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venerdì 2 marzo 2012

50 e 50


Un uomo corre. 
Solo con i suoi pensieri e pieno di energia nelle gambe, corre al mattino nella sua città quasi deserta. 
Arriva ad un semaforo. 
E' rosso. 
Non c'è nessuno per strada, ma lui si ferma ugualmente. 
Un podista più intraprendente di lui attraversa la strada senza fermarsi, anche se è rosso. 
Al nostro uomo fa male la schiena. 
E' perché ha un cancro raro e aggressivo, uno schwannoma maligno. 

Nella scena iniziale di 50 e 50 c'è già tutto: Adam (Joseph Gordon Lewitt) è un ragazzo di 27 anni che non prende di petto la sua vita, è serio, meticoloso, paziente, spesso subisce le decisioni degli altri. Il suo essere diligente però, non lo ha aiutato ad evitare l'insorgenza del tumore: Adam non beve, non fuma e fa sport, ma la malattia è arrivata lo stesso.
Durante la sua personale odissea, Adam capisce che fino a quel momento ha dato per scontate troppe cose, ha fatto affidamento su persone sbagliate, in primis la sua non così amorevole fidanzata, Rachael - interpretata da Bryce Dallas Howard, ormai specializzata nel ruolo dell'arpia - e che non ha realmente vissuto la sua vita, visto che alla morte non aveva mai realmente pensato. 

Il regista Jonathan Levine affronta il dramma del cancro puntando su toni leggeri, cercando di rendere meno pesante una situazione insostenibile, in cui il protagonista ha il 50% di possibilità di sopravvivere (ecco spiegato il titolo). 

Il cast, composto da attori tutti in parte, è l'appeal principale della pellicola: Anna Kendrick nel ruolo della giovane psicologa e Angelica Houston nei panni della madre fanno il loro solito buon lavoro, ma a spiccare è Seth Rogen - per una volta non insopportabile - nel ruolo di Kyle, amico ed eterno compagno di bevute, canne, serate del protagonista, che offre i momenti comici della pellicola e non risulta fastidioso nonostante la serietà degli argomenti trattati. 

Il film segue quindi con mano leggera il dramma di questo ragazzo, senza fronzoli, senza scene madri, senza gesti eclantanti, raccontando quello che forse accadrebbe nella realtà: questa è sia la forza sia il limite della pellicola, che alla fine sembra aver detto tutto e niente. 

Inoltre se in un primo momento “la pacca sulle spalle” viene derisa in quanto gesto forzato e falso, per nulla d'aiuto in situazioni tragiche come l'affrontare un cancro, alla fine viene assestata in maniera rassicurante sulle spalle dello spettatore. 

Forse un po' di coraggio in più avrebbe reso il film un 100 pieno, o almeno un 80, invece che un 50.

Anna Kendrick e Joseph Gordon-Levitt

La citazione: "Non ha alcun senso dottore, insomma...non fumo, non bevo, faccio la raccolta differenziata!"

Hearting/Cuorometro: ♥♥1/2

Titolo originale: 50/50
Regia: Jonathan Levine
Anno: 2011
Cast: Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen, Anna Kendrick, Bryce Dallas Howard, Angelica Houston, Philip Baker Hall

domenica 26 febbraio 2012

The Help


Jackson, Mississipi, 1960.
Le proteste per i diritti dei neri sono a due passi dal dilagare in tutti gli Stati Uniti, ma nella super-conservatrice Jackson è dura se hai la pelle di colore e per giunta sei anche donna.

Una cameriera però cambierà le cose nella sua comunità: Aibileen (Viola Davis), che ha appena perso suo figlio, ucciso proprio dai razzisti locali, è ormai arrivata ad un punto di rottura e quando la bianca, giovane, anticonformista ed ambiziosa Skeeter (Emma Stone), fresca  di laurea in letteratura, le propone di aiutarla per scrivere un romanzo che racconta com'è vivere e servire in casa di bianchi se hai la pelle scura, non si tira indietro.
Nel progetto viene coinvolta anche la dirompente Minny (Octavia Spencer), che è la miglior cuoca di Jackson nonché una delle teste più calde e fiere della città.
Tutte e tre dovranno vedersela con la dura ostilità della città, simboleggiata dalla tirannica Hilly (Bryce Dallas Howard), casalinga disperata pronta a farsi portavoce di una crociata contro l'uso dei bagni da parte dei domestici di colore perché portatori, secondo lei, di atroci malattie.

Il film di Tate Taylor è la trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Kathryn Stochett: la storia si inserisce nel filone del racconto degli anni delle lotte per i diritti dei neri e non aggiunge nulla di nuovo a film ben più illustri sul genere. Ad essere veramente notevole però è il suo straordinario cast femminile: il punto di vista è infatti quello di sole donne, sia bianche che nere, padrone e domestiche. A prestare volto e voce a questi personaggi ci sono alcune delle migliori attrici del cinema contemporaneo americano: Viola Davis è ormai una garanzia e a sorprendere infatti - e a rubarle addirittura la scena - è l'esplosiva Octavia Spencer, la sua Minny, con le sue torte, il pollo fritto e la lingua senza peli sulla lingua, è un personaggio che non si dimentica. Le attrici "bianche" sono invece giovani promesse ormai confermate: Bryce Dallas Howard nel ruolo della cattivissima Hilly è perfetta, irresistibili anche Sissy Spacek nel ruolo della mamma svampita e  Allison Janney in quelli della madre di Skeeter. Un po' sacrificata Jessica Chastain, in un ruolo non descritto benissimo nel film, grande scoperta invece la protagonista Emma Stone: la giovane attrice, che ci ha abituato alla sua verve comica, è un'interprete eccellente anche in ruoli drammatici e ha davanti a sé un futuro luminoso.

Un film da vedere soprattutto per le sue numerose e differenti protagoniste, possibilmente in lingua originale.

Octavia Spencer e Viola Davis


La citazione: "Sogni mai di essere qualcos'altro?"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥1/2

Titolo originale: The Help
Regia: Tate Taylor
Anno: 2011
Cast: Viola Davis, Octavia Spencer, Emma Stone, Bryce Dallas Howard, Jessica Chastain, Allison Janney, Sissy Spacek

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