sabato 29 settembre 2012

Numero XIII: il soldato senza nome

Arriva su Sky Uno "XIII", serie tv tratta dall’omonimo fumetto belga di Jean Van Hamme e William Vance, con protagonista Stuart Townsend affiancato dalla 'Bond girl' Caterina Murino 



Rinchiuso in un carcere di massima sicurezza in Romania, torturato, costretto a dimenticare gran parte della sua vita e a subire un intervento chirurgico per cambiare faccia: ad identificarlo c’è solo un tatuaggio, all’altezza della clavicola sinistra, che rappresenta il numero tredici scritto con cifre romane. Il soldato senza nome (Stuart Townsend) non sa chi l’abbia rinchiuso e soprattutto perché. 

Una cosa però è certa: eliminarlo è estremamente difficile. Esperto di arti marziali, Numero Tredici conosce tecniche con cui, tramite la semplice pressione dei nervi, può paralizzare ed uccidere un uomo. Riuscito a scappare dal carcere, il soldato scopre presto di essere nel mezzo di due fuochi: tra l’entourage del Presidente degli Stati Uniti e un’associazione anti-governativa. 

Ad aiutarlo c’è solo Sam (Caterina Murino), esperta di fotografia e computer. Mentre cerca di ricomporre i pezzi della sua vita e di ricordare le informazioni fondamentali che tutti sembrano volere da lui, Numero Tredici scopre di essere coinvolto in un complotto che può mettere in pericolo gli equilibri mondiali e che oltre a lui ci sono altri diciannove soldati speciali identificati da un numero romano. 

Tratta dall’omonima serie a fumetti creata da Jean Van Hamme e William Vance, “XIII: La serie” è solo l’ultimo capitolo di una saga fortunata che ha ispirato un videogioco e la mini-serie del 2008 “XIII: Conspiracy”, in cui ha recitato gran parte dei protagonisti che ritroviamo nella serie tv, oltre a Val Kilmer, nei panni di uno dei Venti, e Stephen Dorff, nel ruolo di Numero Tredici. 
Prodotta dalla canadese Showcase e dalla francese Canal+, “XIII: La serie” può contare su un ottimo e multietnico cast, in cui spiccano, insieme al protagonista Stuart Townsend, irlandese doc, la francese Verginie Ledoyen, nei panni di Irina, una mercenaria russa, l’americana Aisha Tyler, che interpreta un’ex collega di XIII, e l’italiana Caterina Murino, nel ruolo di Sam, amante del soldato senza nome. Girato tra il Canada e Parigi, lo show si presenta fin dal primo episodio come un action-thriller pieno d’azione e adrenalina, in cui i combattimenti corpo a corpo diventano protagonisti. Le spettacolari sequenze di lotta si mescolando infatti a prodezze quasi acrobatiche, rendendo la serie molto fisica e coinvolgente. 

La prima stagione, composta, non a caso, da 13 episodi, andrà in onda in Italia il 28 settembre su Sky Uno, canale 109 di Sky, alle ore 22:00, mentre la seconda stagione sarà pronta per questo autunno.


Pubblicato su TvZap.
La galleria di foto con i protagonisti.

Il borsino dei telefilm: le novità della settimana

Pioggia di nuovi progetti, guest stars e proteste animaliste: le novità della settimana dal mondo delle serie tv. 

Piccola antologia di anticipazioni, notizie, curiosità e personaggi dal mondo delle serie tv. Questa settimana parliamo di: “Animal Practice”, "Grey's Anatomy", “Homeland”, “Magic City”, “Revolution” e delle novità “America's son”, “The Bridge”, “Chosen”, “Nutshell Studies”, “The Strain” e “Wunderland”.


GUILLERMO DEL TORO, I VAMPIRI E LA CASALINGA 
Il regista Guillermo Del Toro sta per lanciarsi in vari progetti televisivi: per la HBO svilupperà una serie intitolata “Nutshell Studies”, creata da Sara Gran, sceneggiatrice di “Southland”, incentrata sull'omonimo romanzo di Corinne May Botz. La storia, ambientata negli anni '50, parla di una casalinga che indaga su crimini violenti in una piccola città. Il secondo progetto è basato su “The Strain”, primo libro di una trilogia sui vampiri scritta dallo stesso Del Toro insieme a Chuck Hogan. Lo showrunner della serie sarà Carlton Cuse, uno degli autori di “Lost”, e se la serie verrà realizzata i due hanno fatto sapere che prevedono di farla durare al massimo tre-cinque stagioni. 



NUOVI PERSONAGGI PER MAGIC CITY 
La seconda stagione di “Magic City” prevede l'arrivo di nuovi personaggi, interpretati da attori di primo livello: ad entrare nel cast saranno infatti James Caan, nei panni di Sy Berman, capo della malavita di Chicago, Sherilyn Fenn, la Audrey di “Twin Picks”, nel ruolo di Madame Reene, proprietaria di una casa chiusa e Esai Morales, che interpreterà Carlos Ruiz, un militante cubano. 



