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mercoledì 29 ottobre 2014

Damian Lewis, il ‘roscio’, torna in tv. E Marilyn rivive grazie a Lifetime

Questa settimana parliamo di: “Breaking Bad”, “Hawaii Five-0″, “True Detective” e delle novità “Agent Carter”, “Billions”, “Childhood’s End”, “The Finger”, “Krypton”, “Lizzie Borden: The Fall River Chronicles”, “The Secret Life of Marilyn Monroe”, “The Slap” 




Questa settimana vede il ritorno in tv di diversi volti noti: dopo la fine di “Homeland”, Damian Lewis sarà uno squalo di Wall Street in “Billions, nuova serie di Showtime sulla finanza, in cui Paul Giamatti gli darà filo da torcere; Charles Dance, Tywin Lannister in “Game of Thrones”, si troverà nel mezzo di un’invasione aliena in “Childhood’s End“; Penn Bagdley, Dan Humphrey in “Gossip Girl”, sarà uno dei protagonisti di “The Slap” e Christina Ricci tornerà a interpretare l’assassina Lizzie Borden grazie a una nuova serie di Lifetime. 
E ancora: la polemica sui giocattoli ispirati a “Breaking Bad” continua, con Aaron Paul che è pronto a combattere per difendere l’onore di Walt e Jesse, “Il fantasma dell’opera” potrebbe diventare una serie tv e il mito di Marilyn Monroe rivive ancora una volta grazie a una miniserie prodotta da Showtime. 



DAMIAN LEWIS E PAUL GIAMATTI IN BILLIONS 



Dopo l’uscita di scena del suo sergente Brody in “Homeland”, Damian Lewis è pronto a tornare in tv grazie a “Billions”, nuova serie tv di Showtime ambientata nel mondo competitivo di Wall Street. Scritta da Brian Koppleman, David Levien e Andrew Ross Sorkin, la serie segue lo scontro tra il procuratore Chuck Rhodes, interpretato da Paul Giamatti, e l’ambizioso Bobby “Axe” Axelrod (Lewis), re dei fondi speculativi. La regia del pilot, le cui riprese cominceranno a inizio 2015 a New York, è stata affidata a Neil Burger, regista dei film “The Illusionist” e “Divergent”. 


LIFETIME PREPARA UNA MINISERIE SU MARILYN MONROE 



Il mito intramontabile di Marilyn Monroe torna a vivere nella nuova miniserie di Showtime, intitolata “The Secret Life of Marilyn Monroe”, dedicata alla diva delle dive: in quattro puntate, la serie cercherà di approfondire gli aspetti inediti della vita della Monroe, come i disturbi psicologici, il difficile rapporto con la madre e la relazione con i Kennedy. La serie, ispirata all’omonimo libro di J. Randy Taraborrelli pubblicato nel 2010, porta la firma di Stephen Kronish, mentre la regia è stata affidata a Laurie Collyer. Nel ruolo di Marilyn vedremo Kelli Garner, Kate Cameron nella serie “Pan Am”, mentre il premio Oscar Susan Sarandon sarà Gladys, madre della star. 


SCANDALO BREAKING BAD: AARON PAUL PORTAVOCE DELLA CONTRO-PETIZIONE 

In questi giorni in America “Breaking Bad” ha dato scandalo: sono finite infatti sotto accusa le action figures dei protagonisti Walter e Jesse, colpevoli di essere vendute in una nota catena di giocattoli, la Toy R Us, messe in bella mostra sugli scaffali accanto a giochi per bambini. Principale sostenitrice del movimento anti-statuette è una mamma della Florida, Susan Schrivjer, che ha promosso una petizione per far ritirare dalla catena di negozi i modellini ispirati alla serie della AMC. Immediata la reazione di Bryan Cranston, interprete di Walter White, che sul suo profilo Twitter ha scritto: “Sono così arrabbiato che darò fuoco alla mia statuetta della mamma della Florida”. Meno ironico e più pragmatico invece Aaron Paul, protagonista della serie insieme a Cranston: l’attore ha infatti dato il via a una contro-petizione a sostegno delle action figures, che ha raccolto fino a ora 30.000 firme, superando di tre volte i consensi ottenuti dalla lista di Susan Schrivjer. Paul, polemico, ha scritto su Twitter: “Possiamo vendere armi e non Walt e Jesse?”. Vedremo se la Toy R Us tornerà sui suoi passi. 


