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martedì 28 maggio 2013

The Fall - Gillian Anderson a caccia di serial killer

Nella nuova serie poliziesca di BBC Two, Gillian Anderson è Stella Gibson, detective della Metropolitan Police Service di Londra chiamata a Belfast per scovare un serial killer 



"Nessuno sa cosa succede nella mente degli altri, e la vita sarebbe insopportabile se lo sapessimo”. Parola di psichiatra e di serial killer. Sì perché Paul Spector (Jamie Dornan) è l’uno e l’altro: di giorno è un serafico psicologo dei servizi sociali e padre amorevole di due deliziosi e biondissimi bambini, mentre di notte si diverte ad uccidere per soffocamento giovani donne in carriera. Un mostro dalla faccia assicurante e gentile, che in realtà porta dentro di sé una dose massiccia di oscurità. 

A dargli la caccia è chiamata Stella Gibson (Gillian Anderson), detective della Metropolitan Police Service di Londra, che si trasferisce a Belfast per seguire le indagini: nella piccola città irlandese non sono infatti preparati a fronteggiare un caso simile. Quando l’algida ed elegante Stella arriva a Belfast, tutti sono scombussolati e attratti dalla sua personalità, persino Spector: inizia così una caccia pericolosa in cui inseguitore e inseguito si scambiano più volte di ruolo. 

Creata da Allan Cubitt, “The Fall” è la nuova mini-serie, composta da cinque episodi da un’ora l’uno, trasmessa da BBC Two, che rivede Gillian Anderson, la storica Dana Scully di “X-Files”, di nuovo in un ruolo televisivo da protagonista. Per l’occasione la Anderson abbandona la chioma fulva con cui è diventata nota in tutto il mondo in favore di un biondo sofisticato, e sfodera il suo affascinante accento inglese. La detective a cui dà volto e corpo è una donna che sa quello che vuole, indipendente e magnetica: proprio il tipo di donna da cui è ossessionato il serial killer Spector. Con il suo ritmo apparentemente rallentato e i lampi di inquietante follia che si nascondono dietro una facciata normale e rassicurante – Spector segue e studia le sue vittime mentre porta i figli a giocare al parco -, “The Fall” è un prodotto televisivo interessante, dal buon cast e ben scritto. 

Dopo la messa in onda del primo episodio, avvenuta in Gran Bretagna ed Irlanda lo scorso 12 maggio, grazie all’ottimo successo di pubblico, la BBC ha deciso di confermare immediatamente “The Fall” per una seconda stagione composta sempre da cinque episodi.


Pubblicato su TvZap.

martedì 2 ottobre 2012

Hunted, una spy story dal papà di X-files



Presentata in anteprima al Roma Fiction Fest, “Hunted” è la nuova serie prodotta da BBC One con protagonista Melissa George, in Italia andrà in onda su Sky 



Che l’aspetto non vi inganni. La bellezza di Sam Hunter (Melissa George) è quella della classica bambolina, invece lei è una macchina letale. Spia per un’agenzia segreta privata, Sam affronta missioni al limite dell’impossibile per cui deve interpretare diversi ruoli, sfoderare un buon talento interpretativo, avere occhi e orecchie sempre aperti e soprattutto essere pronta ad ogni tipo di situazione. Atleta dai polmoni d’acciaio, Sam corre, salta, rimane in apnea, combatte e spara con una precisione e una forza incredibili. Eppure, nonostante sia la migliore spia della sua organizzazione, qualcuno cerca di ucciderla. Ed è qualcuno che conosce bene. Scampata miracolosamente all’attentato, Sam ha ora un unico obiettivo: scoprire chi l’ha venduta e vendicarsi. 

Scritta da Frank Spotniz, sceneggiatore del cult “X-files”, “Hunted” è la nuova serie prodotta dalla Kudos Film and Television e Big Light Productions per BBC One, presentata in anteprima al RomaFictionFest, in onda in Italia a dicembre su Sky Uno HD. La scrittura di Spotniz è precisa, personaggi e situazioni sono delineati fin da subito con tratti distintivi netti. La protagonista Sam, una donna che deve affrontare più situazioni non facili contemporaneamente – la vendetta personale, il caso che le è stato affidato e un oscuro passato – si rivela un personaggio forte, empatico, con cui è facile identificarsi. A darle anima e soprattutto corpo è Melissa George, attrice australiana veterana della tv (tra i titoli più importanti cui ha partecipato ci sono “Alias”, “In treatment” e “Grey’s Anatomy”), che conferisce al personaggio credibilità grazie ad una prova fisica impressionante: corre, combatte, si allena, spara, si sporca senza risparmiarsi. 

“In America gli artisti hanno capito che è bello far vedere il proprio lavoro ogni settimana piuttosto che comparire ogni due anni” dice la George, ospite della prima giornata del RomaFictionFest in occasione dell’anteprima nazionale della prima puntata della serie. Diretta da Steven Soderbergh in “L’inglese” e da David Lynch in “Mulholland Drive” Melissa, già protagonista anche di serie tv di successo come “In Treatment”, “Gray’s Anatomy”, “Frineds” e “Streghe”, non vede oggi una grande differenza tra le produzioni televisive e quelle cinematografiche, dato che “il cinema si sta sempre di più rimpicciolendo e le tv ingrandendo”. 

