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venerdì 16 maggio 2014

Top10 – Bryan Cranston e gli altri: dalla tv a star del cinema

Bryan Cranston, da oggi in sala con “Godzilla”, è ormai una star del cinema. Nel suo passato, come in quello di molti altri, una cosa in comune: hanno cominciato in televisione con ruoli che li hanno resi famosi in tutto il mondo 


Morgan Freeman, Tommy Lee Jones, Tom Hanks, Ron Howard: attori e registi premi Oscar famosi in tutto il mondo ma con una passato televisivo, e comico, in comune rispettivamente nelle serie tv “The Electric Company”, “Lonesome Dove”, “Bosom Buddies” e “Happy Days”. 

Morgan Freeman, Ron Howard e Tom Hanks


L’agente 007 Pierce Brosnan ha sempre avuto il pallino per le indagini e negli anni ’80 è stato Remington Steele, detective nella serie omonima; prima di diventare una delle attrici più richieste del momento Mila Kunis ha dato voce alla versione americana di Meg in “I Griffin” e Clint Eastwood aveva il western nel sangue dato che, prima del set di Sergio Leone, ha partecipato alla serie “Rawhide”, in cui interpretava un cowboy. 

Certi show televisivi si sono rivelati vere e proprie fucine di talenti: l’americano Saturday Night Live, ha visto nascere gli astri luminosi di attori come Bill Murray, John Belushi, Dan Aykroyd e Will Ferrell, mentre in Australia la soap “Home and Away” ha visto esordire Naomi Watts, Isla Fisher e Chris Hemsworth. 

Bill Murray e John Belushi al SNL


Oggi il re della tv è Bryan Cranston, premiato con diversi Emmy e Golden Globe per il ruolo di Walter White in “Breaking Bad”: l’attore, già protagonista della sitcom “Malcom”, grazie alla serie della AMC è diventato una star mondiale, tanto da fare il grande salto verso il cinema: visto in pellicole come “Drive” di Nicolas Winding Refn e “Argo” di Ben Affleck, l’attore è da oggi nelle sale italiane con la sua ultima fatica, “Godzilla”. 

In controtendenza invece attori come Kevin Spacey e Steve Buscemi: dai set del cinema a protagonisti di serie tv di culto come “House of Cards” e “Boardwalk Empire”. 

Quali sono quindi le star che più hanno avuto successo grazie alla televisione? Scopriamolo in una top ten dalla decima alla prima posizione.


10 MICHAEL J. FOX E ROBIN WILLIAMS - CASA KEATON (1982 - 1989) E MORK E MINDY (1978 - 1982) 



Sono entrambi tornati in tv rispettivamente con "The Michael J. Fox Show" e "The Crazy Ones", ma i loro primi successi li hanno avuti negli anni '80 grazie a "Casa Keaton" e "Mork e Mindy". Il giovane Alex Keaton sarebbe diventato presto Martin McFly nella saga di "Ritorno al Futuro" e l'alieno Mork avrebbe vinto l'Oscar grazie al suo ruolo nel film "Will Hunting: Genio Ribelle". 



9 JESSICA ALBA - DARK ANGEL (2000 - 2002) 



Oggi è una delle dive più belle e ricercate di Hollywood, ma da adolescente era l'amica dei delfini Maya in "Flipper". Il grande salto è arrivato grazie a James Cameron, che l'ha scelta appena ventenne per interpretare la protagonista in "Dark Angel", serie tv in cui era un super soldato geneticamente modificato. 



8 JIM CARREY - SNL (1975 - in corso) 



Il SNL ha sfornato alcuni dei più grandi talenti comici mondiali: tra questi c'è anche Jim Carrey, anche detto "faccia di gomma", diventato poi famoso al cinema grazie alle serie "The Mask" e "Ace Ventura". Non solo risate però: Carrey è anche un grande attore drammatico, come visto nei film "Man on the Moon" e "Se mi lasci ti cancello". 



7 WILL SMITH - WILLY, IL PRINCIPE DI BEL AIR (1990 - 1996) 



Negli anni '90 Will Smith era uno dei re della televisione, grazie al ruolo da protagonista in "Willy, il principe di Bel Air". Oggi Smith è una delle star più amate e potenti di Hollywood.



6 BRUCE WILLIS - MOONLIGHTING (1985 - 1989) 



Negli anni '80, quando aveva ancora tutti i capelli, Bruce Willis era lo scanzonato detective David Addison Jr. e faceva coppia con Cybil Shepherd nella serie Moonlighting. Oggi è uno dei pilastri del cinema action. 



5 JOHNNY DEPP - 21 JUMP STREET (1987 - 1991) 



Prima di incarnare gli incubi dell'amico Tim Burton, Johnny Depp è stato l'ufficiale Tom Hanson, poliziotto che si infiltra nella criminalità adolescenziale grazie al suo aspetto giovanile. 



4 AARON PAUL - BREAKING BAD (2008 - 2013) 



Dopo aver scritto la storia della tv con gli spacciatori di metanfetamine, che gli sono valsi due premi Emmy, ora è uno dei volti più promettenti del cinema mondiale. Quest'anno lo abbiamo visto nell'action "Need for speed" e nella commedia noir "Non buttiamoci giù". Prossimamente sarà Giosuè, diretto da Ridley Scott. Straordinario. 