CHARLES DANCE IN CHILDHOOD’S END 

Dagli intrighi per la conquista del Trono di Spade alle invasioni aliene: Charles Dance, interprete del terribile Tywin Lannister in “Game of Thrones”, sarà tra i protagonisti di “Childhood’s End”, miniserie di fantascienza in sei episodi di SyFy. L’attore inglese sarà Karellen, ambasciatore dei Superni (Overlords), misteriosa razza aliena che dapprima invade pacificamente la Terra e poi, dopo 50 anni di contatti e studi del genere umano, comincia a cancellare l’identità e la cultura umana. La serie, ispirata al romanzo “Le guide del tramonto” di Arthur C. Clarke, è scritta da Matthew Graham e sarà diretta da Nick Hurram. Le riprese cominceranno a breve in Australia, con messa in onda prevista per il 2015. 


PENN BADGLEY IN THE SLAP 



Dopo la fine di “Gossip Girl”, in cui interpretava Dan Humphrey, l’aspirante scrittore di Brooklyn che si innamora della volubile hit girl Serena van der Woodsen (Blake Lively), Penn Badgley torna in tv grazie alla miniserie “The Slap”, remake americano targato NBC dell’omonima serie australiana. La storia è incentrata su un gesto, lo schiaffo dato a un bambino da un uomo, che porta a una serie di eventi a effetto domino. Bagdley sarà il giovane fidanzato del personaggio interpretato da Mary-Louise Parker. Nel cast figurano anche Zachary Quinto e Peter Sarsgaard. 


ARRIVA KRYPTON, LA RISPOSTA A GOTHAM 

Il successo di “Gotham”, serie della Fox sulle origini di Batman, ha convinto la DC Comics a creare un prodotto che si concentri sulle origini di Superman: pare infatti che la DC Entertainment stia sviluppando una serie intitolata “Krypton”, che analizzerà la vita sul pianeta originario di Superman prima della sua fuga verso la Terra. Per la genesi del progetto pare sia stato coinvolto David S. Goyer, già sceneggiatore di “Man of Steel”, nuovo film su Superman diretto da Zack Snyder, uscito nelle sale lo scorso anno. 


LYNDSY FONSECA IN AGENT CARTER 



Dopo aver interpretato per nove anni la figlia di Ted Mosby (Josh Radnor) all’inizio di ogni puntata di “How I met your mother”, Lyndsy Fonseca, vista anche in “Nikita” e “Desperate Housewives”, ha ottenuto un ruolo in “Agent Carter”, spin-off dei film su Capitan America incentrato sull’agente Peggy Carter (Hayley Atwell) e ambientato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale: Fonseca sarà Angie Martinelli, un’aspirante attrice che diventa amica della protagonista. 


IL FANTASMA DELL’OPERA DIVENTA UNA SERIE TV 

Il celebre musical di Andrew Lloyd Webber, ispirato al romanzo di Gaston Leroux “Il fantasma dell’opera”, diventerà presto una serie tv prodotta da Marc Cherry, creatore di “Desperate Houseviwes”: la serie, scritta da Alan Zachary e Michael Weiner, sarà una rilettura in chiave moderna della storia di Eric e Christine, ambientata nel mondo dell’industria discografica. Cherry sarà produttore esecutivo insieme a Sabrina Wind. 


SARAH JANE MORRIS GUEST STAR IN HAWAII FIVE-0 

Sarah Jane Morris, l’agente Erica Jane Barrett in “NCIS”, parteciperà come guest star a un episodio della quinta stagione di “Hawaii Five-0″: l’attrice interpreterà, nella puntata numero 12, la dottoressa Christine Auki, chirurgo che si troverà a dover affrontare una situazione difficile sul lavoro. 


