mercoledì 4 novembre 2009

Superga Cinema On Air - Nona Puntata 5/11/2009: Across The Universe


Colori al massimo, luci psichedeliche, trip onirici e la musica dei Beatles: ebbene sì, la nona puntata di Superga Cinema On Air sarà dedicata al magico film di Julie Taymor Across the Universe.

Uno dei più bei musical contemporanei, una storia d'amore, musica leggendaria: imperdibile!

Sempre il giovedì pomeriggio alle 17:30, sempre su www.radioimago.net!

NON MANCATE!!!

martedì 3 novembre 2009

Scarpe da Festival

E pure quest'anno, anche se con un pò di ritardo, ecco il mega-post album fotografico sulle scarpe che hanno solcato il red carpet alla quarta edizione del Festival del film di Roma. Un punto di vista particolare, terra terra, ma che comunque fa colore (soprattutto in alcuni casi!).
Perchè è inutile negarlo: dalle scarpe si capiscono molte cose!

Per esempio: guardate la foto dei fratelli Coen. Incredibile ma vero, sono coordinati pure nelle scarpe e persino nella posizione delle gambe! Segno di una sintonia tale che secondo me questi vanno pure al bagno insieme...

Oppure: ho scoperto con mia grande sorpresa che la divina Meryl è umana. L'unico difetto che le si può attribuire infatti è l'assenza totale di gusto nel vestire. Per non parlare delle scarpe!

O anche: che Gilliam sia un pazzo furioso, ammaliato dall'eccesso, dal colore e dal kitsch lo si può vedere non solo dai suoi film ma anche dalle scarpe. Anche se bastava guardare la camicia hawaiana con cui si è presentato...

E ancora: per gli inglesi lo stile è un concetto relativo. La rossa Lily - faccia d'alieno - Cole, modella da anni, con tutta quell'aria di glamour che ha respirato negli ambienti dell'alta moda avrebbe dovuto acquisire una certa eleganza e gusto nel vestire. Invece si è presentata con degli orrendi stivaletti con borchie e pelo... Decisamente bocciata!

Quando la scarpa ti tradisce: la super-snob radical-chic Valeria Bruni Tedeschi, da brava figlia dell'alta borghesia che però vuole fare l'artista, si è presentata come un clichè vivente. Capelli scompigliati e trucco acqua e sapone della serie: sono venuta così come sono scesa dal letto perchè io sono un'artista, maglioncino sgualcito e jeans strappati. E poi ai piedi delle super-scarpe da diva. Ma a chi la vuole dare a bere?!

E poi quelli che vogliono fare i ggggiòvani: Silvio Muccino in Converse nere "Perchè io sono Muccino quello ggggiòvane!". E quelli che se ne fregano della moda: Diritti, Reitman, Calopresti e Panatta.

Nel complesso quest'anno, incredibile ma vero, mi sono piaciute molto di più le scarpe degli uomini. Anche perchè alcune scarpe delle signore erano veramente oscene! Su tutte quelle di Paz Vega e quelle della Cole.

Ho adorato i mocassini con i gommini sulla suola di Ivory, le sneakers coloratissime e matte di Diuric e Gilliam e le scarpe da rapper-pappone di Bright (se pensate che ha solo 16 anni!).
Diciamo che queste avevano molta personalità, mentre le donne si sono affidate quasi tutte a scarpe esagerate ma non nel modo giusto. Troppe zeppe, troppe borchie, poco gusto.

Si dice che il diavolo sta nei dettagli, forse è vero, forse no, ma se anche il dottor House fa le diagnosi guardando le scarpe forse un fondo di verità c'è. E a giudicare da certe scarpe che si vedono in giro forse uno zampino demoniaco c'è davvero!


Danis Tanovic


Christopher Lee



Paz Vega



Branko Diuric



Maria Grazia Cucinotta



Valeria Solarino



Isabella Ragonese



Gianna Nannini



James Ivory



Alexandra Maria Lara



George Clooney e Jason Reitman



Silvio Muccino



Carolina Crescentini



Terry Gilliam



Lily Cole



Cedric Kahn



Valeria Bruni Tedeschi



Giorgio Diritti



Maya Sansa e Alba Rohrwacher



Meryl Streep



Joel e Ethan Coen



Michael Stuhlbarg



Mimmo Calopresti



Paolo Villaggio



Adriano Panatta



Charlie Bewley



Jamie Campbell Bower



Cameron Bright

domenica 1 novembre 2009

Vision



Margarethe Von Trotta è una combattente.

Una che affascinata dai film di Antonioni, Begman e Hitchcock negli anni '60 voleva fare la regista.
Ma visto che una regista donna allora - non che adesso le cose siano tanto migliorate - non era vista di buon occhio, pensa bene di entrare nel mondo del cinema come attrice. Diventata musa di registi del calibro di Fassbinder e Schlondorff fa il salto di qualità: quest'ultimo le permette di scrivere la sceneggiatura di tre suoi film (L'improvvisa ricchezza della povera gente di Kombach, La morale di Ruth Halbfass e Fuoco di paglia). E finalmente con Il caso di Katharina Blum approda alla regia sempre aiutando l'amico Schlondorf.

