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venerdì 30 agosto 2013

Joe








Gary Jones (Tye Sheridan) è un adolescente dal vissuto familiare difficile: padre alcolizzato, madre sottomessa e sorellina innocente, il ragazzo cerca di trovarsi un lavoro per mantenere la sua famiglia e rendersi indipendente. Joe Ransom (Nicholas Cage), è un ex galeotto dal pugno facile e con la passione per la birra e le belle donne: lo strano duo si incontra, si annusa e si piace. Gary trova finalmente una figura paterna e Joe riversa sul ragazzo le sue aspirazioni di riscatto: una strana coppia che si sceglie elettivamente e si migliora a vicenda. L'idillio però non può durare a lungo: nell'America rurale e di provincia vige ancora la legge del più forte e i fantasmi provenienti dal passato di entrambi tornano inevitabilmente a chiedere il conto.

Tratto dal romanzo omonimo di Larry Brown, che presenta suggestioni tipiche dei romanzi di Faulkner e Lansdale, il film di David Gordon Green, autore di Prince Avalance e di commedie come Strafumati e Lo spaventapassere, allestisce un dramma di stampo classico formalmente molto curato, e anzi forse anche troppo pulito e lineare per il tema trattato, e mette in scena il classico tema cinematografico del rapporto tra un padre e un figlio. 

A dare un valore aggiunto a una pellicola altrimenti già vista più volte, è la coppia di ottimi protagonisti: Tye Sheridan, che nonostante la giovane età ha già lavorato con registi importanti come Terrence Malick e Jeff Nichols, rispettivamente in The Tree of Life e Mud, è un talento naturale dallo sguardo limpido e convincente, che conferisce a Gary tutta la rabbia e l'umanità di un adolescente burrascoso, mentre Nicholas Cage, sapientemente diretto da Green, fornisce una delle migliori interpretazioni da diversi anni a questa parte, dimostrando come possa essere un ottimo interprete perfetto per i ruoli in cui il personaggio è costantemente in bilico tra il controllo e la rabbia improvvisa. 

Un western contemporaneo ben diretto e interpretato, dal forte sapore letterario. 


Nicolas Cage e Tye Sheridan


La citazione: "Non so chi sono, ma so cosa mi fa restare vivo"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥

Uscita italiana: 


Titolo originale: Joe
Regia: David Gordon Green
Anno: 2013
Cast: Nicolas Cage, Tye Sheridan, Gary Poulter, Ronnie Gene Blevins, Adriene Mishler
Colore: colore
Durata:  117 minuti
Genere: drammatico
Sceneggiatura: Gary Hawkins
Fotografia: Tim Orr
Montaggi0: Colin Patton
Musica: Jeff McIlwain, David Wingo
Paese di produzione: USA
Produttore: Lisa Muskat, David Gordon Green 


Venezia 2013, Nicolas Cage presenta Joe: «Recitare fa parte di me, non mi ci vedo in pensione mentre bevo mai tai a bordo piscina»


Il film è diretto da David Gordon Green ed è tratto dall’omonimo romanzo di Larry Brown

Nicolas Cage e Tye Sheridan in una scena del film


Fasciato in un elegante abito blu scuro, reso meno formale dalla camicia bianca aperta sul petto a mostrare delle vistose collane dorate, Nicolas Cage ha presentato alla stampa internazionale Joe, film del regista David Gordon Green - premiato all’ultimo Festival di Berlino con L’Orso d’Oro alla regia per Prince Avalanche -, in concorso alla 70esima Mostra d’Arte Cinematografica. 

Rilassato, sorridente e affabile, Cage ha risposto anche alle domande più provocatorie con una calma quasi zen. In Joe, pellicola tratta dall’omonimo romanzo dello scrittore Larry Brown, l’attore premio Oscar interpreta un ex galeotto con un personale codice d’onore, che ha la possibilità di rimediare agli sbagli compiuti nella sua vita grazie al rapporto instaurato con Gary (Tye Sheridan), un quindicenne figlio di genitori alcolizzati. Di questa sorta di cavaliere solitario Cage ha detto: «Alcuni potrebbero pensare che è un perdente, visti tutti i problemi che ha e le scelte che ha fatto, ma nonostante tutto ha un suo codice morale, una sua dignità. E’ un personaggio che ho molto amato. Tengo molto a questo film: tutte le persone coinvolte avevano a cuore il progetto ed è stata un’esperienza estremamente positiva. Ho girato Joe dopo un anno che non facevo film e mi ha dato la possibilità di tornare ad approfondire il personaggio. Inoltre mi piace molto lavorare con David, sono un suo fan». 