TAYLOR KITSCH CONFERMATO PER LA SECONDA STAGIONE DI TRUE DETECTIVE 



All’appello mancava solo lui: dopo diversi mesi di trattative, ora è ufficiale, Taylor Kitsch, Tim Riggins in “Friday Night Lights” e tra i protagonisti di “The Normal Heart”, sarà uno dei nuovi volti della seconda stagione di “True Detective”. L’attore, che interpreterà il detective Paul Woodrugh, ha commentato così la notizia: “Sono molto emozionato: è stata dura aspettare così tanto tempo tenendo costantemente le dita incrociate: ora che HBO mi ha dato conferma sono felice. Sono orgoglioso di far parte di True Detective: ho amato moltissimo la prima stagione, è diversa da tutto ciò che ho visto finora in tv. I personaggi sono concreti e la realtà cruda”. 


NICK FROST IN THE FINGER 

Nick Frost, attore comico inglese amatissimo in patria e noto per aver preso parte alla “Trilogia del Cornetto” di Edgar Wright, sarà il protagonista del pilot di “The Finger”, commedia acquistata dalla ABC e scritta da Ben Karlin, già sceneggiatore di “Modern Family”. Se la serie sarà confermata, Frost diventerà il protagonista Nick Ferguson, celebre ladro di gioielli, che vuole lasciare tutto per dedicarsi al figlio di nove anni. 


CHRISTINA RICCI SARÁ DI NUOVO L’ASSASSINA LIZZIE BORDEN



Dopo aver interpretato Lizzie Borden nel film per la tv prodotto da Lifetime “Lizzie Borden Took an Ax”, Christina Ricci tornerà a interpretare il ruolo nella serie tv “Lizzie Borden: The Fall River Chronicles”. La Borden, figura realmente esistita, assassinò nel 1892 il padre e la matrigna con un’ascia, ma fu rilasciata dopo il processo. Nella serie verrà affrontata la vita di Lizzie dopo la fine del processo, quando a Fall River, paese natale della donna, nel Massachusetts, cominciano a scomparire misteriosamente diverse persone. Ad affiancare Christina Ricci saranno Clea DuVall, che sarà Emma, la sorella di Lizzie, e Cole Hauser, interprete del detective Pinkerton Charlie Siringo, che indaga sugli omicidi.


Pubblicato su TvZap.

giovedì 26 giugno 2014

The Normal Heart, Ryan Murphy e Julia Roberts raccontano l’AIDS

Il film per la tv diretto da Ryan Murphy e prodotto da Brad Pitt racconta il dramma della diffusione dell’AIDS nella comunità gay di New York nei primi anni ’80. Tratto dall’omonimo testo teatrale di Larry Kramer, vanta un cast stellare, con Julia Roberts, Mark Ruffalo, Matt Bomer e Jim Parsons, e ha fatto incetta di premi ai Critics’ Choice Television Awards 

Taylor Kitsch, Mark Ruffalo, Jim Parsons e Matt Bomer


1981, Fire Island Pine, Long Island. Una spiaggia assolata, una villa arredata con gusto impeccabile, corpi maschili nudi e atletici che si abbracciano con spensieratezza: la liberazione sessuale cominciata negli anni ’60 sembra aver trovato il culmine nella comunità gay americana, che, dopo anni di segreti e bugie, può finalmente godersi la propria identità. Improvvisamente uno di quei bei ragazzi che si gode il sole, Craig (Jonathan Groff), cade a terra stremato. Da qui in poi non ci saranno più spiagge e sorrisi, ma solo interni grigi di anonimi uffici e ospedali di New York: un idillio durato una manciata di anni, oscurato da un male che ancora oggi contagia ogni giorno più di 6000 persone in tutto il mondo.

Comincia così “The Normal Heart, film per la tv diretto da Ryan Murphy tratto dall’omonimo testo teatrale di Larry Kramer e prodotto da Brad Pitt con la sua Plan B per HBO: mostrandoci la bellezza e la spensieratezza di chi finalmente può essere se stesso e di colpo deve tornare a fare i conti con il pregiudizio e la sofferenza. Ned Weeks (Mark Ruffalo), scrittore e giornalista dichiaratamente gay, è uno di quegli uomini sulla spiaggia e da quel giorno vede morire molti dei suoi amici consumati da un morbo sconosciuto e senza nome. Sconvolto dalle morti continue di cui è testimone, Ned cerca risposte e aiuti da governo e istituzioni sanitarie fondando il Gay Man’s Health Crisis, centro che prova a dare un aiuto alla comunità gay di New York per fronteggiare quello che all’inizio è chiamato “il cancro dei gay”. Ignorato dal sindaco e dal governo, Ned trova aiuto in Emma Brookner (Julia Roberts), dottoressa costretta su una sedia a rotelle che cerca di studiare e arginare la malattia, anche lei ignorata dalla comunità scientifica. Il percorso di Ned, fatto di umiliazioni, indifferenza e lotte continue, si fa ancora più difficile quando l’amore della sua vita, il giornalista del New York Times Felix Turner (Matt Bomer), si ammala. 

