lunedì 3 novembre 2008

Festival Internazionale del Film di Roma – Giorno 9: Vampiri sul red carpet



Penultima giornata del Festival Internazionale del Film di Roma e ultima occasione per presentare film ed eventi speciali prima della premiazione.

La sorpresa della giornata è stata “Si può fare” di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio e Anita Caprioli. Al termine della proiezione c’è stata un’ovazione per questo progetto originale e controcorrente rispetto a tanto cinema dalla lacrima facile ultimamente in voga nel bel paese.
Una piacevole sorpresa sicuramente da recuperare anche per chi non ha avuto la possibilità di andare al Festival.

L’evento della giornata è stata invece la presentazione dei primi quindici minuti di “Twilight”, film tratto dall’omonimo romanzo di Stephenie Meyer, pubblicato nel 2005, diventato in pochissimo tempo un fenomeno mondiale.
La storia parla di Bella, un’ adolescente introversa e solitaria, che si innamora di Edward, un vampiro appartenente a una famiglia che ha deciso di non nutrirsi di sangue umano.
A dare volto e anima ai personaggi sono i giovani, belli e promettenti Kirsten Stewart (già vista in “Into The Wild” di Sean Penn presentato lo scorso anno sempre al Festival di Roma) e Robert Pattinson (il Cedric di “Harry Potter e il calice di fuoco”), entrambi presenti alla conferenza stampa del Festival insieme alla regista Catherine Hardwicke.
Il pubblico e la stampa hanno potuto gustare un assaggio del film, nelle sale italiane il 21 novembre, e alcuni filmati del backstage, mentre per i due attori c’è stato un vero e proprio assalto da parte di centinaia di fan accorsi a vedere, nonostante la forte pioggia, le neostar.
Come per la presentazione di “High School Musical 3”, il primo grande evento dedicato ai ragazzi nella sezione Alice nella città, sono stati distribuiti gadget e magliette del film per la gioia di tutti i fan.


Robert Pattinson e Kirsten Stewart (foto di Valentina Ariete)


Presentato anche l’interessante e nostalgico documentario di Piepaolo De Mejo “Come diventai Alida Valli”, sulla vita di una delle attrici più importanti della storia cinematografica italiana, una delle vere grandi dive che ebbe successo anche all’estero, seguito dalla proiezione del film “Senso” di Luchino Visconti, forse la pellicola più famosa interpretata dall’attrice istriana.

Altro documentario di grande interesse è stato “Theatre of War” di John Walter con protagonista l’immensa Meryl Streep: la pellicola segue l’attrice durante la preparazione dello spettacolo teatrale “Madre Coraggio” di Bertolt Brecht, messo in scena al Central Park di New York.

Finale in grande stile con la presentazione speciale di “Rocknrolla” nuovo film di Guy Ritchie.
Archiviato il burrascoso matrimonio con la popstar Madonna e il terribile “Travolti dal destino”, Guy Ritchie torna ai temi e alle atmosfere dei suoi primi film come “Lock and Stock” e “Snatch” mettendo in scena un’intricata e divertente commedia degli equivoci in salsa gangster piena di ironia e crudeltà.
Un cast fantastico tutto inglese – tra i migliori Tom Wilkinson, Gerard Butler, Mark Strong e Toby Kebbell – per una commedia nera dal ritmo incalzante e dalle trovate geniali.
Finalmente il Ritchie che tutti abbiamo amato è tornato.

Un’ ultima giornata da fuochi d’artificio dunque, prima del gran finale con la premiazione e l’assegnazione dei premi Marco Aurelio e Marco Aurelio d’oro al miglior film votato dalla critica e dal pubblico.

sabato 1 novembre 2008

La Banda Baader Meinhof


Il cinema tedesco sta rifiorendo.
E si interroga sempre più sulla sua storia recente.
Dopo l’Oscar a “Le vite degli altri”, al Festival Internazionale del Film di Roma sono stati presentati due film che parlano, da diversi punti di vista, del terrorismo politico anni settanta che va sotto il nome di “anni di piombo”, dal titolo del film di Margarethe Von Trotta.
“Shattenwelt” parla delle conseguenze di un attentato della Raf, “La Banda Baader Meinhof” invece segue da vicino le vicende di questo gruppo di intellettuali che abbandonarono le loro famiglie per imbracciare kalashnikov e lottare sul campo per i loro ideali politici.
Andreas Baader (Moritz Bleibtreu, star in patria e protagonista di “Le particelle elementari”), Ulrike Mehinof (Martina Gedeck) e Gudrun Ensslin (Johanna Wokalek) combattono una guerra intestina e sotterranea fatta di bombe e attentati per contrastare l’imperialismo americano sostenuto dallo stesso governo tedesco tra cui figurano ancora ex-esponenti del nazismo.
A dar loro la caccia Horst Herold (un ottimo Bruno Ganz), capo della polizia che forse li capisce più di chiunque altro.
Il film è diviso in tre momenti: quello della lotta armata, dell’arresto e del post arresto, fino al misterioso “suicidio” avvenuto in carcere di tutti i componenti della banda.

