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lunedì 19 novembre 2012

Paul Verhoeven e il suo film esperimento

Il regista olandese ha presentato al Festival Internazionale del Film di Roma il mediometraggio “Steekspel - Triceked ”, opera-esperimento che unisce cinema, televisione e web 

Paul Verhoeven

“Per un autore è fondamentale fare salti nell'ignoto, mettersi in gioco e provare un po' di paura ogni tanto: essere troppo sicuri di sé non è la condizione ideale per fare film”. Parole di Paul Verhoeven, regista olandese che ha realizzato alcuni dei maggiori cult degli anni '80 e '90, tra cui “Atto di forza”, “Robocop”, “Basic Instinct” e “Starship Troopers”, uno dei pochi autori europei ad essersi affermato in America e ad aver contemporaneamente mantenuto la sua visione di cinema nonostante le pressioni di Hollywood. 

Inattivo dal 2006, anno di uscita di “Black Book” film ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, Verhoeven torna sulle scene grazie a “Steekspel – Tricked”, mediometraggio di 50 minuti nato da un progetto interessante: il regista, insieme agli sceneggiatori Kim van Kooten e Robert Alberdingk Thijm, ha pubblicato su internet i primi cinque minuti del film, invitando i fan e gli appassionati di cinema a completare la sceneggiatura della pellicola. 

Presentato in anteprima al Festival Internazionale del film di Roma, il progetto nasce dall'idea dei produttori di realizzare un'opera che rispecchi i gusti del pubblico, chiamato a partecipare attivamente alla realizzazione del film e coinvolgendolo come quando segue una serie tv. L'opera è quindi un interessante ibrido tra cinema, avendo a disposizione un autore come Verhoeven alla regia, televisione, vista la durata che rispecchia quella di un episodio televisivo, e social web, essendo nato dai commenti e suggerimenti del popolo della rete. Un'idea moderna, che è stata già venduta in diversi paesi, con lo scopo di coinvolgere un pubblico sempre maggiore e registi dalla differente sensibilità. 

La pellicola ruota intorno al personaggio di Remco, interpretato da Peter Blok, imprenditore fedifrago che si trova a dover fronteggiare la moglie, le diverse amanti, un nuovo figlio in arrivo e problemi economici: commedia scorretta infarcita di gag surreali, “Steekspel - Tricked” diverte in maniera intelligente, anche grazie all'ottimo cast e alla regia irriverente di Verhoeven. 

Nato dal rapporto diretto con il pubblico, il film è stato scritto prendendo in considerazione tutte le tremila e più sceneggiature inviate dagli utenti: “Pensavo che avremmo ricevuto solo un paio di buoni copioni, invece, delle oltre tremila sceneggiature arrivate, abbiamo selezionato ben 50 copioni validi! Abbiamo dovuto fare un lavoro certosino di lettura e selezione, raccogliendo le idee migliori da ogni proposta”, ha dichiarato Verhoeven. Il regista ha però affermato che, nonostante la grande capacità di comunicazione di internet, il ruolo dell'autore rimane ancora fondamentale: “Anche nell'era di internet, l'autore è centrale. Fare lo sceneggiatore richiede studio e preparazione, esattamente come fare il neurochirurgo”. 

L'inusuale ibrido narrativo rispecchia i tempi, cercando di indirizzare un'arte consolidata come il cinema verso forme di narrazione più giovani ed emergenti, come la tv di qualità e lo scambio di idee su internet, segno che i vari media sono destinati a fondersi sempre di più.


Pubblicato su Trovacinema.

domenica 11 novembre 2012

Diario di un Festival: DAY 2 - 10 novembre 2012 A TUTTO '80s!


Il primo giorno non ha brillato sul versante cinema, anche se, come abbiamo detto nel resoconto di ieri, Aki Kaurismaki e le sue sigarette, Miike e il suo tirapugni e Mario Sesti con le mele cotogne hanno dato spettacolo.

Il secondo giorno di Festival si è distinto invece per la grande aura di epicità che alcune delle glorie degli anni '80 hanno portato con loro: Matthew Modine, lo storico Joker di Full Metal Jacket, che ha presentato il suo libro fotografico, e Paul Verhoeven, regista cult di film immortali come Atto di forza (quello vero!), Robocop (quello vero!) e Basic Instinct (quello buono).


PASSEGGIANDO CON MATTHEW MODINE

Matthew Modine, storico protagonista del capolavoro di Kubrick Full Metal Jacket, ha presentato in anteprima al Festival di Roma il suo libro fotografico Full Metal Diary, nato durante i due anni di lavorazione del film.

Modine ha presentato il libro e poi si è lanciato in un racconto privato di aneddoti sulle foto a Marco Muller: noi però ovviamente c'eravamo, e abbiamo carpito alcune chicche: l'idea delle foto gliel'ha suggerita un amico come stratagemma per entrare in confidenza con Kubrick, il quale ha subito sgridato Modine dicendogli che la macchina che usava era una schifezza. 


Matthew Modine presenta il suo libro fotografico Full Metal Diary


PAUL VERHOEVEN

Il pomeriggio c'è stato uno degli eventi più interessanti di questa edizione: l'incontro con il regista olandese Paul Verhoeven. Lui, quello che ci ha dato i veri Atto di forza e Robocop, uno dei pochi europei che ha veramente sfondato in America e uno dei pochi registi che ha sempre creduto fino in fondo nei suoi film e nella sua idea di cinema. Anche quando ha fatto Showgirls, sua condanna a morte artistica, che, diciamocelo, non era più brutto di robe come Striptease.

Verhoeven ha presentato il suo nuovo film, Steekspel, progetto unico nel suo genere: scritti e girati i primi cinque minuti, regista e sceneggiatore hanno pubblicato il tutto su internet chiedendo alle persone di continuare la storia. Commedia di appena 50 minuti, il film è un ibrido tra cinema, televisione e web. Un'idea interessante, che è stata già venduta in diversi paesi.

Detto questo, Verhoeven è un mito: ironico, intelligente, non si scompone mai, anche quando gli chiedono che cosa pensa dei remake dei suoi film.

Paul Verhoeven


VENEZIA VS ROMA

In sala stampa qualcuno alza silenziosamente una polemica: meglio Venezia di Roma?

guerra fredda in sala stampa


FREAKS, LE AUTO E GESU'

Altro evento della serata è stato l'incontro con i protagonisti di Freaks, webserie amatissima. Abbiamo sentito di ragazzine che, nemmeno fossero ad un concerto dei Beatles, sono quasi svenute per essere capitate nei posti dietro a quelli di Guglielmo Scilla in arte Willwoosh. Alcune dicevano: "O mio dio, così posso annusargli il collo!".
Paura.

Sempre della serie "non so se ridere o se avere paura", abbiamo nuovamente avvistato, come ogni anno, l'auto religiosa ormai mascotte del Festival di Roma.
Anche in alto amano il cinema.



E anche per oggi è tutto.
A domani con i flash dal Festival di Roma 2012
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