DIANE KRUGER IN THE BRIDGE 
Dopo essere apparsa come guest star in un episodio di “Fringe”, Diane Kruger torna in tv da protagonista: l'attrice ha infatti ottenuto il ruolo principale in “The Bridge”, serie scritta da Meredith Stiehm e Ewood Reid, basato sulla serie scandinava “Bron”. La serie parla di due detective, uno americano e uno messicano, che devono lavorare insieme per rintracciare un serial killer che si sposta lungo il confine. L'episodio pilota sarà diretto da Gerardo Naranjo, regista autore del film “Miss Bala”, proposto agli Oscar 2012. 



CHOSEN, IL NUOVO DRAMA DELLA ABC 
La ABC sta realizzando una nuova serie intitolata “Chosen”, che segue le vicende di una famiglia californiana sconvolta dalla notizia che la figlia quindicenne è in realtà la reincarnazione di un profeta. La 20th Century Fox produce, mentre a scrivere sono John August, sceneggiatore fidato di Tim Burton che ha lavorato a "Big Fish", "La fabbrica di cioccolato" e "Frankenweenie", e Josh Friedman, creatore della serie “Terminator: The Sarah Connor Chronicles”. 



ANDREW LEEDS IN GREY'S ANATOMY 
Andrew Leeds, noto per aver interpretato Christopher Pelant in “Bones”, ha ottenuto un ruolo ricorrente in “Grey's Anatomy”. La produzione dello show non ha voluto però rivelare dettagli sul suo personaggio: l'unica cosa che si sa è che non interpreterà un dottore e sarà legato ad una story-line molto importante. 



UN AMLETO MODERNO PER LA FOX 
I grandi classici della letteratura stanno letteralmente invadendo la televisione: l'ultimo arrivato è “Amleto”, opera di Shakespeare riadattata in chiave moderna da Paul Redford, autore di serie come “West Wing”, “Dirty Sexy Money”, “Missing” e “The Newsroom”. La serie, acquistata dalla FOX, si chiamerà “America's Son”, e racconta la storia di un uomo che torna dalla famiglia a Washington dopo la morte del padre, avvenuta a causa di un incidente stradale, convinto che qualcuno lo abbia ucciso e deciso a smascherare il colpevole. 



F. MURRAY ABRAHAM IN HOMELAND 
F. Murray Abrahm si unisce al cast della seconda stagione di “Homeland”: l'attore premio Oscar interpreterà Dar Adul, agente dell'intelligence che ha lavorato nella Divisione Attività Speciali della CIA. Adul è il mentore di Saul (Mandy Patinkin), a sua volta guida di Carrie (Claire Danes), protagonista dello show. 



NUMEROSE GUEST STAR PER REVOLUTION 
Il creatore di “Revolution” Eric Kripke ha scelto di portare nel suo nuovo show parecchi volti noti ai fans di “Supernatural”, serie creata sempre da Kripke per The CW: in puntate diverse, compariranno come guest stars Mark Pellegrino, Lucifero in “Supernatural” e Jacob in “Lost”, Todd Stashwich, che nella serie di The CW interpreta Dracula, e Colin Ford, che interpreta Sam Winchester da giovane. 



LA PETA CONTRO ANIMAL PRACTICE 
Dopo aver fatto chiudere “Luck”, serie tv creata da David Milch e Michael Mann, a causa delle morte di alcuni cavalli sul set, la PETA sta facendo ora forti pressioni per far chiudere “Animal Practice”, sit-com con protagonista un veterinario perennemente accompagnato dalla sua fedele scimmietta assistente. La PETA e il New York Magazine stanno intraprendendo una lotta dura contro la serie, accusata di legittimare una percezione sbagliata delle scimmie come animali da compagnia. 



NUOVO PROGETTO PER DAVID SHORE 
David Shore, creatore della serie appena conclusa “House M.D.”, non ha perso tempo e si è dedicato immediatamente alla realizzazione di un nuovo progetto. La nuova serie è un legal drama prodotto dalla ABC che segue le vicende di un ex poliziotto divenuto avvocato, in grado di tutelare i propri clienti grazie ad espedienti vari, che contemporaneamente cerca di riconquistare l'ex moglie. 



JAMES GANDOLFINI IN CRIMINAL JUSTICE 
Dopo essere entrato nella storia della televisione per il suo ruolo in “I Soprano”, James Gandolfini è pronto a tornare in uno show: l'attore sarà infatti il protagonista di “Criminal Justice”, serie scritta da Steven Zaillian e Richard Pierce, adattamento dell'omonima serie inglese, che parla di un uomo accusato di omicidio. “Criminal Justice” è targato HBO e vede nel cast anche Rizwan Ahmed, Bill Camp, Peyman Moadi e Poorna Jagannathan. 



ALICE SBARCA SULLA CW 
The CW sta sviluppando un adattamento in chiave moderna del classico di Lewis Carroll “Alice nel paese delle meraviglie”. La serie si chiamerà “Wunderland”, sarà ambientata a Los Angeles e seguirà le vicende di una giovane detective che scopre un mondo nascosto al di sotto del nostro mondo. “Wunderland” sarà sceneggiato da Chad Hodge, che ha lavorato precedentemente a “The Playboy Club” e “Tru Calling”.



