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giovedì 8 gennaio 2015

Galavant, 10 curiosità sul musical fantasy alla Monty Python

Lo scorso 4 gennaio ha debuttato in America Galavant, nuova serie ABC descritta come una “commedia musicale e favola medievale stravagante”, che vanta musiche scritte dal pluri-premio Oscar Alan Menken, guest star d’eccezione come Ricky Gervais e Rutger Hauer e un umorismo che ricorda i Monty Python 




Cavalieri valorosi, re sadici, scagnozzi senza cuore e principesse in difficoltà, tutti rigorosamente danzanti e impegnati in continui numeri musicali: descritta dai suoi autori come una "commedia musicale e favola medievale stravagante", Galavant è la nuova serie ABC che ha debuttato, in America, lo scorso quattro gennaio. Un progetto simile sulla carta non può che avere due destini: essere un’accozzaglia pasticciata e imbarazzante, oppure un prodotto unico e geniale. Galavant, anche solo per il fatto di esistere, per sua fortuna si colloca nella seconda categoria: il creatore Dan Fogelman, sceneggiatore di diversi film Dinsey e Pixar, conosce il suo campo e ha realizzato un prodotto ibrido, che sembra allo stesso tempo un film d’animazione, una sit-com e un musical teatrale. Avvalendosi delle musiche della leggenda vivente Alan Menken, compositore premiato più volte con l’Oscar e autore delle colonne sonore di capolavori Disney quali La Sirenetta, La Bella e la Bestia e Aladdin, Fogelman e ABC hanno creato un musical in piena regola, che non cerca una cornice per giustificare i numeri musicali, come accade invece in prodotti come Glee o Smash, ma rende le canzoni il vero motore della storia, raccontando personaggi e situazioni attraverso di esse. 

Protagonista della storia è Galavant (Joshua Jesse), cavaliere valoroso e coraggioso che si innamora della bella Madalina (Mallory Jansen): quando però il capriccioso re Richard (Timothy Omundson) obbliga la fanciulla a diventare la sua regina, la fiaba di Galavant svanisce e l’eroe appende la spada al chiodo. A rimettere sul suo destriero Galavant ci pensa Isabella (Karen David), principessa di Valencia che vuole l’aiuto dell’uomo per salvare i suoi genitori, tenuti prigionieri proprio da re Richard. 

Forte di musiche accattivanti, delle coreografie di Ashley Wallen, di un cast formato da giovani talenti teatrali affiancati da attori esperti, cui si aggiungeranno anche guest star d’eccezione come Ricky Gervais e Rutger Hauer, e di un umorismo che ricorda quello surreale dei Monty Python, Galavant è la prima grande sorpresa televisiva del 2015 e un prodotto che si inserisce nel percorso già intrapreso da Dinsey con C’era una volta, in cui i vari settori della casa di produzione, ovvero film d’animazione, prodotti ispirati ai fumetti Marvel e serie tv si stanno fondendo sempre più, creando un vero e proprio “universo Disney” cui presto si aggiungerà anche la nuova saga di Star Wars

In attesa che la serie, formata da 8 episodi da 20 minuti ciascuno, arrivi anche in Italia, conosciamo meglio Galavant e il suo mondo grazie a 10 curiosità. 





#1. IL CREATORE DI GALAVANT È UN NOME NOTO IN CASA DISNEY  



Il creatore della serie Dan Fogelman ha scritto le sceneggiature di diversi film d’animazione Disney e Pixar, tra cui Cars (2006) e Cars 2 (2011), Bolt (2008) e Rapunzel (2010). 


#2. SOTTO IL SEGNO DI RAPUNZEL 



I tre creatori della serie, lo sceneggiatore Dan Fogleman e i compositori Alan Menken e Glenn Slater, si sono conosciuti lavorando al film Disney Rapunzel – L’intreccio della torre. 


#3. ALAN MENKEN, L’UOMO DEI RECORD 



Alan Menken ha scritto le musiche di Galavant ed è la persona vivente, insieme al supervisore degli effetti speciali Dennis Muren, ad aver vinto il numero maggiore di Oscar: ben 8 statuette, tra cui quelle per la colonna sonora dei film Disney La Sirenetta, La Bella e la Bestia, Aladdin e Rapunzel. Il record assoluto è di Walt Disney, vincitore di 26 Oscar. 