3 LEONARDO DICAPRIO - GENITORI IN BLUE JEANS (1985 - 1992) 



L'Oscar lo ha mancato anche quest'anno, ma non serve quello per annoverarlo tra le star di primissima grandezza. In tv il giovanissimo, Leonardo DiCaprio era Luke Bower, orfano problematico in "Genitori in Blue Jeans". 



2 BRYAN CRANSTON - BREAKING BAD (2008 - 2013) 



Il re della tv contemporanea Bryan Cranston è una star grazie al celebrato ruolo di Walter White in "Breaking Bad". Cranston è stato però anche uno dei protagonisti della commedia "Malcom". Oggi è una star del cinema e il suo ultimo film è il nuovo "Godzilla". 



1 GEORGE CLOONEY - E.R. MEDICI IN PRIMA LINEA (1994 - 2009) 



La star tra le star George Clooney, il sorriso più accattivante del cinema contemporaneo, deve tutto al ruolo del dottor Ross in "E.R. - Medici in prima linea": il fascino del camice ha reso George una star mondiale, vincitrice di un premio Oscar e oggi anche regista affermato.



Pubblicato su TvZap.

mercoledì 5 giugno 2013

After Earth


Costretto a fuggire a causa di cataclismi che hanno reso la Terra invivibile, il genere umano si è rifugiato sul pianeta Nova Prime, che però presenta la spiacevole caratteristica di essere abitato dagli Ursa, creature mostruose in grado di fiutare la paura, che percepiscono attraverso i feromoni prodotti dalle persone in preda al terrore. Per far fronte alle incessanti minacce degli Ursa, gli uomini hanno istituito un ordine militare incaricato di combattere gli alieni ostili: i ranger, guerrieri addestrati per controllare la paura e uccidere i nemici. Tra di loro c'è un guerriero speciale, il generale Cypher Rage (Will Smith), soprannominato "lo spettro" grazie alla sua capacità di rendersi invisibile agli Ursa: Cypher non prova paura e per questo non può essere visto dalle creature. 

La leggenda del padre è talmente pesante da schiacciare il giovane Kitai (Jaden Smith), adolescente aspirante ranger che cerca di conquistare il genitore in tutti i modi seguendone le orme. Padre e figlio non si vedono da lungo tempo e, per stabilire un rapporto, partono insieme per una missione di routine che non dovrebbe presentare pericoli: uno sciame di asteroidi però fa precipitare la loro nave spaziale, costringendoli ad atterrare sulla Terra, ormai disabitata da più di mille anni. Costretto a rimanere a bordo della navicella per via delle ferite riportate durante l'impatto, Cypher affida al figlio il compito di recuperare la sonda che potrebbe salvarli, rimasta sulla coda dell'astronave situata a 100 km di distanza da loro. Solo, in un pianeta ostile, con pochi mezzi di sopravvivenza, il giovane Kitai dovrà dimostrare di essere in gamba e riuscire a dominare le proprie paure. 

Dopo un esordio di carriera fulminante, il regista M. Night Shyamalan si è pian piano attirato, grazie ad alcuni film che non sono stati apprezzati dal pubblico, le critiche di mezzo mondo, costruendosi la fama di pazzo visionario schiacciato dall'ambizione e dal suo stesso talento. A tre anni di distanza da L'ultimo dominatore dell'aria, accolto in maniera molto fredda, Shyamalan si è dunque gettato in un progetto meno rischioso e in apparenza più facile: un giocattolone fantascientifico sul rapporto-padre figlio creato ad uso e consumo della famiglia Smith. Scritto ed interpretato da Will Smtih che ha voluto di nuovo accanto a sé il figlio Jaden e prodotto dalla moglie Jada Pinkett, After Earth sembra una seduta di terapia familiare molto costosa. Accantonati ben presto i temi ecologisti e l'avventura di fantascienza dura e pura, il film diventa una vivisezione del difficile rapporto tra padre e figlio, rappresentata dalla metafora, alquanto grossolana, di Cypher che guida a distanza Kitai. I dialoghi banali e spesso non proprio felici penalizzano dunque l'azione, affidata tutta alle giovani spalle di Jaden Smith, che dal punto di vista fisico e atletico è sicuramente aiutato dai buoni geni di famiglia, ma che, per quanto riguarda le doti interpretative, è ancora acerbo.

Indicato in patria come un manifesto a favore di Scientology da parte di Will Smith, il film finisce per soffocare il talento del regista indiano, che, nonostante abbia rimaneggiato la sceneggiatura originale, ha poco modo di personalizzare la pellicola. Inquadrature panoramiche di stupendi paesaggi naturali, gadget dal design futuristico e animali realizzati in computer grafica non sono dunque sufficienti per salvare il film da una morale troppo facile e continuamente banalizzata con simboli evidenti, che finiscono per appesantire la narrazione e l'azione.

Cara signori Smith, i panni sporchi è meglio che li laviate in casa la prossima volta.