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venerdì 28 settembre 2012

Citazione Cinematografica n. 232

"Quindici anni fa a Tromaville, nel New Jersey, capitale mondiale dell'inquinamento tossico, Melvin Ferd, un ragazzino qualunque, magro, imbranato e dai capelli incolti veniva costantemente oltraggiato e deriso da tutti. Fino al giorno in cui finì in un bidone di rifiuti altamente contaminati che lo tramutarono in una orrenda creatura deforme dalle dimensioni e dalla forza sovrumana: Toxic Avenger, il primo supereroe del New Jersey. Da questo soggetto sono stati realizzati due sequel che facevano veramente schifo, scusateci. Questo è il sequel vero".

da: The Toxic Avenger IV - Citizen Toxie

David Mattey

Titolo originale: Citizen Toxie: The Toxic Avenger IV
Regia: Lloyd Kaufman
Anno: 2000
Cast: David Mattey, Haidi Sjursen, Debbie Rochon, Joe Fleishaker, Ron Jeremy, Paul Kyrmse, Dan Snow 

mercoledì 26 settembre 2012

Videodrome n. 51



Titolo italiano: I Goonies
Titolo originale: The Goonies
Regia: Richard Donner
Anno: 1985
Cast: Sean Astin, Josh Brolin, Jeff Cohen, Corey Feldman, Kerri Green, Martha Plimpton, Jonathan Ke Quan, John Matuszak, Robert Davi, Joe Pantoliano, Anne Ramsey

Momento Di Vero Godimento n. 93


Sala Docenti: i Prof più amati della tv

Esempi modello, figure paterne o pessime influenze: sono gli insegnanti della tv. 

L'anno scolastico sta per cominciare, le vacanze sono ormai alle spalle, la caccia ai libri di testo è agli sgoccioli: tra pochi giorni si riparte con compiti, interrogazioni e voti. Per molti ragazzi sarà il primo giorno in una nuova scuola, altri invece ritroveranno compagni e professori. Amati, odiati, temuti: gli insegnanti hanno un ruolo fondamentale per diversi anni nella vita di tutti e spesso diventano figure mitiche, personaggi leggendari le cui gesta vengono tramandate da generazioni di studenti. Anche la tv ha i suoi educatori: integerrimi, affabili, oppure rigidi e a volte persino scorretti. Alzi la mano chi non ha mai rivisto manie e modi di fare di un proprio insegnante in un personaggio della tv o che al contrario avrebbe voluto per professore il protagonista di una serie. Chi sono dunque gli educatori più memorabili del piccolo schermo? Cerchiamo di rispondere con una classifica che parte con la strana coppia formata da Will Schuester e Sue Sylvester di “Glee”. 


10 WILL SCHUESTER E SUE SYLVESTER DI GLEE (2009 – in corso) 
Insegnante integerrimo lui, aggressiva e scorrettissima lei: sono Will Schuester (Matthew Morrison) e Sue Sylvester (Jane Lynch), rispettivamente professore di spagnolo ed insegnante di educazione fisica del liceo McKinley. Il professor Schuester è il classico educatore che mette passione in quello che fa, soprattutto con i ragazzi del corso di canto, per colpa del quale però si inimica Sue, la responsabile della squadra delle cheerleader. Il primo insegna ai suoi allievi che tutti hanno diritto ad avere la propria voce, la seconda ha sposato la filosofia “solo il più forte sopravvive”. Insieme, grazie a battute, gag e tanta musica, offrono un esempio concreto di cosa sia giusto e scorretto affrontando temi come l'omosessualità, l'handicap fisico, la povertà e il razzismo. 



9 MR. GARRISON DI SOUTH PARK (1997 – in corso) 
Mr. Garrison non è quello che si dice un professore modello: fa lezione interloquendo con un pupazzo che tiene sempre in mano e a cui ha dato il nome di Mr. Cilindro, vorrebbe diventare donna e spesso dà cattivi esempi ai suoi piccoli allievi delle elementari. Nonostante le sue stranezze è però uno degli insegnati più famosi della tv e grazie alle sue battute grottesche fa riflettere su temi scottanti spesso evitati nelle scuole. 



8 WALTER WHITE DI BREAKING BAD (2008 – in corso) 
Prima di scoprire la sua malattia, il professor Walter White (Bryan Cranston) era un diligente professore di chimica con un profondo amore e rispetto per la materia studiata. Poi il timido professor White ha lasciato il posto ad Heisenberg, “cuoco” di metanfetamina purissima. A suo modo mr. White ha mantenuto l'atteggiamento da docente, insegnando al collega in affari ed ex alunno Jesse (Aaron Paul) un altro tipo di chimica. Un personaggio sfaccettato ed oscuro, risposta inquietante alla classica domanda, che tutti ci siamo posti al liceo, “chissà cosa fa il prof. quando esce da scuola”. 



7 MISS KRABAPPEL DI I SIMPSON (1989 – in corso) 
Edna Krabappel è la classica insegnante che durante il suo percorso professionale ha perso l'entusiasmo e l'interesse per l'insegnamento, vedendolo come una prigione da cui non si può scappare. Disincantata, annoiata, con la sigaretta sempre accesa e perennemente alla ricerca di relazioni affettive e non, miss Krabappel è l'emblema dell'insegnante frustrato, ed ha tutta la solidarietà del pubblico quando ha a che fare con alunni come Bart. 