Tye Sheridan e Nicolas Cage al Festival di Venezia 


David Gordon Green, artista poliedrico in grado di passare da film come George Washington e All the real girls, prodotto da Terrence Malick, al demenziale Strafumati, con questo film ha potuto riallacciarsi alle sue origini: «Sono nato in Arkansas e cresciuto in Texas: qui ci sono le mie radici e tornare al sud e alla sua cultura è sempre bello per me. Inoltre ho conosciuto Larry Brown, lo scrittore del romanzo da cui è tratto il film, quando era ancora in vita e ci tenevo a rendere giustizia al suo lavoro. Quando l’ho incontrato ci siamo raccontati delle storie, mi ha dato grande ispirazione». Nel film il regista affronta un tema a lui caro, quello del rapporto degli uomini con l’idea di virilità: «E’ un tema che affronto spesso: l’approccio degli uomini con la mascolinità mi affascina. Anche se io sono più simile al poliziotto che cerca di indirizzarlo sulla giusta strada, mi piace il personaggio di Joe: è un uomo che ha difficoltà a relazionarsi con i suoi sentimenti e ha un suo codice, una sua moralità. E’ quasi un personaggio da film western, poi però grazie a Gary, il ragazzo, riesce a redimersi, a stabilire un contatto umano e a diventare quasi un padre».

Nel film i protagonisti risolvono le loro divergenze ricorrendo sempre alle armi: interrogato sul perché in America ci sia la tendenza a sparare invece di cercare di risolvere a parole i conflitti Cage ha risposto: «Non sono il portavoce delle persone che usano armi in America. Non posso rispondere a questa domanda». Più esaustivo invece quando gli è stato chiesto del suo rapporto con la Cina e il cinema cinese: «Il cinema cinese è grandioso! Ho un ottimo rapporto con la Cina, il pubblico lì è straordinario, ogni volta che vado c’è un grande flusso positivo. I fan cinesi sono molto calorosi e poi quando giro lì sul set c’è sempre cibo eccezionale. Andrò in Cina tra tre settimane per girare un film intitolato Outcast». Da grande appassionato di fumetti, non è mancato un commento dell’attore sulla scelta del collega Ben Affleck per impersonare il nuovo Batman: «Sono genuinamente contento per Ben. E’ un bravo attore, fa un ottimo lavoro». Oltre al tema della violenza nel film si parla anche di un altro tema difficile, l’alcolismo, aspetto che Cage aveva già affrontato nel film Via da Las Vegas: «Il personaggio di Via da Las Vegas ormai per me appartiene a un’altra era, molti molti anni fa; in quel periodo cercavo l’onestà della recitazione. Poi ho fatto Il cattivo tenente in cui mi sono lanciato in un’interpretazione più espressionista. Qui ho cercato semplicemente di evocare ricordi ed esperienze, ho quasi “non recitato”: a volte odio la parola recitare, sembra quasi un sinonimo di mentire, qui ho cercato letteralmente di essere quel personaggio». 



A fare da contraltare a Cage c’è Tye Sheridan, giovanissimo attore molto promettente, nel ruolo del ragazzo proveniente da una famiglia disastrata; alla stampa Sheridan ha rivelato di aver passato momenti intensi sul set e di aver instaurato un ottimo rapporto con Cage e Green: «Si è creato un bel rapporto tra noi e mi sono fidato completamente. Il mio personaggio doveva fare cose che non ho mai fatto, come per esempio fumare: ho fumato la mia prima sigaretta con Nic e David». L’alchimia creatasi tra i due attori è quasi palpabile ed esalta alla perfezione l’altro tema centrale del film, ovvero quello dei legami affettivi e della paternità: «Credo che la pace nel mondo cominci in casa» ha affermato Cage «un bravo padre deve essere presente e trasmettere dei valori positivi ai propri figli». Sul fatto se sia possibile instaurare un legame quasi familiare anche tra persone non imparentate l’attore ha detto: «L’amore è amore, non deve per forza essere legato al sangue. Se hai sete bevi un bicchiere d’acqua: è semplice. Così è l’amore». 

Su un suo possibile ritiro dalle scene, viste le dichiarazioni di alcuni colleghi come Leonardo DiCaprio e Johnny Depp che hanno espresso il desiderio di rallentare il proprio ritmo di lavoro, Cage ha commentato: «Non posso parlare per loro, però non penso di ritirarmi. Negli ultimi anni mi sono preso più spesso dei periodi di pausa dal lavoro ma non ho mai pensato di abbandonare la recitazione: è qualcosa che fa parte di me. Non mi ci vedo proprio in pensione a sorseggiare mai tai in piscina».


Pubblicato su BestMovie.
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