addosso un sacco della spazzatura scintillante.

Adele



Sandra Bullock e Kristen Stewart in camicia da notte.

Sandra Bullock

Kristen Stewart


Jeremy Renner super-creepy!


Jeremy Renner


Sfilza di belle coppie: Ben Affleck e Jennifer Garner, Jamie Foxx e figlia (bella!) e Daniel Day-Lewis e consorte vestito meno peggio del solito.







Bellissima come semrpe Halle Berry, vestito originale  che a lei sta benissimo.

Halle Berry



De Niro Like a boss!




Renee Zellwegger in oro e apparentemente ubriaca.



E infine Tarantino con Lianne Spiderbaby (che non so chi sia).
Almeno non è venuto con la mamma, alla faccia di quegli sfigati di Cooper e Evans!






CERIMONIA!


Eh finalmente cerimonia!
Eccolo Seth MacFarlane!
Ma non presenta vestito da Ted?!
Che peccato!




No! Il capitano Kirk grasso no!
Geniale però la gag del capitano che manda un messaggio dal futuro a MacFarlane.





THE BOOBS SONG?! 
Ma idolo!
Ahahhahah stupenda la faccia di Naomi Watts alla canzone sulle tette!
E idolo il tipo accanto a lei che le guarda immediatamente il corpo del reato!
Questo, me lo sento, è il momento più alto della serata.
"The boobs song" è già un classico.




Meravigliosi Charlize Theron e Channig Tatum che ballano!
Che belli! E che bravi!






Quando pensavamo di aver visto tutto: Harry Potter che canta e balla!!! O_O


Joseph Gordon-Levitt, Set MacFarlane e Daniel Radcliffe


Seth Macfarlane è pazzo: ha già parlato di poppe, milf, neri, gay....scatenato!
Oddio, Ted che canta la Bella e la Bestia è meravilgioso!
Grandissimo uomo di spettacolo il Seth. E sta pure con Daenerys: a real winner!




MIGLIOR ATTONE NON PROTAGONISTA

Io dico che vince Waltz.
Ma sono tutti grandiosi.
Dove peschi peschi bene.

And the winner is....Christoph Waltz!

Ma che grande che ringrazia il personaggio!
Stupende le facce di Tarantino, Foxx e Jackson!





MIGLIOR CORTO D'ANIMAZIONE

Io dico Paperman.
Stupendo.

Eeeeeh....Paperman di John Kahrs!
Yeahhhh!!!!






MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE

Io dico Frankenweenie ma non vince.

Eeeeh...Brave.
Mmm...un Pixar minore per me.
Idolo il regista Mark Andrews che ha ritirato il premio in kilt.







ODDIO GLI AVENGERS RIUNITIIIIIII!!!!!!!!






MIGLIOR FOTOGRAFIA

And the Oscar goes to...Claudio Miranda per Vita di Pi.
Date un premio anche ai suoi capelli.






MIGLIORI EFFETTI SPECIALI

Vita di Pi. Mmm...ma che ce fa er sorpresone?!



MIGLIORI COSTUMI

Io dico quelli di Biancaneve e il cacciatore.
Invece vince Jacqueline Durran per Anna Karenina.






MIGLIOR TRUCCO

Les Misérables.




3: 22 - OMAGGIO A JAMES BOND
Presentato da Halle Berry, una delle bond girl più sexy di sempre.
E entra in scena Shirley Bassett che canta Goldfinger!
Eh che vocione granny Bassett!





3:32 MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

Presentato da Jamie Foxx e Kerry Washington.
Vince Curfew.



MIGLIOR DOCUMENTARIO

Andrea Nix Fine per Inocente.






3:38 - Liam Neeson (che ha bevuto sicuramente insieme a Renee Zelwegger) presenta gli altri tre film nominati come miglior pellicola.
Mo' parte e va a combatte i lupi a mani nude.



3:44 MIGLIOR FILM DOCUMENTARIO

 Presentato da Ben Affleck.
Vince Searching for Sugar Man di Malik Bendjelloul e Simon Chinn.