Mark Ruffalo


Ispirato a fatti realmente accaduti, “The Normal Heart” racconta l’esperienza vissuta da Larry Kramer nei primi anni ’80 a New York, periodo in cui l’AIDS si è diffuso a macchia d’olio prima nella comunità gay e poi anche tra gli eterosessuali. Il protagonista dell’opera Ned, è l’alter ego dell’autore, che oggi si definisce un vero e proprio sopravvissuto: in quegli anni il governo americano si rifiutò di dichiarare lo stato d’emergenza, abbandonando al loro destino migliaia di omosessuali. Soltanto nel 1985, quando il contagio si diffuse anche tra gli eterosessuali e la Big Pharma intuì la potenzialità dei guadagni, il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan parlò pubblicamente di AIDS come una seria minaccia. In quegli anni, senza informazioni sulle modalità di contagio e sull’origine della malattia, un’intera generazione di giovani uomini è stata decimata: ed è proprio per ricordarla che Ryan Murphy ha voluto fortemente portare in tv l’opera di Kramer. 

Matt Bomer


Molto attivo nel trattare il tema gay in tutte le sue opere televisive, come visto in “Nip/Tuck, “Glee” e “American Horror Story” e “The New Normal, Ryan Murphy ha lavorato per cinque anni al progetto, circondandosi di collaboratori e artisti a loro volta impegnati sul fronte dei diritti omosessuali, come i protagonisti Matt Bomer e Jim Parsons, che nel 2011 ha preso parte anche all’allestimento teatrale dell’opera. Proprio il cast artistico è la forza di “The Normal Heart”: il protagonista Mark Ruffalo, che fornisce un’ottima e genuina interpretazione di Ned, caricando su di sé tutta la rabbia della pellicola, è infatti circondato da un gruppo di attori che lo accompagna degnamente in questo viaggio così emotivamente provante. Le stelle dello schermo Julia Roberts e Alfred Molina, che interpreta il fratello di Ned, sono i pilastri intorno cui vediamo brillare diversi talenti televisivi che forniscono una delle loro migliori interpretazioni: Jim Parsons, il celebre Sheldon Cooper di “The Big Bang Theory, qui molto diverso dal divertente fisico cui ha abituato il pubblico, interpreta con delicatezza Tommy, segretario del Gay Man’s Health Crisis e amico di Ned, che non riesce a buttare i biglietti con i contatti degli amici deceduti; Taylor Kitsch, il giocatore di football Tim Riggins in “Friday Night Lights, interpreta con carisma Bruce, presidente del centro che si scontra con Ned criticandone i metodi aggressivi; è Matt Bomer però che fornisce la prova più impressionante. Sempre abbagliante nei panni di Neal Caffrey in “White Collar, o svestito in film come “Magic Mike, Bomer qui affronta un intenso percorso di malattia e sofferenza e, per rendere credibile il progressivo decadimento fisico di Felix, ha perso quasi 20 chili, stravolgendo la sua immagine di star dalla bellezza perfetta. 

Julia Roberts


L’interpretazione di Bomer e la passione di Murphy nel raccontare questa pagina buia di storia non hanno lasciato indifferente la critica americana: il film e l’attore sono infatti stati premiati ai Critics’ Choice Television Awards e Murphy ha vinto il premio Louis XIII Genius Award

“The Normal Heart” è però solo l’ultimo nato in casa HBO che torna a parlare di AIDS e omosessualità: il film per la tv “Behind the Candelabra” di Steven Soderbergh, prodotto lo scorso anno da HBO, affronta gli stessi argomenti attraverso la figura del musicista Liberace, interpretato da Michael Douglas, mentre dieci anni fa sempre HBO firmava il capolavoro “Angels in America, mini serie tratta dall’omonimo testo teatrale di Tony Kushner e diretta da Mike Nichols, che parla in modo surreale del calvario di una coppia gay nell’affrontare l’AIDS, con un cast eccezionale formato da Al Pacino, Meryl Streep e Emma Thompson, e venti anni fa realizzava “And the Band Played On, film per la tv sullo stesso argomento con protagonisti Matthew Modine e Ian McKellen