#4. IL TERRIBILE VINNE JONES 



Prima di essere lanciato come attore dal regista Guy Ritchie, che lo volle in Lock & Stock, Vinnie Jones, che in Galavant interpreta Gareth, il braccio destro di re Richard (Timothy Omundson), è stato un calciatore, centrocampista in diverse squadre inglesi tra cui Chelsea e Wimbledon, molto noto soprattutto per la sua fallosità. Nel 1992 ha inoltre presentato il video Soccer’s Hard Men, in cui consigliava come diventare “uomini duri” del calcio, fatto per cui è stato multato per 20mila sterline, squalificato per sei mesi e sospeso per tre anni dalla Football Association. Vinnie Jones e Timothy Omundson hanno già lavorato insieme nel film del 2001 Codice: Swordfish di Dominic Sena. 


#5. JOSHUA SASSE È GALAVANT 



Il protagonista Joshua Sasse, classe 1987, è nato a Londra ma ha passato la sua infanzia in Nepal per poi tornare in Gran Bretagna dove ha cominciato a studiare teatro a 15 anni, prima all’Hurtwood House e poi al Cygnet Training Theatre di Peter Brooks. Dopo aver passato 9 anni in teatro, esibendosi in diversi teatri del West End, Sasse è al primo ruolo televisivo importante della carriera grazie a Dan Fogelman, con cui aveva già lavorato nella serie The Neighbors, in cui interpretava DJ Jazzy Jeff. 


#6. MALLORY JANSEN È MADALINA 



Mallory Jansen, che interpreta la bella Madalina, è una modella e attrice australiana: è uno dei volti dell’agenzia Chadwick Models e prima di Galavant ha recitato nelle serie Young & Hungry e Baby Daddy nei ruoli ricorrenti di Caroline Huntington e Georgie Fallow. 


#7. KAREN DAVID È ISABELLA 



Karen David, che interpreta la principessa Isabella, è nata in India ma è cresciuta in Canada e ha studiato teatro a Londra alla Guildford School of Acting. Ha una vasta esperienza di teatro avendo preso parte a diversi spettacoli del West End, tra cui Mamma mia! e Bombay Dreams. Karen è anche una cantautrice: nel 2003 è uscito il suo primo cd, contenente il singolo ”It’s Me (You’re Talking To)”. La cantante e attrice supporta inoltre attivamente le associazioni Children’s Villages Foundation e Designers Against AIDS. 


#8. L’OMAGGIO A JON HAMM E L’AMORE TRA DISNEY E JOHN STAMOS  



Il personaggio interpretato da John Stamos, il cavaliere antagonista di Galavant, si chiama Sir Jean Hamm, chiaro riferimento all’attore Jon Hamm, protagonista di Mad Men. John Stamos ha inoltre ottimi rapporti con la Walt Disney Company: l’attore ha infatti un pass gratuito a vita per Disneyland. 


#9. NUMERI MUSICALI ESTREMI 



La serie è stata girata in Inghilterra, a Bristol, negli The Bottle Yard Studios per quanto riguarda le scene ambientate in interni. I diversi numeri all’aperto sono stati i più difficili perché il clima delle campagne inglesi non è sempre stato favorevole: gli attori hanno cantato dal vivo, anche al gelo e brandendo spade o stando a cavallo, a volte girando per 16 ore di fila per poter realizzare numeri musicali di pochi minuti. 


#10. GUEST STAR STELLARI 



La prima stagione di Galavant vedrà, oltre a John Stamos, diversi altri volti noti tra le guest star, tra cui Ricky Gervais, che sarà un mago di nome Xanax, Rutger Hauer, Hugh Bonneville, ovvero Robert Crawley in Downton Abbey, il cantante Weird Al Yankovic e Anthony Stewart Head, che interpretava il signor Giles in Buffy l’Ammazzavampiri.