Moritz Bleibtreu e Johanna Wokalek


Il regista Uli Edel – che con questa pellicola conclude la sua trilogia sulla violenza dopo “Christiane F. – Noi ragazzi dello zoo di Berlino” e “Ultima fermata Brooklyn” – confeziona un film ben fatto e strutturato, avvincente nella prima parte, che perde però un po’ di mordente nella seconda.
Ottimo il cast, composto dalle maggiori stelle del cinema tedesco contemporaneo.
Un film che ha il pregio di non schierarsi né da una parte né dall’altra, senza giudicare e senza un moralismo facile che appesantirebbe il tutto.
Interessante lo sforzo di approfondire la psicologia di questi personaggi realmente esistiti: vediamo così come Ulrike Menhiof, giornalista di successo e madre, pian paino maturi la decisione di abbandonare tutto e tutti per darsi alla lotta violenta.
Il film, prodotto e sceneggiato da Bernd Eichinger, lo stesso di “La caduta”, è tratto dal romanzo di Stefan Aust e in patria ha destato numerose polemiche.
Per l’Italia, che negli anni settanta ha vissuto lo stesso clima di terrore, è interessante vedere come oltralpe hanno vissuto e continuano a vivere questi tragici avvenimenti.

Voto: ♥♥♥

Pubblicato su Cinema4stelle.

venerdì 31 ottobre 2008

High School Musical 3 – Senior Year



Se non avete tra i dodici e i quindici anni e non guardate Disney Channel “High School Musical” non vi dirà nulla; ma questa saga ambientata in un liceo americano in patria è diventata un vero e proprio fenomeno culturale e di costume: schiere di ragazzini adorano questo show fatto di coreografie da videoclip e canzoncine pop. Il protagonista Zac Efron è un idolo delle teen-agers che ad ogni sua esibizione si strappano i capelli come da copione e sono pronte ad acquistare qualsiasi tipo di gadget con il marchio del film.
In questo terzo capitolo della fortunata serie ideata da Peter Barsocchini, che arriva sul grande schermo dopo i primi due episodi creati appositamente per la tv, ritroviamo i quattro liceali più griffati e acconciati d’America Troy (Zac Efron), Gabriela (Vanessa Hudgens), Chad (Corbin Bleu) e Sharpay (Ashley Tisdale) alle prese con l’ultimo anno di liceo.
Il tempo dei giochi è finito: a diciotto anni bisogna affrontare la maturità e scegliere il proprio futuro, in questo caso gli studi universitari.
Per la fine dell’anno scolastico i ragazzi devono allestire uno spettacolo d’addio, che diventa il tema conduttore del film.


Zac Efron e Vanessa Hudgens


“High School Musical” è una macchina concepita per adolescenti digiuni di una cultura cinematografica di genere musicale: chi ama e ha visto capolavori assoluti come “Cappello a cilindro”, “Singin’ In The Rain”, “Cabaret”, “The Rocky Horror Picture Show” e “Moulin Rouge!” non può apprezzare questo prodotto televisivo fatto di tanti videoclip pop montati insieme, ma un teen-ager di poco più di dieci anni cresciuto a merendine e Disney Channel lo troverà sicuramente accattivante e divertente.
Ottime prove comunque per tutto il cast di giovani stelle tra cui spiccano Zac Efron – bravo anche nel musical con John Travolta “Hairspray” – e Ashley Tisdale.
Insomma se proprio dovete accompagnare figli o nipoti cercate di prendere questo film per quello che è: un’ innocua commedia musicale per ragazzini che, nonostante la trama esile e la spettacolarità facile, è un coloratissimo e a volte divertente intrattenimento.



La citazione:
"The boys are back!"

Voto:
♥♥

Uscita italiana: 31 ottobre 2008

Pubblicato su Cinema4stelle.

Festival Internazionale del Film di Roma - Giornata 8: Molto De Andrè


Ultimi giorni del Festival Internazionale del Film di Roma che in questa ottava giornata ha avuto come protagonista assoluta la musica e in particolare quella di Fabrizio De Andrè.

Sono stati presentati infatti "Effedia - Sulla mia cattiva strada", documentario sul cantautore genovese voluto dalla Fondazione De Andrè, alla cui proiezione era presente Dori Ghezzi, moglie dell' artista, e "Amore che vieni amore che vai" di Daniele Costantini ispirato al romanzo scritto da De Andrè. Nel cast del film Donatella Finocchiaro, per la seconda volta in passerella in questo Festival dopo aver presentato "I Galantuomini".

In tanti, soprattutto giovani, hanno visto il documentario sul Faber segno che l' amore e la nostalgia per il cantante poeta, a dieci anni dalla sua scomparsa, sono ancora molto forti.