Un tema dunque quanto mai sentito e attuale nella comunità artistica americana, come dimostra anche il recente trionfo agli Oscar del film “Dallas Buyers Club”, con protagonisti Matthew McConaughey e Jared Leto nei panni di due sieropositivi, entrambi premiati per la migliore interpretazione maschile. Un argomento che non deve essere dato per scontato, dato che ancora oggi 36 milioni di persone in tutto il mondo sono sieropositive e l’AIDS resta un’importante fonte di discriminazione sociale. 

In onda in Italia lunedì 22 settembre 2014 su Sky Cinema 1, canale 301 di Sky, alle 21:10.


Pubblicato su TvZap.

mercoledì 24 ottobre 2012

Le Belve


Togliamoci subito il dente: Oliver Stone è un nemico dichiarato per chi scrive.
Coatto fin nel midollo, ossessionato da uno stile forzatamente testosteronico, fracassone e gigione il più delle volte, con la folle pretesa di fare però cinema impegnato: Oliver Stone è un regista che dirige con i testicoli, e non nel senso buono.
Quando vuole raccontare l'America e i suoi eccessi si può ancora sopportare, come in Wall Street e Ogni maledetta domenica, ma quando deve affrontare ritratti umani la sua ottusità artistica travestita da estro si rivela in tutta la sua pomposa inconsistenza: è il caso di The Doors, U-turn e del terribile Alexander. E non dimentichiamoci che è anche responsabile di aver sciupato la sceneggiatura di Natural Born Killers scritta da Tarantino.

Detto questo, l'ultima fatica di Stone è tratta dal romanzo Savages di Don Winslow, che il regista ha sfoltito e riadattato concentrandosi soprattutto sulla storia d'amore dei tre protagonisti: i produttori indipendenti di marijuana Chon (Taylor Kitsch), ex militare tornato dall'Afghanistan, e Ben (Aaron Johnson), studente modello con doppia laurea in economia e biologia, che si dividono l'amore e le grazie di O, soprannome di Ophelia (Blake Lively), ragazza ricca ed annoiata che ha pensato bene di darsi alla droga e all'amore promiscuo sulle spiagge della Mexican Baja. Il trio si scontra presto con la malavita messicana capitanata dalla spietata Elena (Salma Hayek), che rapisce O per ricattare Chon e Ben.

Scene di sesso gratuite, droga a fiumi, dialoghi banali, uso eccessivo di colori saturi, picchi d'adrenalina in un mare di tempi dilatati: Le belve è un film frammentato, in cui la storia non decolla mai, e in cui si fa davvero fatica ad immedesimarsi negli ottusi protagonisti. Inevitabile fare dunque il tifo per i cattivi, fra cui spicca Benicio Del Toro, nel ruolo del braccio destro di Elena, viscido come un rettile. Dei tre giovani protagonisti l'unico a brillare è Aaron Johnson, l'ormai cresciuto e sempre più promettente protagonista di Kick-Ass, mentre Taylor Kitsch, forse a causa del ruolo scritto con l'accetta, dimostra una certa fissità espressiva, e Blake Lively, che è anche la voce narrante del film, si rivela una scelta sbagliata: la sua voce, monocorde e quasi lagnosa, diventa presto insopportabile.

Ancora una volta Stone non si smentisce: il vero selvaggio del titolo è lui.

Taylor Kitsch, Blake Lively e Aaron Johnson 

La citazione: "Se vedono che sei debole, dovrai ucciderli prima o poi".

Hearting/Cuorometro: ♥♥

Uscita italiana: 25 ottobre 2012

Titolo originale: Saveges
Regia: Oliver Stone
Anno: 2012
Cast: Blake Lively, Taylor Kitsch, Aaron Johnson, Salma Hayek, Benicio Del Toro, John Travolta
Durata: 131 min
Colore: colore
Distribuzione: Universal Pictures

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