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giovedì 11 aprile 2013

Oblivion


Terra, 2077: gli esseri umani hanno combattuto e vinto una guerra nucleare contro invasori alieni detti Scavenger, che hanno distrutto la Luna e ridotto il pianeta ad un cumulo di macerie. Jack (Tom Cruise) e Victoria (Andrea Riseborough) sono gli unici esseri umani rimasti sul pianeta, sentinelle che devono controllare e riparare i droni atti alla difesa delle macchine per l'estrazione di energia dai mari, necessaria per la sopravvivenza della razza umana, dai continui sabotaggi degli Scavenger. Come dei futuristici Adamo ed Eva, Jack e Victoria svolgono coscienziosamente la loro missione, in attesa di ricongiungersi con i propri simili rifugiatisi su Titanium, satellite di Saturno.
A tormentare i sogni di Jack però, la cui memoria è stata cancellata fino a cinque anni prima, è l'immagine di una donna misteriosa (Olga Kurylenko), che fa nascere in lui il desiderio di tornare alle origini, in tempi in cui gli uomini ascoltavano dischi e bevevano birra guardando una partita di football, tutte cose proibite dalla missione.

Tom Cruise come il robottino Wall-e, ma anche come un cowboy solitario in un western apocalittico e fantascientifico: il secondo film di Joseph Kosinski, autore dell'immersivo e affascinante Tron: Legacy, è un concentrato di tutto il meglio che la fantascienza ricordi. Reminescenze di Philip Dick si fondono a evidenti citazioni di Blade Runner, Matrix, 2001: Odissea nello spazio, Inception, Equilibrium e soprattutto Moon.

Tratto da una sceneggiatura originale dello stesso Kosinski, destinata originariamente a diventare una graphic novel, Oblivion afferma con forza il talento visivo del regista, già dimostrato nel film d'esordio, mettendo in evidenza il suo grande gusto per il design tecnologico e per la rappresentazione mozzafiato di paesaggi a metà tra la natura selvaggia e l'ingegno umano. Contrariamente al film precedente però, Kosinski cede alla rappresentazione di una classica avventura di formazione e scoperta, in cui l'eroe cerca di affermare la supremazia dell'umano rispetto alla fredda tecnologia, abbandonando il discorso molto più interessante ed attuale della riscoperta dell'umanità attraverso la tecnologia. In questa ottica la storia si banalizza e diventa un semplice amalgama più o meno riuscito di tutti i più importanti film di fantascienza, appesantito da una svolta romantica che appare un po' forzata.

Nonostante questo però Kosinski rende godibile la sua opera grazie ad un'ottima gestione della narrazione audio-visiva, dimostrando una grande sensibilità soprattutto per quanto riguarda l'uso del suono e della colonna sonora, ancora una volta di stampo elettronico (in Tron: Legacy i Daft Punk hanno dato vita ad un vero e proprio personaggio invisibile), questa volta realizzata dal gruppo francese M83.

Tom Cruise non si smentisce, e nel ruolo dell'eroe carismatico che salva il mondo è perfetto, mentre la vera sorpresa è Andrea Riseborough che, nonostante il personaggio algido e rigido, si rivela molto più comunicativa di Olga Kurylenko, in perenne stato stuporoso. Nel cast figurano anche Morgan Freeman, ormai vero e proprio prezzemolino del cinema americano, l'attore danese Nicolaj Coster-Waldau, alias Jamie Lannister in Game of Thrones, e Melissa Leo, capace di un'ottima interpretazione nonostante si mostri sempre e solo attraverso lo schermo di un computer.

Tom Cruise


La citazione: "Ti ho osservato Jack, tu sei diverso: sei curioso"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥

Uscita italiana: 11 aprile 2013


Titolo originale: Oblivion
Regia: Joseph Kosinski
Anno: 2013
Cast: Tom Cruise, Andrea Riseborough, Olga Kurylenko, Melissa Leo, Morgan Freeman, Nicolaj Coster-Waldau
Durata: 135 minuti
Colore: colore
Genere: Fantascienza
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Universal Pictures
Distribuzione italiana: Universal Pictures

giovedì 30 agosto 2012

I Cinepatici - Rock of Ages



E' finalmente on-line la puntata di I Cinepatici dedicata a Rock of Ages, musical rock diretto da Adam Shankman con protagonisti Diego Boneta, Julianne Hough, Alec Baldwin, Russell Brand, Paul Giamatti, Catherine Zeta-Jones, Bryan Cranston e soprattutto uno scatenato Tom Cruise.

A condurre la puntata Mauro Donzelli insieme agli ospiti Federica Aliano, Pierpaolo Festa, Mattia Paquini e la sottoscritta.

