sabato 25 febbraio 2012

War Horse


Steven Spielberg è tornato.
Già con Tin Tin si era capito che dopo anni di film leggermente sottotono, lo spirito del fabbricante di sogni per eccellenza era tornato quello degli anni d'oro.
In War Horse, film in cui un ragazzo irlandese alleva, doma e ama profondamente il suo cavallo Joey, da cui è costretto a separarsi a causa dell'incombere della Grande Guerra, sembra di essere tornati allo spirito di capolavori come E.T. ed Hook, in cui il sogno e i sentimenti puri sono ciò che contano davvero e credere nella bellezza non è una manifestazione di ingenuità ma una condizione necessaria.

Il cavallo Joey, che in un lungo arco di tempo vede luoghi diversi ed incontra persone di ogni tipo, diventa nel film di Spielberg il simbolo della bellezza e della libertà, la manifestazione di sentimenti che ci rendono umani e vivi, di quel candore e purezza di sentimenti che non andrebbero mai dimenticati. La figura elegante e forte dell'animale si distingue ovunque vada ed è un polo attrattivo irresistibile per tutti i personaggi che vediamo: nonostante la guerra, la morte, la miseria e la malattia siano presenti in tutto il film, la bellezza del cavallo riesce a contrastarle, tanto da spingerci ad immedesimarci totalmente e ad amare questo animale che nelle mani sapienti di Spielberg diventa un attore da premio Oscar.

Spielberg ha scelto una storia semplice, quasi una fiaba, cui ha dato il cuore del suo insopprimibile bambino interiore e la potenza del suo enorme talento di regista. Il risultato è un film potentissimo, emotivamente coinvolgente e curato ad ogni inquadratura: lo zio Steven è infatti in forma come non mai, offrendoci soluzioni di regia davvero impressionanti. Bellissima la scelta di non mostrare mai la morte nonostante sia affrontata una guerra cruenta, evitata con scelte registiche sempre più sorprendenti; strepitose anche le dissolvenze (che già in Tin Tin erano numerose) come il tessuto di lana che diventa un campo arato e l'introduzione del personaggio della bambina tramite il riflesso nell'occhio del cavallo. Commovente il finale che omaggia palesemente Via col vento e che conferma il fatto di trovarci di fronte ad uno dei film più personali del regista, che grazie al suo cavallo instancabile ci fa piangere come bambini.


Jeremy Irvine


La citazione: "Devi guardare avanti, o a casa non arriverai mai"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥♥

Titolo originale: War Horse
Regia: Steven Spielberg
Anno: 2011
Cast: Jeremy Irvine, Emily Watson, Peter Mullan, David Thewlis, Benedict Cumberbatch, Toby Kebbell, Tom Hiddleston, Niels Arestrup, Celine Buckens

6 commenti:

  1. ottima recensione!Sono felicissima che anche a te sia piaciuto tantissimo!Siamo in pochi ad averlo apprezzato ed è un peccato perché è davvero un grande film:)
    mia recensione qui:
    http://firstimpressions86.blogspot.com/2012/02/war-horse.html

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    1. Grandeeeeee!!!!!!
      Siamo Team War Horse!
      :)))

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  2. Quest'anno siamo davvero su punti di vista differenti.
    Tecnicamente strabiliante, l'ho trovato decisamente troppo, troppo retorico per quanto riguarda la parte emotiva.
    E se alcuni passaggi sono incisivi - la carica, i due soldati che liberano Joey -, altri sono da cestinare al volo - la parte del nonno con la bambina -.
    Che fai, vuoi prendere il posto del Cannibale come mia rivale!? ;)

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    1. Niente oh, proprio zero!
      Secondo me non è retorico per niente, Spilberg ci crede veramente, e per me è commovente. Il cavallo è il miglior attore dell'anno! :)

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  3. ho adorato e.t. e hook, ma ormai su spielberg c'ho messo una pietra sopra.
    non contento di aver prodotto alcune delle peggiori serie tv degli ultimi anni, con questo film ha messo insieme dalla prima all'ultima sequenza un insieme di melensaggine e buonismo per me e per il mio stomaco davvero eccessivi!
    io faccio parte del team "kill war horse" :)

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    1. Noooo!!! Tu quoque!
      E' che ormai siete troppo adulti: siete cresciuti e diventati avvocati come Peter Pan.
      Non vi commuovete più! :D

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