Pubblicato su TvZap.

martedì 24 giugno 2014

Eddie Vedder canta "Let it Go" di Fronzen al concerto di San Siro a Milano



Frozen sarà anche ambientato in terre fredde e piene di ghiaccio, ma dal suo esordio a Natale 2013 sta continuando a mietere successi inarrestabili, infiammando critica e pubblico: incassi record al cinema, vendite folli di blu-ray, dvd e gadget vari (provate a cercare di comprare un peluche di Olaf al Disney store: va via come il pane ed è quasi sempre introvabile!), omaggi di ogni genere da artisti e fan, e ben due Oscar come miglior film e miglior canzone per "Let it Go".

Proprio la canzone "Let it Go", scritta da Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez, cantata nella versione originale dalla star di Broadway Idina Menzel (in Italia la canzone si intitola "All'alba sorgerò" ed è interpretata da Laura Chiatti), è uno dei più grandi successi del film, diventata ben presto una vera e propria hit scala classifiche.

La popolarità di "Let it Go" è riuscita a travalicare qualsiasi confine tanto da arrivare a essere omaggiata dal più improbabile degli estimatori: lo scorso 20 giugno, durante il concerto allo Stadio San Siro di Milano, i Pearl Jam hanno infatti suonato la loro personale versione della canzone, con Eddie Vedder che è passato con disinvoltura da "Daughter" al brano targato Disney.

Un mashup sorprendente per cui probabilmente bisogna ringraziare le figlie di Vedder, Olivia e Harper Moon Margaret, rispettivamente di 10 e 6 anni.


mercoledì 18 giugno 2014

Jersey Boys

Per un pugno di note: Jersey Boys, la storia di Frankie Valli e dei Four Seasons secondo Clint Eastwood

Il regista premio Oscar si cimenta con la trasposizione cinematografica del celebre musical di Broadway scritto da Marshall Brickman e Rick Elice, facendo rivivere sullo schermo la musica e lo spirito degli anni '50 e '60. Nelle sale italiane dal 18 giugno.


Da qualche parte nel mondo esiste sicuramente un ritratto di Clint Eastwood che invecchia al posto del diretto interessato: non si spiega altrimenti come un signore di 84 anni riesca a sfornare un film dietro l'altro non perdendo, quasi mai, colpi, mettendosi costantemente in gioco e sperimentando ogni volta generi differenti tra loro. Dopo i fasti da star del cinema vissuti grazie ai film di Sergio Leone, dal 1971, con Brivido nella notte, il californiano dagli occhi di ghiaccio Eastwood è passato dietro la macchina da presa e da allora non si è più fermato: 37 le pellicole girate fino a oggi, ultima delle quali è American Sniper, con protagonista Bradley Cooper, in uscita il prossimo anno. Prima di vedere Cooper nei panni di un militare della marina americana, tocca però a Frankie Valli e ai suoi The Four Seasons far scoprire al pubblico l'ennesima scommessa riuscita di Eastwood con il suo Jersey Boys.

New Jersey, primi anni '50: Francesco Castelluccio (John Lloyd Young), è un giovane apprendista barbiere italoamericano, con il mito di Frank Sinatra e la passione per il canto; Tommy DeVito (Vincent Piazza) è un criminale pieno di intraprendenza e voglia di vivere: amici fin da ragazzi, i due, insieme alla conoscenza comune Nick Massi (Michael Lomenda), mettono su un gruppo, i Four Lovers, supportati dal gangster locale Gyp DeCarlo (Christopher Walken), boss con un debole per le belle voci. Destreggiandosi tra un colpo e un'uscita di galera, i tre riescono a distinguersi dal resto della scena musicale locale quando incontrano, seguendo il consiglio della futura star del cinema Joe Pesci, Bob Gaudio (Eric Bergen), pianista e compositore. Grazie alla particolarissima voce di Frankie, che si ribattezza Valli, e all'estro di Bob, il gruppo, che ora si fa chiamare The Four Seasons, riesce a entrare in contatto con il produttore Bob Crewe (Mike Doyle) e a solcare la porta del tempio della musica americana di quegli anni, il Brill Building di New York, trampolino di lancio per il loro grande successo.