Molto apprezzati i due film in concorso presentati in giornata: la commedia "With a worm hart (Serce na dloni)" di Kryszof Zanussi ha stupito - dato che in genere Zanussi ha realizzato pellicole ben più cupe e austere - e appassionato il pubblico, candidandosi nella rosa dei potenziali vincitori di questa terza edizione del Festival.

Non è stato da meno "Resolution 819" di Giacomo Battiato co-produzione italiana, francese e polacca, che parla della guerra in ex-Jugoslavia, dal forte impatto emotivo. Del cast fa parte, tra gli altri, la star francese Benoit Megimel e la colonna sonora è composta dal grande Ennio Morricone che in conferenza stampa ha detto di essere molto coinvolto dal progetto, visto che qualche tempo fa ha scritto "Voci del silenzio" una musica composta per tutte le vittime delle stragi.

Non solo Festival però: all' Auditorium era presente per la serie di concerti "It's Wonderful!" organizzati da Santa Cecilia la superstar Liza Minnelli che, nonostante il vero e proprio nubifragio che ha letteralmente allagato l' Auditorium, è stata accolta da una folla di fan adoranti, che l' hanno applaudita per più di dieci minuti con tanto di standing ovation.

And That's all folks!


Liza Minnelli (foto Valentina Ariete)




Pubblicato su Meltin' Pot.

Festival Internazionale del Film di Roma - Giorno 7: Ballando con Cimino


La settima giornata della terza edizione del Festival Internazionale del film di Roma ha offerto al pubblico un' occasione eccezionale: Michael Cimino, uno dei più grandi registi americani viventi, ha montato in un film di un' ora le sue sequenze di ballo e canto preferite di famosissimi musical.

Cimino si è presentato al pubblico romano in maniera molto spontanea e vivace: per prima cosa ha chiesto chi del pubblico era presente all' incontro dell' anno scorso sempre all'Auditorium Parco della Musica (e in molti hanno alzato la mano) spiegando che: "L' anno scorso ho parlato per tre ore e ho perso la voce! Ho dovuto subire un' operazione alle corde vocali!", ma per sdrammatizzare ha raccontato che: "Venendo qui pioveva così tanto che mi sono sentito come Gene Kelly in Singin' In The Rain!".
Nonostante la poca autonomia nel parlare, Cimino ha chiesto espressamente al pubblico di fare delle domande e non ha voluto sedersi per tutta la durata della conversazione, dicendo a Mario Sesti: "Sedetevi voi, io voglio stare in piedi!".
Il filmato montato dal regista comprende scene memorabili da capolavori come "Gigi", "Singin' In The Rain", "Cabaret", "Cappello a cilindro", "Il Gattopardo" e "La caduta degli dei" dell' amato Visconti, "Carmen" di Carlos Saura e naturalmente "Il Cacciatore" e "I cancelli del cielo" dello stesso regista.

Michael Cimino (foto di Valentina Ariete)


Cimino ha detto che questo incontro è nato come un puro intrattenimento senza speculazioni intellettuali: "Semplicemente vorrei che amaste queste scene come le amo io".
Il regista ha poi spiegato che se non avesse fatto questo mestiere avrebbe voluto essere un architetto o un coreografo perché: "Entrambi disegnano lo spazio e riprendere persone che ballano è la stessa cosa: è un' estasi, è come prendere parte a quella danza, nel mio cinema ho sempre cercato di costruire le scene come una coreografia ripresa da più punti di vista".
Il regista ha poi rivelato di avere una sceneggiatura pronta che spera di poter realizzare se le condizioni fisiche, e soprattutto i produttori, glielo permetteranno.
Gli applausi sono stati tanti e calorosi, segno della grande stima che gli appassionati hanno per questo artista complesso e fuori dagli schemi.

Il secondo grande evento della giornata è stato la presentazione di "Pride and Glory" con Edward Norton e Colin Farrell.
Proprio Colin Farrell è giunto a Roma per promuovere il film e molti fans hanno sfidato freddo e pioggia pur di vedere la passerella dell' attore irlandese.
Con un look selvaggio dai capelli lunghi Farrell ha entusiasmato soprattutto il pubblico femminile che ha letteralmente preso d' assalto il tappeto rosso.

Colin Farrell (foto di Valentina Ariete)


Presentati anche due film stranieri in concorso: "El Artista" di Mariano Cohn e Alberto Laiseca e "Iri" di Zhang Lu criptico e angosciante racconto di una ragazza della Corea del Sud con problemi mentali.

Infine è stato proiettato per la sezione L' Altro Cinema/Extra l'horror "Martyrs" di Pascal Laugier già definito come l' horror più sanguinolento degli ultimi dieci anni e pronto a diventare pellicola di culto.

Una giornata veramente per tutti i gusti quindi, che ha impreziosito ancora di più la vasta offerta di questa terza edizione del Festival di Roma.


Pubblicato su Meltin' Pot.
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