6 MISS BLISS DI BAYSIDE SCHOOL (1989 – 1994) 
Carrie Bliss (Hayley Mills), docente al liceo John F. Kennedy, è il classico esempio di insegnante che prende a cuore gli alunni: posta spesso di fronte a difficili questioni morali, diventa il punto di riferimento di ragazzi che non sanno a chi altro rivolgersi. Il personaggio, protagonista della serie “Good Morning Miss Bliss”, è stato così amato dal pubblico da essere recuperato, anche se non nel ruolo principale, in “Bayside School”, sequel della serie originale. 



5 MISS BEADLE DI LA CASA NELLA PRATERIA (1974 – 1983) 
Eva Beadle-Simms (Charlotte Stewart), insegnante alla Walnut Grove School, è una professoressa all'antica, corretta, gentile, paziente. Esempio di incorruttibile onestà, è una degli educatori più amati della tv, tanto da aver condizionato generazioni di piccoli spettatori che in futuro si sono spesso chiesti: “Cosa avrebbe fatto Miss Beadle?”. 



4 MR. KOTTER DI I RAGAZZI DEL SABATO SERA (1975 – 1979) 
Gabe Kotter (Gabriel Kaplan) è un giovane e moderno professore che va ad insegnare nello stesso liceo di Brooklyn in cui pochi anni prima era alunno. A Kotter viene affidata la classe di ragazzi considerati problematici, tra cui spicca un giovanissimo John Travolta nei panni di Vinnie Barbarino, cui si approccia con metodi non convenzionali e facendo leva sulla sua simpatia. Mr. Kotter è il professore amico e mentore degli studenti, la figura che tutti gli allievi vorrebbero avere, quella di una persona che li capisce e che è in grado di guidarli sulla via della maturità. 



3 ERIC E TAMI TAYLOR DI FRIDAY NIGHT LIGHTS (2006 – 2011) 
I coniugi Taylor (Kyle Chandler e Connie Britton) sono il meglio che la società di provincia americana possa offrire: entrambi educatori al liceo di Dillon, coach di football lui e consulente lei, sono una coppia di persone oneste, coerenti, sempre pronte a fare con impegno il proprio dovere e incapaci di accettare compromessi. Il coach Taylor insegna ai suoi ragazzi a giocare prima di tutto per passione e poi per vincere, insegnando loro a muoversi non solo su un campo da gioco ma anche nella vita. Ad averne di educatori così. 



2 LYDIA GRANT DI SARANNO FAMOSI (1982 – 1987) 
Lydia Grant (Debbie Allen), insegnante di danza alla prestigiosa New York High School for the Performing Arts, è la classica professoressa severissima ed intransigente, che spreme i suoi allievi per far dare loro il massimo. E' una di quei docenti che se capita nella vita spinge o a migliorarsi o a mollare. Un dogma la sua frase: “Voi fate sogni ambiziosi, successo, fama, ma queste cose costano ed è esattamente qui che si incomincia a pagare: col sudore”. 



1 MR. GILES DI BUFFY L'AMMAZZAVAMPIRI (1997 – 2003) 
Rupert Edmund Giles (Anthony Stewart Head) è un vero gentleman inglese: pacato, gentile, colto, sempre pronto ad offrire una tazza di the. Bibliotecario del liceo di Sunnydale, il signor Giles nasconde in realtà un passato turbolento, in cui si faceva chiamare Lo Squartatore e studiava magia nera, che si è però lasciato alle spalle per il suo ruolo da Osservatore, il mentore della cacciatrice di vampiri. Punto di riferimento, uomo dalla cultura infinita, figura autorevole e salda, sempre pronto ad aiutare Buffy (Sarah Michelle Gellar), con cui instaura prima un rapporto maestro-allievo e poi uno più profondo, quasi paterno. Il signor Giles è la guida saggia che tutti vorrebbero avere, la roccia a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà e da cui trarre la forza per affrontare la vita.



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martedì 25 settembre 2012

Cercando Grace


30 anni fa, il 14 settembre 1982, moriva Grace Kelly.
Attrice, diva, premio Oscar, icona di stile e poi principessa.
Un volto e un'eleganza che sono diventati iconici.
Per celebrare i 30 anni della sua morte, il mondo del cinema e della carta stampata non sta perdendo tempo: sono infatti in uscita ben tre libri dedicati a Grace Kelly e, in questi giorni, sono cominciate le riprese di Grace di Monaco, film diretto da Olivier Dahan (uno che di biopic se ne intende, avendo fatto vincere un Oscar a Marion Cotillard per La vie en rose,  pellicola dedicata alla cantante Edith Piaf), in cui a vestire i leggendari panni di Grace Kelly sarà Nicole Kidman.