Criminalità, provincia americana, musica, passione e voglia di sfondare: l'ambientazione di Jersey Boys sembra toccare molte corde del cinema di Martin Scorsese, con i personaggi che parlano direttamente allo spettatore, la musica travolgente e la realtà quotidiana di chi vive la strada pericolosamente. Jersey Boys non è però una versione musical di Quei bravi ragazzi: trovando il giusto equilibrio tra la biografia, il film musicale, la commedia e momenti più drammatici, Eastwood confeziona una pellicola che affronta più generi, tutti accomunati dal ritmo travolgente e dal potere universale della musica. Autore in grado di affrontare generi agli antipodi, dal film di guerra come Lettere da Iwo Jima (2006), a pellicole sulla boxe come Million Dollar Baby (2004), passando per il romantico I ponti di Madison County (1995) fino al tuffo nel soprannaturale di Hereafter (2010), con Jersey Boys Eastwood non si limita al semplice biopic, come già accaduto per Invictus (2009), storia di Nelson Mandela, e J. Edgar (2011), in cui ha parlato del fondatore dell'FBI, ma mette il cinema e i suoi mezzi espressivi al servizio della musica. Da sempre grande appassionato di musica, soprattutto di jazz, Eastwood è stato il musicista country protagonista del suo Honkytonk Man (1981), ha raccontato la storia del sassofonista Charlie Parker in Bird (1988), diretto uno dei frammenti della serie di documentari Blues (2003), progetto voluto da Martin Scorsese, e composto le musiche di molti dei suoi film, come Mystic River (2003) e Gran Torino (2008): non stupisce dunque che il regista californiano abbia voluto raccontare la storia di un gruppo che ha fatto la storia della musica americana.

Affrontando la storia con il suo inconfondibile stile classico, ma ammorbidendo la durezza cui ci ha abituato nelle sue pellicole più drammatiche, Eastwood usa la voce di Valli e dei suoi amici per raccontare un percorso di riscatto personale e desiderio di rivalsa, non facendo l'elogio spassionato di questi artisti (fatto non scontato se si pensa che tra i produttori esecutivi del film figurano gli stessi Frankie Valli e Bob Gaudio), ma presentandoli come esseri umani normali, con i loro difetti, gli errori e le disgrazie che colpiscono chiunque, benedetti però da un talento fuori dal comune e da una forza di volontà in grado di trasformare anche la peggiore delle sofferenze in qualcosa che diventa meno doloroso grazie alla magia che sono in grado di creare. Canzoni immortali come “Big Girls don't cry”, “Walk like a men”, “Rag Doll”, “Sherry” e “Can't take my eyes off you” diventano il faro e lo scopo in grado di riscattare una vita intera, così come lo erano gli incontri sul ring per Frankie Dunn (Hilary Swank) in Million Dollar Baby, il senso di giustizia di Walt Kowalski in Gran Torino e la fede incrollabile nel futuro di Christine Collins (Angelina Jolie) in Changeling (2008): uomini e donne come tutti, in grado però di fare cose straordinarie.

Per raccontare la storia di questi ragazzi del New Jersey, Eastwood ha scelto di ingaggiare il cast originale del musical, aggiungendo al gruppo Vincent Piazza, il Lucky Luciano della serie Boardwalk Empire, nel ruolo di Tommy: una scelta vincente, dato che tutti i protagonisti danno il meglio di sé, sia dal punto di vista recitativo che canoro, essendo stati chiamati anche a cantare in prima persona le canzoni dei Four Seasons. Nota di merito anche per Christopher Walken e Mike Doyle, che, nei panni rispettivamente del gangster DeCarlo e del produttore Crewe, offrono i maggiori spunti comici del film. Per quanto riguarda la regia Eastwood sceglie la via della semplicità, facendo parlare la musica, concedendosi però due momenti da maestro: il carrello verticale che ci porta all'interno del Brill Building e ci mostra come in ogni piano dell'edificio stia nascendo un nuovo genere musicale fondamentale, e la scena finale, in cui viene allestito l'unico vero trascinante numero da musical della pellicola.

Anche se non sarà ricordato come uno dei massimi capolavori di Eastwood, Jersey Boys colpisce nel segno e proietta il pubblico negli anni '50, facendogli sentire il calore dei riflettori del palcoscenico e gli odori delle strade del New Jersey, grazie alla mano sicura e inconfondibile del regista e al groove irresistibile della musica di Frankie Valli e soci. 