Jaden Smith


La citazione: "Non mi fraintendere, il pericolo è reale, ma la paura è una scelta"

Hearting/Cuorometro: ♥♥

Uscita italiana: 6 giugno 2013


Titolo italiano: After Earth
Titolo originale: After Earth
Regia: M. Night Shyamalan
Anno: 2013
Cast: Will Smith, Jaden Smith, Zoe Kravitz, Sophie Okonedo
Durata: 100 minuti
Colore: colore
Genere: fantascienza
Sceneggiatura: M. Night Shyamalan, Stephen Gaghan, Gary Whitta
Fotografia: Peter Suschitzky
Musiche: James Newton Howard
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Overbook Entertainment
Distribuzione italiana: Sony Pictures

lunedì 21 maggio 2012

Men In Black III


Pensare a Men In Black vuol dire fare un tuffo negli anni '90: passati gli eccessi degli '80, forti dell'enorme passo avanti della tecnologia, figli della cultura dell'immagine esplosa grazie a Mtv e simili, gli anni '90 hanno portato di nuovo in auge la fantascienza, il paranormale, le storie di mostri e alieni.
Sono gli anni di Twin Peaks, X-files, Friends, Buffy l'ammazzavampiri, dell'ascesa di David Lynch, Tim Burton e Quentin Tarantino, dei libri di Michael Crichton su Jurassic Park, dei fumetti di Sailor Moon, del grunge, dei Nirvana e dei Pearl Jam, del girl power, delle Nike supercolorate, del Game Boy.
Non è un caso quindi che i Man in Black siano vestiti come le iene di Tarantino e gli agenti di Matrix (cultura pop anni '90 all'ennesima potenza), abbiano il volto di Will "Il principe di Bel Air" Smith,  facciano battute su icone come Michael Jackson e siano in possesso di gadgets che sono stati tra i pionieri del feticismo tecnologico.

Men In Black è quindi diventato a sua volta negli un pezzo di cultura pop anni '90: ha dunque senso realizzare un terzo capitolo a 10 anni di distanza dal secondo film e a 15 dall'originale?
Bella domanda.
Certo è che tra tutti questi film tratti da fumetti, videogiochi e saghe letterarie per adolescenti, i Men In Black sembrano quasi vintage.

Ed è proprio il vintage la chiave di lettura del terzo capitolo sempre diretto da Barry Sonnenfeld: la sceneggiatura di Etan Cohen (non quel Coen, c'è un' acca che fa un mondo di differenza) punta infatti a ripresentare la saga alle nuove generazioni, che non hanno vissuto il fenomeno del primo capitolo, mettendo in primo piano i due protagonisti, l'agente J (Will Smith) e l'agente K (Tommy Lee Jones), approfondendo il loro rapporto e il loro passato,  catapultandoli però in un'altra epoca per il gusto di chi invece ha amato quei personaggi e vuole vederli in una nuova avventura.

Nel terzo episodio della saga MIB ritroviamo infatti J e K, sempre protagonisti di battibecchi infiniti a causa del loro carattere completamente opposto: imprevedibile ed espansivo il primo, serissimo e rigido il secondo.
A portare movimento nella loro consolidata routine ci pensa l'alieno Boris (Jemaine Clement), imprigionato 40 anni prima in una prigione costruita sulla luna dopo essere stato catturato proprio da K.
L'alieno trova il modo di tornare indietro nel tempo per impedire il suo arresto e vendicarsi di K, riscrivendo così la storia.
J, unico a ricordarsi dell'esistenza del partner, decide quindi di tornare a sua volta indietro nel tempo negli anni '60 per rimettere a posto le cose.

La trovata del salto temporale non è così originale è vero, ma i dialoghi ironici, la gigioneria di Smith, il rivedere oggetti cult come il neuralizzatore e l'inimitabile espressione impassibile di Tommy Lee Jones, ci riportano indietro di 15 anni, divertendo e regalando la sensazione di ritrovare degli amici che non si vedeva da tempo.
Ottimi nuovi acquisti della saga sono l'agente O di Emma Thompson, l'alieno Griffin interpretato da Michael Stuhlbarg, la versione giovane di K, interpretata alla perfezione dal sempre più bravo Josh Brolin e l'Andy Warhol di Bill Hader, che regala il momento più divertente del film.

Tecnologia, effetti speciali, abiti scuri, ironia, azione, creature mostruose, interior design sofisticato, cammei illustri tra i nuovi alieni monitorati, tra cui Lady Gaga, Tim Burton e Yao Ming: i Men in Black sono decisamente tornati, con un film che non è ai livelli del primo e per cui il 3D non è necessario, ma che è sicuramente migliore del secondo capitolo.

Tommy Lee Jones e Will Smith


La citazione: "Sto diventando vecchio per queste cose...posso immaginare come ti senti tu!"


Hearting/Cuorometro: ♥♥♥

Uscita italiana: 23 maggio 2012

Titolo originale: Men in Black III
Regia: Barry Sonnenfeld
Anno: 2012
Cast: Will Smith, Tommy Lee Jones, Josh Brolin, Jemaine Clement, Emma Thompson, Michael Stuhlbarg, Bill Hader

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