Tre libri dicevamo.
Un album fotografico, una biografia e un romanzo.
Il romanzo in questione si chiama Cercando Grace ed è scritto da Enzo Miccio.
E chi è direte voi?
Io non mi sono posta la domanda quando mi è stato proposto di scrivere una recensione del libro: sono completamente partita quando ho saputo che il volume riguardava Grace Kelly. Nella mia famiglia infatti c'era il mito di Grace e mia madre mi ha tramandato, come un tesoro di inestimabile valore, una cartolina d'epoca autografata da Grace Kelly in persona e dal principe Ranieri, ottenuta mandando una lettera in francese quando era una bambina. 
Sì lo so, una roba incredibile.

Il mio tesssssoro

Galvanizzata dal tema "Grace Kelly" ho quindi accettato senza pensarci due volte.
Solo quando mi è arrivato il volume ho realizzato chi fosse l'autore: uno degli spietati conduttori di Ma come ti vesti?!, programma televisivo in cui l'esperto di moda e organizzatore di matrimoni Miccio e la collega Carla Gozzi danno suggerimenti di stile a persone che vanno in giro come se la mattina si fossero buttate in un cassonetto della spazzatura.

Diciamo, per voler essere carini, non proprio il mio genere di programma.
Ho quindi realizzato di avere tra le mani un esponente di primo livello della "chick-lit", ovvero letteratura per sgallettate che pensano solo ai vestiti, ai trucchi, a trovare il principe azzurro.
Cercate di capire il mio sgomento.
Conscia che non avrei trovato in quelle pagine lo stile asciutto e dissacrante di Lansdale, ho intrapreso la lettura. E' esattamente come mi aspettavo: scritto con enfasi, con uno stile "sciocchino" e azzimato, con l'insopportabile uso di parole francesi al posto di quelle italiane che conferiscono un'aura di artificiosa ricercatezza. 
Un dramma.

Poi però, nonostante tutto, qualcosa di buono l'ho trovato: è sicuramente una lettura leggera, l'esempio perfetto di "libro da spiaggia", o, meglio, "da bagno" visto che ormai l'estate è finita, però le parti dedicate a Grace Kelly e soprattutto all'influenza che il suo mito ha avuto sulle donne negli ultimi 50 anni sono interessanti.
Intriga vedere come la protagonista del racconto, Virginia, una ricca donna di Milano con il mito di Grace Kelly, che trova l'amore a Parigi grazie ad una mostra dedicata all'attrice, cerchi di ridare splendore alla sua vita inseguendo una leggenda che vive in foto d'epoca, borse e gioielli dai prezzi proibitivi. E' innegabile che mai come nell'ultimo secolo le "icone" siano diventate parte integrante della nostra vita e che ispirino moda, cinema, letteratura, stile ed anche la vita di ogni giorno di tutti noi, anche se non siamo premi Oscar o nobili. Ecco in questo senso la lettura diventa interessante: ci offre la possibilità di riflettere sull'importanza che l'estetica dell'immagine ha sulla vita di tutti i giorni, soprattutto quella dei campioni di bellezza e stile come Grace Kelly.

Inoltre il libro trasmette il messaggio di circondarsi di cose e persone belle, di godersi la vita il più possibile perché la tragedia è dietro l'angolo, visto che la realtà si abbatte con tutta la sua ferocia anche su persone privilegiate come Grace Kelly.
Un messaggio che sarà anche argomentato in maniera frivola e semplificata, ma che è la versione moderna e glamour del classico "carpe diem". 
Ed è un consiglio da non sottovalutare mai.



Titolo: Cercando Grace
Autore: Enzo Miccio
Casa Editrice: Rizzoli
Pagine: 14, 90 euro
Prezzo: 220

venerdì 21 settembre 2012

Stanley Kubrick e me



Come si può facilmente intuire dal nome del blog, da queste parti Stanley Kubrick non è considerato un semplice regista, ma il più grande regista cinematografico che sia mai esistito, nonché uno dei geni assoluti della storia dell'umanità.
Parole grosse, ma assolutamente giustificate nel momento in cui si guarda 2001: Odissea nello spazio, Barry Lyndon o Arancia Meccanica.
In soli 12 film (più il primo e meno noto Fear and Desire) Stanley Kubrick ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema grazie alla sua regia perfetta, agli altissimi temi trattati, ad immagini che sono entrate nella coscienza collettiva e ad una sensibilità ed intelligenza fuori dal comune.

Del regista Kubrick e dei suoi film si è detto e si sa praticamente tutto.
La leggenda vuole Kubrick come un uomo intransigente e quasi tirannico, maniacale, perfezionista oltre ogni modo, che blindava i suoi set e costringeva gli attori a ripetere le scene anche 70 volte.
Pettegolezzi, dicerie, mezze verità: il Kubrick che ne viene fuori sembra un uomo difficile, che incute soggezione e non ispira certo simpatia.

Poco, quasi nulla, si sa invece di Stanley, l'uomo che si nasconde dietro al genio della macchina da presa. Ha avuto tre mogli, tre figlie, si è rifugiato in Inghilterra abbandonando l'America.
Basta. Questo è quello che è trapelato negli anni.