“Posso definire questo in Hunted il ruolo della vita – commenta l’attrice – sette mesi di duro addestramento fisico e studio intensivo della tecnica di combattimento Kasi, al cinema usata generalmente da uomini come James Bond o Batman, mi hanno portato ad interpretare i combattimenti presenti nella serie in maniera così reale”. “Sono stata immediatamente colpita da questo personaggio – aggiunge – e volevo fortemente questo ruolo. Subito dopo il provino ero così convinta di averlo ottenuto, che già prima dell’annuncio cominciavo a comportarmi come Sam e, dato che vivo a New York, a pensare al mio trasferimento a Londra, dove si è girata la serie”. 

Oggi attrice di successo, Melissa George al festival ha parlato anche delle difficoltà di lavorare nel mondo dello spettacolo: “All’inizio della mia carriera ero stata ingaggiata per ben cinque programmi di fila, poi mai partiti per problemi vari. Ero stata pagata lo stesso, ma questo è frustrante per un’artista perché è impareggiabile vedere realizzato qualcosa su cui hai lavorato”. “La vita di un’attrice è solitaria – ha confidato la George – interpreti sempre qualcun altro, sei lontano dagli affetti, ed è stato lungo e impegnativo girare otto episodi di fila, ma anche molto gratificante”. 

Il suo personaggio è l’anima della serie e, come una sorta di angelo sterminatore, porta avanti la sua vendetta in maniera risoluta, affrontando ogni giorno dubbi, rimorsi e rabbia, dimostrando di essere una donna a tutto tondo e molto umana: finalmente una protagonista femminile complessa e tosta.


Pubblicato su TvZap.
I protagonisti della serie.
L'intervista a Melissa George.

sabato 8 settembre 2012

Copper: la BBC sbarca in America

Il celebre network inglese sbarca in America - e in Italia il prossimo 11 ottobre - con una serie televisiva sulle avventure di un detective irlandese nella New York di fine Ottocento, tra difficile integrazione e cupe atmosfere. 


Arriverà in Italia il prossimo 11 ottobre su Fox Crime, dopo aver passato la prova della platea più vasta del mondo, Copper, prodotto da esportazione del network inglese BBC. Fango, cielo plumbeo, una banda di criminali svaligia una banca, degli uomini armati li seguono, li giustiziano a sangue freddo, intascano metà del bottino e poi restituiscono il denaro: sono i poliziotti nella New York del 1864. 

Non si poteva scegliere ambientazione più adatta per il primo show prodotto da BBC America, figlia dell’inglesissima BBC: “Copper” parla infatti della difficile integrazione, cominciata a fine ’800, tra immigrati irlandesi, schiavi di colore e americani che ha portato alla New York multietnica di oggi. 

Creata da Tom Fontana, autore di “Oz”, Will Rockos, che ha all’attivo “Southland” e la sceneggiatura del film “Monster’s Ball”, Barry Levinson e Christina Wayne, produttrice esecutiva di “Mad Men” e “Breaking Bad”, la serie segue le vicende del detective Kevin Corcoran (Tom Weston-Jones), immigrante irlandese che ha combattuto nella guerra civile e che si ritrova a fare il poliziotto a Five Points, quartiere malfamato di New York, in cui irlandesi, americani e schiavi di colore si sopportano con difficoltà. 

Sconvolto dall’uccisione della figlia di soli sei anni e dalla scomparsa della moglie, di cui cerca le tracce ogni singolo giorno, Corcoran è a capo di una squadra investigativa molto differente da quella dei soliti polizieschi: i suoi colleghi, Francis (Kevin Ryan) e Andrew (Dylan Taylor), non sono proprio il ritratto dell’incorruttibilità e del rigore morale, così come i suoi superiori, legati mani e piedi con i politici e i ricchi imprenditori locali. 

Ad aiutare il detective ci sono tre figure particolari: il dottor Matthew Freeman (Ato Essandoh), schiavo di colore liberato che esercita la professione clandestinamente e aiuta Kevin con i primi rudimenti dell’indagine scientifica, Eva Heissen (Franka Potente), prostituta e amica sempre pronta a fornire aiuto ed informazioni, e Robert Morehouse (Kyle Schmid), figlio del più influente uomo d’affari del quartiere, ex commilitone di Corcoran a cui deve la vita. 

Unico uomo dalla morale forte in mezzo a tanta corruzione, il detective Corcoran entra in un gioco di poteri forti quando cerca di salvare Annie (Kiara Glasco), bambina rimasta orfana e costretta a mendicare, dalle attenzioni malate di un esponente della New York che conta, inimicandosi i suoi superiori ed alcuni politici potenti. 

Ottimi personaggi, ricostruzione fedele, costumi ricercati, fotografia cupa, musica che ricorda quella dei Dropkick Murphys, attori in parte, soprattutto il protagonista Tom Weston-Jones, attore inglese praticamente esordiente, in grado di recitare con gli occhi e con il corpo, donando al personaggio la giusta dose di umanità e fisicità: “Copper” è un prodotto interessante che si colloca a metà tra un poliziesco e un’opera in costume, ricordando atmosfere alla “Gangs of New York” di Martin Scorsese, che grazie al suo sfaccettato protagonista ci introduce in un’epoca fatta di tumulti e cambiamenti. 

Il primo passo di BBC America è deciso e sembra annunciare un futuro pieno di prodotti di qualità.


Pubblicato su TvZap.
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