Per vedere la puntata andate a QUESTO LINK.

mercoledì 1 agosto 2012

Videodrome n. 43

Tom Cruise


Titolo italiano: Magnolia
Titolo originale: Magnolia
Regia: Paul Thomas Anderson
Anno: 1999
Cast: Tom Cruise, Philip Seymour Hoffman, Julianne Moore, John C. Reilly, William H. Macy, Jason Robards, Alfred Molina, Melora Walters

venerdì 29 giugno 2012

Citazione Cinematografica n. 219

"Frank: Rispettate il cazzo! E... domate la fica! Domatela. Tenetele testa con le tecniche che io vi insegnerò mano a mano. E ditele: no!
Pubblico: No!
Frank: Non avrai il controllo su di me. No! 
Pubblico: No! 
Frank: Non ti impadronirai della mia anima. No!
Pubblico: No!
Frank: Non vincerai questo gioco. Te l'impedirò! Perché questo è solo un gioco, ragazzi. Ve ne siete accorti o no, eh? Se non l'avete ancora capito, tornate ai tempi della scuola e alla cotta che avevate per le grosse tette di Mary Jane. 
Pubblico: È vero! Hai ragione! Giusto! 
Frank: Rispettate... il cazzo! Perineatevi di questi concetti. Sono io quello che detta le regole. Sono io che decido se dire: sì!
Pubblico: Sì!
Frank: No! 
Pubblico: No!
Frank: Adesso! 
Pubblico: Adesso!
Frank: Qui!
Pubblico: Qui!
Frank: Perché è un principio universale. È un principio evolutivo e antropologico, è... biologico. È animalesco. Noi... siamo... maschiii!"

da: Magnolia

Tom Cruise


Titolo originale: Magnolia
Regia: Paul Thomas Anderson
Anno: 1999
Cast: Tom Cruise, Philip Seymour Hoffman, Julianne Moore, John C. Reilly, William H. Macy, Philip Baker Hall, Jason Robards, Melora Walters,  Jeremy Blackman, Alfred Molina, Felicity Huffman

venerdì 22 giugno 2012

Don't stop believing

La canzone più inflazionata degli ultimi anni al cinema e in tv.



















Rock of Ages


1987, Los Angeles: Sherrie (Julianne Hough) è una campagnola che vuole provare a puntare su di sé le luci della grande città, Drew (Diego Boneta) è un giovane di buon cuore con il sogno di diventare una rock star. I due si incontrano, cantano, ballano e si amano avendo come palcoscenico il locale più rock'n'roll della città, il Bourbon Room.
Intorno al loro ruotano vari personaggi, aventi tutti in comune la passione o l'odio per la musica del diavolo.


Niente di nuovo sotto il sole, il film tratto dall'omonimo musical di Chris D'Arienzo, andato in scena per la prima volta nel 2006, è un musicale jukebox in cui canzoni note al grande pubblico - tra cui successi di Bon Jovi, Journey, Twisted Sister, Poison, Europe, Pat Benatar - vengono prese in prestito per raccontare una storia d'amore in cui passione ed arte si fondono a tempo di musica.


Nel 2001 un film, e soprattutto un regista, ha riscritto la storia del cinema: Baz Luhrmann con il suo Moulin Rouge! ha rotto le regole del musical e contemporaneamente ha ridato vita ad un genere che sembrava ormai morto.
Riarrangiando pezzi storici della musica pop e sperimentando con inquadrature, colori, effetti speciali, costumi e scenografie come mai in un film musicale, Luhrmann ha consegnato alla storia un capolavoro pop, kitsch e postmoderno (per una volta il termine è calzante) che ha aperto la strada a tutti i musical degli ultimi 10 anni.
Già perché 10 anni sono passati dal fenomeno Moulin Rouge! e sulla sua scia numerose sono state le produzioni: Chicago, The Producers, Across the Universe, Rent, Il fantasma dell'opera, Sweeney Todd, Hairspray, Nine, Romance and Cigarettes, Burlesque, per non parlare delle produzioni televisive come High School Musical, Hannah Montana, Glee e Smash.
Come ogni fenomeno di rottura che si rispetti, Moulin Rouge! ha però anche creato una serie di mostri: molti dei suoi successori, e soprattutto i musical televisivi, hanno infatti semplicemente preso in prestito l'idea di reinterpretare pezzi famosi, dando alla performance uno stampo prettamente televisivo, da reality show, svilendo un'arte complessa e sofisticata come il musical.


Rock of Ages, nonostante si vanti di essere un'opera rock, appartiene decisamente a questo nuovo filone, è infatti molto più vicino a Glee che non a musical come Jesus Christ Superstar o Rocky Horror Picture Show. Non a caso il regista Adam Shankman è proprio il coreografo-regista che ha firmato la regia di diversi episodi del telefilm, e del musical Hairspray.
Invece di costruire un'opera genuinamente rock, Shankman dà vita ad un film che sembra un lungo episodio televisivo, in cui le canzoni, non riarrangiate ma semplicemente cantate da diversi interpreti, si susseguono l'un l'altra senza un disegno preciso, in cui la storia sembra essere interrotta dalle canzoni più che portata avanti da esse. Il risultato è una serie confusa di scene a se stanti, a volte anche divertenti e spettacolari, ma inconsistenti.