3:50 MIGLIOR FILM STRANIERO

E qui già so che succede ma mi oppongo.
Presentato sa Jessica Chastain e Jennifer Garner.
Vince Amour.
La pornografia del dolre ha vinto.






3:53 - OMAGGIO AL MUSICAL
Ooooh e veniamo al momento clou della serata: l'omaggio al musical!
Comincia una stupenda (e più popputa del solito) Catherine Zeta-Jones che interpreta All that jazz da Chicago.




Si continua con Jennifer Hudson che riprende il suo ruolo di Dreamgirls.




E alle 4:01 arrivano i più attesi: Les Misérables.
Incredibile come gli Oscar abbiano portato fortuna a Hugh Jackman e Anne Hathaway: qualche anno fa si esibirono insieme sullo stesso palco e ora sono lì per vincere premi proprio in un musical.
Ci sono anche Sascha Baron Cohen e Russell Crowe che sembra un orsetto panzottone canterino.






4:10 TED SUL PALCO DEGLI OSCAR!!!


MIGLIOR SONORO

Simon Hayes, Andy Nelson e Mark Paterson per Les Misérables.







Ted prende in giro anche gli ebrei: ormai senza freni!


MIGLIOR MONTAGGIO SONORO

Ex aequo per Zero Dark Thirty e Skyfall.
Ma se po' fa il premio condiviso?!


4:19 - Christopher Plummer sale sul palco per presentare la Miglior Attrice Non Protagonista

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Questo è l'Oscar più citofonato.
Se non vincesse la Hathaway sarebbe una sorpresa.
Anne Hathaway e i suoi capezzoli ritirano l'Oscar.






4:30 - sei ragazzini rappresentano il futuro del cinema perché hanno vinto un concorso.
Che cosa super politically correct: 3 maschi e 3 femmine, 2 asiatici, 2 neri e 2 bianchi!


MIGLIOR MONTAGGIO

Presentato da Sandra Bullock.
William Goldenberg per Argo.






4:34 - Jennifer Lawrence presenta Adele
Skyfall!





4:44 - Nicole Kidman presenta la miglior scenografia
Meno imbalsamata del solito. 
Less botox is more.
Arrivano anche Harry Potter e Bella Swan: Kirsten Stewart zoppica sul palco degli Oscar!
Scarpe strette o droghe pesanti?!


MIGLIOR SCENOGRAFIA

Vince Rick Carter per Lincoln.






Una stupenda Salma Hayek presenta un premio che non ho ben capito cos'è ma ha a che fare con la beneficenza.

4:57 - George Clooney presenta il momento IN MEMORIAM
Tra gli artisti ricordati anche Tony Scott, Ernest Borgnine, Nora Ephron e Tonino Guerra.

5:01: ECCOLA!
BARBRA STREISAND SUL PALCO DEGLI OSCAR!
Altro che Adele!
Anche se praticamente hanno scelto lo stesso vestito.





5:08 - Richard Gere, Renee Zelwegger, Catherone Zeta-Jones e Queen Latifa presentano la miglior colonna sonora


MIGLIOR COLONNA SONORA

Mychael Danna per Vita di Pi.




Che per gli americani è "PAI".
Comunque la faccia di Renee Zelwegger è inquietante.



5:14 - Norah Jones canta la canzone di Ted



MIGLIOR CANZONE

Skyfall di Adele.
L'inglesona è talmente commossa che quasi non fa il discorso di ringraziamento.
Dorceeee.





MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Presentato da Charlize Theron a Dustin Hoffman.
Vince Argo!


MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Quentin Tarantino per Django Unchained.
Qui si è felici perché amiamo Quentin, però peccato per Moonrise Kingdom.





MIGLIOR REGIA

Io dico Spielberg.
E invece no!
A sorpresona vince Ang Lee!
Come insinuato in tempi non sospetti (cioè 2 ore fa), Vita di Pi potrebbe ha fatto il colpaccio!





