venerdì 17 ottobre 2014

Homeland, Howard Gordon: “Per Carrie sarà la stagione della grande crisi esistenziale”

Il creatore di “Homeland”, insieme a Alex Gansa, parla della quarta stagione della serie, in cui Carrie Mathison (Claire Danes) deve affrontare diversi traumi 



Nello sconvolgente finale della terza stagione, “The Star”, Carrie Mathison (Claire Danes), protagonista di “Homeland”, ha dovuto affrontare diversi duri colpi: la perdita dell’uomo amato e la nascita di una figlia per cui non era pronta. Il suo personaggio, così come il pubblico, si chiede fin da allora come potrà andare avanti la serie adesso che l’equilibro centrale della storia è stato completamente rivoluzionato: l’abbiamo chiesto a Howard Gordon, creatore della serie insieme ad Alex Gansa, che ha debuttato il 5 ottobre in America e in Italia il 17 ottobre in prima serata su Fox, canale 112 di Sky

Dalle prime immagini viste è certo che ci troviamo di fronte a un “Homeland 2.0, in cui Carrie deve prendersi le proprie responsabilità, sia come professionista che come donna: soprannominata dai colleghi “The Drone Queen” (la regina dei droni), Carrie è ora l’asso della CIA nella gestione degli attacchi con i droni in Medio Oriente e, per seguire il suo lavoro che la porterà anche in Pakistan, ha affidato la figlia alla sorella, Maggie. Riuscirà Carrie a superare la perdita di Brody? Ce ne parla Gordon in persona, autore anche di “24, “Tyrant” e “Legends


Howard Gordon al Roma Fiction Fest 2014



HOMELAND E IL FUTURO DI CARRIE 


Cosa dobbiamo aspettarci da Homeland ora che è uscito di scena Brody? Quanto è stato difficile rinunciare a questo personaggio? 

Quando Alex Gansa e io abbiamo scritto la serie nelle nostre intenzioni originali Brody sarebbe dovuto morire alla fine della prima stagione: il fatto che sia durato per tre stagioni testimonia che personaggio splendido fosse e quanto il pubblico lo amasse, ma doveva avere una fine. Il fatto che sia uscito di scena non mi preoccupa perché sono molto orgoglioso degli altri personaggi, soprattutto di Carrie. La cosa interessante è che lei ora si fa esattamente le stesse domande del pubblico: “Cosa farò senza Brody? Come devo comportarmi con la bambina? Sono una cattiva madre?”. 

All’ inizio di Homeland sembrava che il tema principale fosse il fatto di avere il nemico in casa, mentre invece, visto che il personaggio di Brody fin dall’inizio era destinato a essere messo da parte, sembra di capire che il centro della serie è sempre stato Carrie. 

È una domanda che ci siamo posti fin dall’inizio: il perno centrale doveva essere la relazione tra Brody e Carrie o stavamo scrivendo una storia su una donna agente della CIA affetta da disturbo bipolare e che si chiede in continuazione cos’è quello di cui ha paura e per cosa lotta? Questi sono i veri temi che affrontiamo nella serie. 

Visto che la paura è un tema centrale in Homeland, qual è la tua più grande paura? 

Scrivere la sceneggiatura! Almeno dal punto di vista di sceneggiatore. Per quanto riguarda il resto del mondo mi sento sempre più disorientato da quanto il mondo stia cambiando in fretta: tutte le certezze che avevo col tempo sono spazzate via una ad una e a volte mi chiedo se sarò in grado di tenere il passo. 

Quanto i fatti di cronaca, basti pensare all’ISIS o alla presenza di terroristi occidentali, influenzano il tuo lavoro? Ti sei stupito quando sui giornali sono apparsi fatti che ricordano molto da vicino Homeland? 

Questi fatti dimostrano, almeno da scrittore, perché storie come queste sono affascinanti: sembra che non abbiano mai fine e sono sempre attuali. Non credo di essere stato un profeta: era una cosa inevitabile. Se uno tiene occhi e orecchie aperti si rende conto che queste cose erano nell’aria, bastava semplicemente unire i puntini. Credo che il lavoro dello scrittore sia esattamente questo: connettere fatti tra loro e immaginare quello che accadrà. 

Visto che Carrie ha perso tutti i suoi punti di riferimento più importanti, sia Brody che il padre, come reagirà? 

Il fatto di essere madre la cambierà? Per Carrie questa è la stagione della grande crisi esistenziale: ha imparato da quello che ha perso che non è più una bambina. È un’adulta e una madre. In questa stagione si farà la grande domanda: “Cosa stiamo facendo? Perché facciamo tutto questo?”: sono domande a cui è davvero difficile rispondere. 

Nella nuova stagione perderemo qualcun altro, ci saranno nuovi personaggi o sarà dato maggiore spazio ad altri che fino a ora sono stati meno approfonditi? 

Quest’anno daremo molto più spazio a Quinn, il personaggio interpretato da Rupert Friend, che è un attore meraviglioso, e introdurremo un nuovo personaggio, interpretato da Suraj Sharma, il protagonista di “Vita di Pi”, un giovane studente di medicina pachistano. 

Visto che la storia d’amore è stato uno dei punti fermi di Homeland, che cambiamenti subirà questo aspetto? Carrie si concentrerà solo sulla carriera o troverà un nuovo amore? 

Carrie ha sempre avuto problemi con l’amore: per lei il sesso è sempre stato ben separato dal sentimento. Non è un caso infatti che abbia scelto la persona più sbagliata possibile di cui innamorarsi. Credo comunque che l’amore, o almeno il tentativo di provarlo di nuovo, ci sarà nel suo futuro. Prima però deve trovare l’amore per se stessa e per sua figlia. 

Per il futuro di Homeland pensi che vi concentrerete solo sul Medio Oriente o affronterete anche altri temi? 

Ci siamo fatti questa domanda e probabilmente cambieremo ambiente: potrebbe essere la Cina, la Russia o anche New York e Londra.


Pubblicato su TvZap.

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