A colmare questa lacuna e a rendere un ritratto completo, appassionante e commovente dell'uomo, è un personaggio che ha avuto un peso enorme nell'esistenza di Stanley Kubrick: Emilio D'Alessandro, il suo assistente personale.
La storia che ha legato questi due uomini ha dell'incredibile, tanto da assomigliare alla trama di un film. Questa storia è raccontata in un libro uscito da pochi giorni, dal titolo: Stanley Kubrick e me.
E' meglio mettere subito le cose in chiaro: qualsiasi appassionato di Kubrick non può fare a meno di leggere questo libro. Il racconto infatti non solo svela alcuni retroscena irresistibili della lavorazione dei film di Kubrick, ma tratteggia un'immagine inedita, privata e affascinante del Kubrick dietro la macchina da presa.
Grazie al sentito ed emozionante racconto di D'Alessandro si intuisce infatti come Kubrick fosse una persona gentilissima, generosa, molto intelligente, sensibile e per questo spesso diffidente, sempre in fermento, dotata di grande energia ed ironia, vittima di alcune assurde manie come solo le grandi menti possono essere.

Emilio D'Alessandro e Stanley Kubrick

Nato a Cassino, fuggito a Londra per evitare il servizio militare, Emilio D'Alessandro nella sua vita ha fatto di tutto: giardiniere, assistente cuoco in un ospedale, meccanico, operaio in fabbrica e soprattutto pilota automobilistico, abilità che gli ha permesso di entrare in contatto con Kubrick. D'Alessandro in Inghilterra si è sposato, ha avuto due figli, e per mantenere la famiglia, dopo diversi impieghi, ha intrapreso la professione di autista per la Mac's Minicabs. Dal 1971 è diventato autista in esclusiva per la Hawk Films e una sera gli capitò di dover trasportare un passeggero molto particolare: il fallo in porcellana di Arancia MeccanicaD'Alessandro non lo sapeva ma quell'oggetto così singolare avrebbe cambiato la sua vita. Poco tempo dopo infatti Kubrick lo volle come suo autista personale.
Il primo incontro tra i due ha del leggendario: sulla soglia di Abbots Mead, la residenza dell'epoca di casa Kubrick, D'Alessandro conobbe il genio, e la sua prima impressione fu, parole sue: "Mi sembrò Fidel Castro". Kubrick, dopo averlo salutato, gli fece vedere un articolo di giornale del 1968 in cui si parlava di D'Alessandro come pilota. Le sue prime parole furono: "Guida così anche in strada? Rispetta i limiti di velocità e la segnaletica stradale?".
In quel momento nacque un sodalizio destinato a durare 30 anni.

Entrato nell'"entourage kubrickiano", come lo definiva la costumista Milena Canonero, Emilio pian piano è diventato molto di più di un semplice autista: assistente, confidente, spalla sempre pronta a dare una mano, membro stretto della famiglia.
Grazie al suo racconto pieno di affetto e onestà possiamo quindi essere spettatori del Kubrick più privato: veniamo infatti a conoscenza di tutte le sue manie, come l'amore quasi cieco e ossessivo per gli animali, la passione per tutto ciò che ha origine militare, la sua totale noncuranza dell'abbigliamento, di cui comprava decine di copie dello stesso capo, l'odio per gli avvocati e i sindacati, l'amore per le penne stilografiche, il caffé in grani e i supermercati.



Pian piano D'Alessandro è diventato il confidente più stretto di Kubrick, tanto da sapere in ogni momento cosa pensasse: "Esistevano due modi per andare d'accordo con lui: dargli sempre ragione o farlo ridere quando volevi contraddirlo". Diventato il suo uomo di fiducia, Emilio era il tramite di Kubrick con il mondo: "Era compito mio non fargli perdere tempo, liberarlo dalle piccole e grandi incombenze della vita, perché lui potesse semplicemente essere Stanley Kubrick".
Grazie a questa stretta collaborazione, che impegnava entrambi anche 15-19 ore al giorno nei momenti di lavorazione dei film, Emilio ha potuto essere testimone e protagonista di fatti incredibili avvenuti sui set, come quando ha salvato la produzione di Barry Lyndon recuperando i fucili di scena dalla dogana irlandese, quando ha portato Marisa Berenson in un locale per camionisti dopo averla presa all'aeroporto, quando sul set di Shining negli stessi studi George Lucas e Steven Spielberg stavano girando contemporaneamente L'impero colpisce ancora e I predatori dell'arca perduta portando i tre registi a stringere amicizia, o quando ha fatto da traduttore per le telefonate tra Kubrick e Federico Fellini. Per non parlare delle lunghe conversazioni che i due avevano davanti ad una tazza di caffé nello studio privato di Kubrick, in cui solo ad Emilio era permesso entrare. Qui i due sono stati protagonisti di conversazioni incredibili, come quando hanno discusso sulla scelta del protagonista di Shining: Kubrick cercava di giustificare la scelta di Jack Nicholson, mentre Emilio avrebbe voluto Charles Bronson.