5:40 - MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Presenta Jean Dujardin.
Non c'è gara: la Chastain è la migliore.
La Lawrence ha un ruolo che fa più presa ma non è più brava.
La sorpresa potrebbe essere la Riva.
Oddio la bimba che rifà il gesto! Diventerà un capo!
E vince Jennifer Lawrence.
Mah.
CHE CADE!!!! 
CLAMOROSO!
Questo è il kharma che si ribella a questo scippo assurdo!
Jessica non ti preoccupare, ti rifarai.





5:45 - MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Meryl Streep presenta.
Io qua vorrei Phoenix ma non succederà mai.
Unico grosso premio di Lincoln.
E infatti: Daniel Day-Lewis.
Ed è record! 
Primo attore a vincere 3 statuette come attore protagonista.
E anche lui finisce ringraziando la mamma.
Ma quanti mammoni stasera?!




5:52 - Entra in scena Jack Nicholson più pappaone che mai e presenta....MICHELLE OBAMA!
E' lei a presentare le nomination per il miglior film!

MIGLIOR FILM

Argo!
Ben Affleck prima è diventato viola, poi ha sbroccato e poi ha fatto auto-analisi davanti a tutti.





Rimangono quindi decisamente a bocca asciutta Zero Dark Thirty e Re della terra selvaggia.
Assurda la scelta di non nominare Ben Affleck come regista e separare i premi.
E' stata un'edizione in cui nessuno ha spiccato davvero e i premi sono stati spezzettati tra i vari nominati.
Buona la presentazione di Seth MacFarlane, sopratutto nella parte iniziale, il ragazzo è totalmente fuori controllo.
E mentre MacFarlane e la Chenoweth cantano la canzone di chiusura vi saluto e vi auguro buongiorno.




OSCAR 2013 TUTTI I VINCITORI


Argo, diretto e prodotto da Ben Affleck con George Clooney, è il miglior film


Miglior film: Argo di Ben Affleck 
Migliore attrice protagonista: Jennifer Lawrence per Il lato positivo 
Miglior attore protagonista: Daniel Day-Lewis per Lincoln 
Migliore attrice non protagonista: Anne Hathaway per Les Misèrables 
Migliore attore non protagonista: Christoph Waltz per Django Unchained 
Miglior regista: Ang Lee per Vita di Pi 
Migliore sceneggiatura originale: Quentin Tarantino per Django Unchained 
Migliore sceneggiatura non originale: Chris Terrio per Argo 
Miglior film in lingua straniera: Amour (Austria) di Michael Haneke
Miglior film d'animazione: Ribelle - The Brave di Mark Andrews e Brenda Chapman
Miglior fotografia: Claudio Miranda per Vita di Pi
Migliori effetti speciali: Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer e Donald R. Elliott per Vita di Pi 
Migliori costumi: Jacqueline Durran per Anna Karenina
Miglior montaggio: William Goldenberg per Argo
Miglior sonoro: Andy Nelson, Mark Paterson e Simon Hayes per Les Misérables
Miglior montaggio sonoro: Ex aequo Hallberg e Karen Baker Landers per Skyfall e Paul N.J. Ottosson per Zero Dark Thirty
Migliori trucco e acconciatura: Lisa Westcott e Julie Dartnell per Les Misérables
Migliore colonna sonora: Mychael Danna per Vita di Pi 
Miglior canzone originale: Adele Adkins e Paul Epworth per Skyfall
Miglior scenografia: Rick Carter e Jim Erickson per Lincoln
Miglior cortometraggio: Curfew di Shawn Christensen 
Miglior cortometraggio animato: Paperman di John Kahrs 
Migliore documentario: Searching for Sugar Man di Malik Bendjelloul e Simon Chinn
Migliore cortometraggio documentario: Inocente di Sean Fine e Andrea Nix Fine


Daniel Day-Lewis, Jennifer Lawrence, Anne Hathaway e Christoph Waltz sono i migliori attori
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