La citazione: "Siete i Fous Seasons? Tornate quando sarete neri!"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥1/2

Uscita italiana: 18 giugno 2014


Titolo originale: Jersey Boys
Regia: Clint Eastwood
Anno: 2014
Cast: John Lloyd Young, Vincent Piazza, Erich Bergen, Michael Lomenda, Mike Doyle, Christopher Walken
Colore: colore
Durata:  134 minuti
Genere: musicale
Sceneggiatura: Rick Elice, John Logan
Fotografia: Tom Stern
Montaggi0: Joel Cox, Gary D. Roach
Musica: Frankie Valli, Bob Gaudio
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Warner Bros.
Distribuzione italiana: Warner Bros.




Pubblicato su XL.

venerdì 18 aprile 2014

Coachella 2014: Hollywood party

Sfilata di star al Coachella Valley Music and Arts Festival: attori, cantanti e modelle tutti riuniti sotto il segno del rock 

Beyoncé e Solange Knowles


Anche quest’anno, sulla scia dell’arrivo della primavera, si è svolto in California il Coachella Valley Music and Arts Festival, ormai noto semplicemente come Coachella, manifestazione musicale che si celebra agli Empire Polo Fields di Indio, dove per tre giorni consecutivi i più grandi nomi della scena musicale mondiale si esibiscono per una serie di concerti non stop. Dal 1999, anno del suo debutto, il festival è cresciuto esponenzialmente, triplicando date, ospiti e spettatori, diventando in quindici anni un punto di riferimento della cultura pop americana e non solo. 

Paul McCarthney

Jared Leto



Ricchissima quest’anno l’offerta musicale: sei giorni di concerti suddivisi nel weekend dell’11, 12 e 13 aprile e bis in quello del 18, 19 e 20, con un elenco impressionante di artisti, tra cui spiccano Muse, Arcade Fire, Beck, Lana Del Rey, Pharrell Williams, Queens of the Stone Age, Outkast, White Lies, Mogwai, Pet Shop Boys, Skrillex, Empire of the Sun e Fatboy Slim. Un’occasione musicale talmente accattivante da non lasciare indifferenti nemmeno divi del cinema e star della tv: da anni ormai il Coachella Festival è infatti diventato luogo di ritrovo per diverse celebrità, che giungono in massa per assistere agli spettacoli dei loro idoli. Le star qui si mescolano ai ragazzi giunti in massa per ascoltare buona musica e fanno sfoggio dei loro outfit più bohemien e casual indossando tuniche, calzoncini di jeans, sandali, cappelli di paglia e tuniche colorate. 

Steven Tyler

Katy Perry



Quest’anno la diva per eccellenza è stata Beyoncé, che ha raggiunto a sorpresa sul palco la sorella Solange, regalando un’esibizione inaspettata ai fortunati presenti. Tra il pubblico sono stati avvistati altri pezzi grossi della musica: Paul McCarteny, Steven Tyler (vestito in stile Jack Sparrow), Katy Perry e Jared Leto hanno assistito ai concerti per una volta da spettatori. Tra i divi del cinema il più inseguito è stato Leonardo DiCaprio, che con il suo buffo modo di ballare ha attirato ancora di più l’attenzione su di sé. 

Leonardo DiCaprio
Vanessa Hudgens



Moltissime le star della tv presenti: i protagonisti di “The Vampire DiariesNina Dobrev e Paul Weasley, Dianna Agron di “Glee”, Ashley Benson di “Pretty Little Liars”, David Hasselhoff, il Mitch di “Baywatch”, e Aaron Paul, la star di "Breaking Bad". 

Aaron Paul
Emmy Rossum e Fergie



Non sono mancate anche modelle e celebrità della tv, come gli angeli di Victoria’s Secrets Alessandra Ambrosio e Rosie Huntington-Whiteley, Cara Delevigne e Paris Hilton

Cara e Poppy Delevigne e Sienna Miller
Alessandra Ambrosio



Non solo i più giovani e scatenati si sono uniti alle danze: anche star come Michelle Pfeiffer e Daryl Hannah hanno seguito gli show.