Aiutato nella stesura del racconto da Filippo Ulivieri, creatore del sito Archivio Kubrick, D'Alessandro ci ha commosso con il racconto di due vite straordinarie che si sono indissolubilmente intrecciate fino all'improvvisa e inaspettata morte del regista, avvenuta nel marzo 1999. Il racconto lucido, ironico, sincero e pieno d'affetto di Emilio D'Alessandro colpisce direttamente al cuore, appassiona come se si stesse parlando delle avventure del protagonista di un romanzo epico, e rende giustizia a due persone eccezionali, ognuna a modo suo. 
Come dice Emilio nelle ultime pagine del libro: "Ora che il suo tempo si era esaurito e il mio aveva perso ragione, mi sembrava di cogliere il filo che ci aveva legato, quel punto di impensato, eppure stabile equilibrio in cui la sua intelligenza e la mia ignoranza si erano toccate, in una unione che aveva funzionato in maniera semplice e sorprendente".


Titolo: Stanley Kubrick e me
Autori: Emilio D'Alessandro e Filippo Ulivieri
Casa Editrice: ilSaggiatore
Uscita italiana: 30 agosto 2012
Pagine: 354
Prezzo: 17 euro

RadioVisioni su Radiorizzonti: le uscite del 21/09/2012

Matthew McConaughey in Magic Mike di Steven Soderbergh


Anche oggi nella rubrica Radio Visioni su Radio Orizzonti parlerò delle uscite della settimana: Magic Mike, Una donna per la vita, Il rosso e il blu, The Words, Candidato a sorpresa, I bambini di Cold Rock, Woody, Katy Perry: Part of Me.

E come sempre la citazione cinematografica della settimana.

Per ascoltarmi collegatevi sul sito internet di Radio Orizzonti (http://www.radiorizzonti.net/) oppure, se vivete o vi trovate in Puglia in FM alle frequenze 102.8 o 103.4, verso le ore 19.30 -19:40.

Citazione Cinematografica n. 231

"Allora idioti primitivi, sturatevi le orecchie! Vedete questo? Questo è...Il mio "Bastone di Tuono"! È un Remington a doppia canna, calibro 12, il migliore del mio supermercato, lo si trova nel reparto caccia e attrezzi sportivi. Questo adorabile ma terribile aggeggio lo fanno nel Michigan, costa 100 dollari e 95 scontato, ha il calcio in noce, le canne di acciaio blu cobalto e un grilletto sensibilissimo, proprio così. "Magazzini Smart, i migliori d'America!" Avete capito?!".

da: L'armata delle tenebre

Bruce Campbell


Titolo originale: Army of darkness
Regia: Sam Raimi
Anno: 1992
Cast: Bruce Campbell, Embeth Davidtz, Ian Abercrombie, Marcus Gilbert, Richard Grove, Bridget Fonda, Ted Raimi

mercoledì 19 settembre 2012

Revolution, la nuova creatura di J.J. Abrams

Ha debuttato il 17 settembre in Usa, sulla Nbc, la nuova serie di avventura creata da J.J. Abrams e Eric Kripke, autore di “Supernatural”. In Italia la vedremo nei prossimi mesi su Mediaset Premium



Chicago, ai nostri giorni. Ben Matheson (Tim Guinee) cerca di avvertire i suoi cari in tempo: le leggi della fisica stanno per essere sovvertite ed ogni forma di elettricità rischia di scomparire dalla Terra. Quindici anni dopo, il mondo come lo conosciamo non esiste più: i governi sono crollati, la gente è stata costretta ad abbandonare le città e ad organizzarsi in piccole comunità rurali. In America un gruppo di uomini comandato dal generale Monroe (David Lyons), un ex marine, ha preso il potere creando la Repubblica di Monroe e la Milizia, una squadra di soldati che mantiene il potere usando la forza e costringe i villaggi a pagare tributi. 

Monroe sa che Ben potrebbe essere a conoscenza del perché l’elettricità è sparita e manda il capitano Tom Neville (Giancarlo Esposito) a catturarlo: qualcosa va però storto e al suo posto viene preso Danny (Graham Rogers), il figlio minore. Charlie (Tracy Spiridakos), la figlia maggiore di Ben, si trova quindi costretta a cercare l’aiuto dello zio Miles (Billy Burke), che non ha mai conosciuto, per cercare di salvare il fratello e scoprire cosa vuole Monroe dal padre. 

Scritta da Eric Kripke, creatore di “Supernatural”, prodotta da J.J. Abrams e diretta dal regista cinematografico Jon Fraveau, autore di “Iron Man”, almeno per l’episodio pilota, la nuova serie della NBC si presenta come uno dei progetti più interessanti della nuova stagione televisiva. Ambientata in un futuro post-apocalittico, è figlio legittimo di “Lost”, serie culto creata da Abrams, per come concentra la propria attenzione su persone che si ritrovano a vivere in condizioni completamente differenti da quelle cui erano abituate. Questa volta però non si tratta di un piccolo gruppo di sopravvissuti ad un incidente aereo, ma dell’intera popolazione mondiale. La serie strizza l’occhio a tutto un filone di ‘sopravvissuti’ che vede il suo archetipo nel “Survivors” britannico del 1975. 