A rendere ancora più precaria la struttura già traballante sono i due protagonisti: scialbi, con voci banali, non ci si affeziona alla loro storia d'amore.
I grandissimi nomi del cast sono poi troppo diluiti rispetto alla storia principale: accade così che pezzi da novanta come Bryan Cranston e Catherine Zeta-Jones (quest'ultima tornata in grandissima forma ad interpretare un ruolo in un musical dopo l'Oscar per Chicago) vengano sprecati in poche scene, così come Malin Akerman e Mary J. Blige, anche se comunque Alec Baldwin strappa più di un sorriso in coppia con Russell Brand e Paul Giamatti è magnifico come al suo solito.


Il film sembrerebbe una disfatta totale se non fosse per un unico, grandissimo pregio (e non è la scimmia anche se è perversamente divertente): il favoloso Stacee Jaxx di Tom Cruise.
Attore non dotato di un talento naturale e manifesto come diversi altri colleghi, ma dal carisma immenso, dalla determinazione paurosa e dalla capacità di dar vita ad un personaggio soprattutto fisicamente, Cruise in questi ultimi 10 anni ha stravolto il suo repertorio e si è messo in gioco con ruoli sempre diversi ed estremi, come in questo caso, in cui ha dato anima, e soprattutto corpo, ad un personaggio grandioso, che ruba la scena perfino a Giamatti: il suo Stacee Jaxx, che porta pantaloni di pelle come Jim Morrison, ha nei capelli la bandana di Axl Rose e getta liquidi pieni di ammoniaca sulle scarpe del manager come Slash, è un animale da palcoscenico portentoso, ipnotico, sexy e convincente. Siamo di fronte ad una delle migliori performance dell'anno e dell'attore stesso. 


Ecco dov'è finito il vero rock del film: è tutto nel corpo e nella grinta di Stacce Jaxx.


Tom Cruise


La citazione: 
"Sherrie: Sono una spogliarellista!
Drew: Io sono in una boy band!
Sherrie: Hai vinto tu".

Hearting/Cuorometro: ♥♥1/2

Titolo originale: Rock of Ages
Regia: Adam Shankman
Anno: 2012
Cast: Julianne Hough, Diego Boneta, Tom Cruise, Paul Giamatti, Alec Baldwin, Catherine Zeta-Jones, Russell Brand, Mary J. Blige, Bryan Cranston, Malin Akerman, Eli Roth


martedì 22 maggio 2012

Tom Cruise nel remake di "I Magnifici Sette"?

Tom Cruise pare sia in trattative per interpretare uno dei pistoleri protagonisti del classico western di John Sturges 

Tom Cruise

Dopo qualche anno in sordina, Tom Cruise è tornato di nuovo sulla cresta dell'onda grazie a "Mission: Impossible - Protocollo Fantasma" e si prepara a partecipare a numerosi progetti. 

Tra questi ci sarebbe il remake di "I Magnifici Sette", classico western di John Sturges del 1960, a sua volta ispirato al capolavoro di Akira Kurosawa "I Sette Samurai". 

L'attore pare infatti intenzionato ad interpretare uno dei pistoleri.


Pubblicato su Ecodelcinema.com

martedì 3 aprile 2012

A “Star is born” ispirato a Kurt Cobain?

La sceneggiatura del nuovo film di Clint Eastwood si ispira al leader dei Nirvana 

Clint Eastwood

Lo sceneggiatore Will Fetters ha ammesso che il personaggio di Norman Maine, protagonista di “A star is born”, nuovo film di Clint Eastwood con protagonista la cantante Beyoncé e remake dell'omonimo film del 1937, è ispirato a Kurt Cobain, leader dei Nirvana. 

Lo sceneggiatore ha infatti dichiarato: “Penso di aver reinventato il personaggio di Norman Maine. Ho accettato di scrivere “A Star is Born” perché sono un grande fan di Kurt Cobain. La sua morte è stato il mio assassinio Kennedy quando ero un adolescente. Quando Kurt è morto per me è stato orribile, così mi sono avvicinato a “A Star is Born” ispirandomi alla sua figura, immaginandolo vivo vent'anni dopo l'esperienza dei Nirvana, mentre è intento a tentare di realizzare un nuovo album portandosi dietro il mito dell'icona grunge”. 

La Warner Bros vorrebbe ingaggiare nel ruolo Tom Cruise, ma il cast è ancora aperto.


Pubblicato su Ecodelcinema
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