Kate Capshaw e Michelle Pfeiffer

Daryl Hannah


Pubblicato su TvZap.

mercoledì 30 ottobre 2013

Metallica: Through the Never


Un palco imponente, 24 telecamere, 18 milioni di dollari di budget, 2 concerti sold out a Vancouver: i numeri di Metallica: Through the Never sono mastodontici, così come le installazioni e le sculture che si succedono durante lo spettacolo di una delle band più amate degli ultimi 30 anni.
Per festeggiare il 30esimo anniversario di carriera i Metallica hanno fatto le cose in grande: fortemente voluto dal fondatore del gruppo, il batterista Lars Ulrich, il film-documentario che immortala i due concerti svoltisi in Canada nell'agosto 2012, non solo è ripreso in Imax 3D, ma ha alle spalle una produzione degna di un vero e proprio film. 

Metallica: Through the Never non è un semplice documentario, ma un vero e proprio racconto di ciò che la musica dei Metallica è stata e continua a rappresentare per tutti gli amanti dell'heavy metal: grazie alle riprese effettuate da ogni possibile angolazione, l'esperienza del concerto è inedita e totalizzante, lo spettatore può apprezzare al meglio ogni singolo gesto dei musicisti, ogni effetto di luce, ogni macchina di scena. Ripresi in 3D e con inquadrature che li fanno sembrare giganti, i quattro componenti della band sembrano veri e propri dei del rock pronti a sconvolgere gli spettatori con il loro ritmo folle e il volume stellare.

A dare dignità di racconto alla pellicola c'è una cornice in cui un ragazzo, interpretato da Dane DeHaan, incaricato di trovare una borsa dal contenuto estremamente importante, si ritrova immerso in un'esperienza straniante, un'allucinazione a occhi aperti che, attraverso simboli e situazioni che sembrano usciti direttamente dalle copertine degli album e dai testi della band, ripercorre tutta la carriera e la discografia dei Metallica. 
Il regista Nimrod Antal riesce a calibrare alla perfezione la parte documentaristica e quella di finzione, costruendo un racconto che grazie alle immagini e alla musica potente della band coinvolge lo spettatore in un viaggio in cui i temi principali sono la morte, la lotta, l'aggressività, la rabbia, la luce e il buio, l'elettricità e l'amore.
James Hatfield regge la scena come un vichingo armato di chitarra, Lars Hulrich è un demonio posseduto dal ritmo, Kirk Hammett si prodiga in virtuosismi e Robert Trujillo, chiamato a sostituire il bassista Jason Newsted, che prese a sua volta il posto di Cliff Burton, tragicamente scomparso nel 1986, è un vero e proprio animale da palcoscenico dalle movenze ferine e ipnotiche. 

Al ritmo dei loro maggiori successi, tra cui l'iconica Master of Puppets e Nothing Else Metters, i Metallica ripercorrono 30 anni di carriera e di successi, auto-celebrandosi e contemporaneamente raccontando una storia, riuscendo a fare vero e proprio cinema. Fatto che non stupisce se si pensa al forte rapporto della band con il cinema: per anni i Metallica hanno aperto i loro concerti con The Ecstasy of Gold di Ennio Morricone e il chitarrista Kirk Hammett possiede diverse chitarre che raffigurano i poster di famosi film horror, come Dracula e White Zombie.

Film imperdibile per i fan della band, Metallica: Through the Never rende davvero difficile rimanere composti sulla poltrona. 

James Hatfield


La citazione: 
"Master of puppets 

I'm pulling your strings 
Twisting your mind and smashing your dreams 

Blinded by me 

You can't see a thing 
Just call my name 'cause I'll hear you scream 

Master 
Master "


Hearting/Cuorometro: ♥♥♥1/2


Uscita italiana: 29 e 30 ottobre 2013


Titolo originale: Metallica: Through the Never
Regia: Nimrod Antal
Anno: 2013
Cast: James Hatfield, Lars Ulrich, Kirk Hammett, Robert Trujillo, Dane DeHaan
Colore: colore, 3D
Durata: 93 minuti
Genere: Musicale
Sceneggiatura: Nimrod Antal, James Hatfield, Lars Ulrich, Kirk Hammett, Robert Trujillo
Fotografia: Gyula Pados
Montaggio: Joe Hutshing
Musiche: Metallica
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Picturehouse, Blackened
Distribuzione italiana: Lucky Red
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