Le ambizioni sono alte, la premessa è intrigante, ma ad essere davvero convincente è il nutrito gruppo di protagonisti: tutti differenti tra loro per cultura, provenienza e motivazioni, i personaggi si rivelano fin da subito come l’arma vincente dello show. Non a caso fanno parte del progetto attori di talento come Giancarlo Esposito, reduce dalle serie tv “Breaking Bad” e “C’era una volta”, Elizabeth Mitchell, Juliet in “Lost” e Billy Burke, noto al grande pubblico per essere il papà di Bella (Kirsten Stewart) nella saga di “Twilight”. A fare breccia è anche la giovanissima protagonista Tracy Spiridakos, volto fresco e interessante che convince nei difficili panni di Charlie, la ragazza cui è affidato il destino del mondo. 

La serie ha debuttato in America sulla NBC lunedì 17 settembre, mentre in Italia la vedremo nei prossimi mesi su Mediaset Premium.


Pubblicato su TvZap.

Videodrome n. 50



Titolo italiano: Speed Racer
Titolo originale: Speed Racer
Regia: Andy e Larry Wachowsky
Anno: 2008
Cast: Emile Hirsch, John Goodman, Susan Sarandon, Christina Ricci, Matthew Fox, Kick Gurry, Scott Porter, Rain, Yu Nan, Richard Roundtree

Momento Di Vero Godimento n. 92


lunedì 17 settembre 2012

Prometheus


Un gigante ingerisce un misterioso liquido scuro.
Il suo DNA viene rotto, modificato, mutato.
Un sacrificio? 
Un atto voluto?
L'origine di una nuova forma di vita?

Gli scienziati Elizabeth (Noomi Rapace) e Charlie (Logan Marshall-Greene) ritrovano in una grotta una pittura rupestre che sembra indicare la posizione di un preciso pianeta.
Due anni dopo, si risvegliano sull'astronave Prometheus, accuditi dal robot David (Michael Fassbender) e sorvegliati dall'algida Meredith Vickers (Charlize Theron).
Lo scopo della missione è trovare il pianeta mostrato nelle pitture, le motivazioni dei singoli sono però molti differenti.

A 33 anni dal Alien, capostipite di una della saghe cinematografiche più amate, il regista Ridley Scott torna ad occuparsi di astronavi, viaggi nello spazio e creature antropomorfe. Padre fondatore della fantascienza moderna al cinema insieme a Stanley Kubrick e George Lucas, Scott ritorna sui passi dei suoi film più famosi, Alien appunto, e Blade Runner, tornando ad arricchire il genere a lui più congeniale.

Presentato come prequel della saga di Alien, Prometheus è in realtà un'opera a sé stante, che riprende alcune suggestioni dei precedenti film, ponendosi però nuove e più ambiziose domande.
L'azione pura e adrenalinica di Alien si fonde con le riflessioni quasi metafisiche di Blade Runner, creando un prodotto ibrido e imperfetto, che trae il suo fascino proprio da queste sue caratteristiche.
I protagonisti del film si pongono la domanda delle domande: chi ci ha creato? E perché?
Domande a cui rispondere è quasi impossibile, ma che pongono immediatamente il film in una luce quasi mistica e di ampio respiro.

A portare avanti la trama dunque non è tanto la ricerca delle risposte, ma l'assistere alla ricerca della propria verità da parte di ogni singolo personaggio. Abbiamo dunque chi si spiega tutto con la fede, chi preferisce un approccio più razionale, chi ha scopi personali ben precisi e chi invece è un enigma costante. L'enigma in questione è rappresentato dal personaggio di David, interpretato da un Michael Fassbender perfetto e di una bravura impressionante, robot che ha sviluppato una personale morale e dei sentimenti umani, di cui nessuno sembra accorgersi. Le sue reazioni, azioni e i suoi pensieri sono un mistero di cui si intuisce la punta dell'iceberg, ma che rimangono sempre ambigui, contribuendo ad aumentare il clima di incertezza e di ricerca della pellicola.

"A volte per creare bisogna distruggere" dice David e aggiunge "Tutti vogliono veder morire i proprio genitori": affermazioni congeniali al personaggio ma anche al regista e allo sceneggiatore Damon Lindelof, autore di Lost, che in quanto a domande e misteri non è secondo a nessuno. I due autori sembrano infatti aver voluto prendere le distanze dalla saga originale, creando un universo totalmente nuovo ma affine al precedente lavoro, facendo della pellicola stessa una nuova creatura.
Lì dove Lindelof ha portato nuova linfa alla storia, Scott dalla sua è tornato ai fasti di un tempo, grazie ad una regia magistrale, una cura per le location ammirevole e un design tecnologico da sogno.
Non bisogna quindi approcciarsi a Prometheus pensando di assistere ad un semplice prequel di Alien: il progetto può camminare con le proprie gambe e fa pensare, ce lo auguriamo, alla realizzazione di almeno un altro capitolo.
Anche se dovesse rimanere un film unico, Prometheus, nonostante le sue imperfezioni, con le sue immagini da sogno, il respiro universale e il ritmo incalzante è un film che crea magia cinematografica pura, da vivere assolutamente tramite il grande schermo.

Michael Fassbender


La citazione: "A volte per creare bisogna prima distruggere"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥♥

Titolo originale: Prometheus
Regia: Ridley Scott
Anno: 2012
Cast: Noomi Rapace, Michael Fassbender, Charliza Theron, Idris Elba, Logan Marshall-Green, Guy Pearce, 

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