Da qui comincia la sua tanto sognata carriera di regista: Il secondo risveglio di Christa Klages, Sorelle o l'equilibrio della felicità, Lucida Follia, fino al capolavoro Anni di piombo che arriva a definire un intero periodo storico e vince il Leone d'oro a Venezia.
Regista simbolo del Nuovo Cinema Tedesco, attenta sia alla struttura che all'estetica del film, colta nei riferimenti, attenta agli attori, che sa dirigere con grande estro essendo stata essa stessa attrice, e autrice di un cinema d'autore allo stesso tempo attuale e di ispirazione letteraria la Von Trotta è una grande artista.

Barbara Sukowa


Il suo nuovo film Vision quindi doveva essere uno dei pezzi forti della quarta edizione del Festival del Film di Roma se non un vero e proprio evento.

Invece la pellicola è passata in sordina durante la manifestazione, ignorata e snobbata dai più che hanno preferito il glamour patinato del film di Clooney e simili.

Un vero peccato perchè Vision è una delle migliori pellicole viste al Festival, un interessante approfondimento di un tipo di religiosità spesso taciuto e soprattutto un ulteriore ed intelligente stratagemma per analizzare il ruolo della donna nella storia durante i secoli.

La Von Trotta, sempre attenta a storie di donne dalla vita difficile e sofferta, questa volta parla della storia di Hildegard von Bingen, suora che aveva delle visioni mistiche, che descrisse in diversi volumi. La preghiera, la rigidità della dottrina, l'ambiente austero del convento, le punizioni corporali, la passione per la medicina e le proprietà curative delle piante e delle pietre: la Von Trotta delinea a tutto tondo questa donna straordinaria che si fece strada, spesso con metodi ritenuti sconvenienti e sacrileghi perchè da donna per così dire "emancipata", e ottenne grande potere ed influenza in un ambiente se possibile ancora più maschilista del solito.

Barbara Sukowa


Regia solida e quasi invisibile, fotografia azzeccata, musica ridotta al minimo per ricreare l'assordante silenzio tipico dei monasteri e una splendida attrice come protagonista - Barbara Sukowa avrebbe meritato il premio di miglior attrice - rendono Vision una pellicolla affascinante e colta, forse difficile e non per tutti ma dallo straordianario impatto.

La vecchia leonessa è sempre in ottima forma.


La citazione: "Poter decidere del proprio destino è un diritto divino".

Voto: ♥♥♥♥

Bancs Publics


Piccola premessa: ho avuto la fortuna di assistere alla proiezione di questo film con il regista presente in sala. E vabbè direte voi. E sì dico io! Perchè Bruno Podalydès non solo ha scritto, diretto e interpretato questa brillante e divertentissima commedia, ma l'ha anche presentata in modo sorprendente al Festival del Cinema di Roma.

Aneddoti, battute, interazione con il pubblico: questo Bruno è davvero un grande!

Un grande perchè oltre a scrivere una sceneggiatura frizzante e ben calibrata, a dirigere in modo sobrio e garbato e a recitare in maniera perfettamente credibile e brillante è riuscito a mettere su un cast di ben 80 dei maggiori attori francesi!

Praticamente ha riunito tutto il cinema francese!
Vediamo così il mito vivente Catherine Deneuve assieme a Benoit Poelvoorde, Mathieu Amalric e Chiara Mastroianni e tanti altri ancora.

Florence Muller

Filo conduttore della storia è il personaggio di Lucie, segretaria che vede dalla finestra un misterioso striscione appeso al balcone del palazzo di fronte con la scritta "Uomo solo".
Tutti sono incuriositi da questo insolito evento e nella ricerca della verità si susseguono diversi episodi con personaggi strampalati e divertentissimi.

Le scene comiche, a metà tra il surreale e la realtà quotidiana, rivelano il grande talento dissacratore del regista, in grado di individuare i piccoli e grandi tic delle persone.

Divertente, intelligente, mai grottesco o volgare, il film è una vera chicca della comicità: assolutamente da non perdere!

Già epiche le scene del criceto e del pallone a elio nel negozio di articoli per la casa.

Denis Podalydès e Bruno Podalydès

E qui sorge spontanea la domanda: ma perchè anche noi - noi che abbiamo inventato la Commedia all'italiana! - non facciamo più film del genere?
Perchè i nostri film comici ad episodi sono così beceri, volgari, trucidi e spesso ridicoli?
Perchè non riusciamo a fare un film come questo dove non c'è bisogno di dialetti, di emissioni di gas e tette rifatte per far ridere?

Forse non voglio sapere la risposta.

Nella speranza che in Italia non venga deturpato con un doppiaggio dagli improbabili accenti, il film è una vera bomba. Consigliatissimo!

La citazione: "Quella non è una cialda da caffè!"

Voto: ♥♥♥

Liberi Nantes Football Club


Questo è un film che molto probabilmente non vedrete mai.
Ed è un vero peccato!

Presentato al Festival del Cinema di Roma nella sezione Extra, Liberi Nantes Football Club è la storia di un gruppo di persone corraggiose e ammirevoli.
Grazie al Centro Astalli, con l'aiuto della Fondazione Don Luigi Di Liegro e dell’UISP di Roma, è nata la Liberi Nantes A.S.D.: la prima squadra di calcio composta interamente da rifugiati politici. 25 atleti, tutti non professionisti, scappati dal loro paese d'origine: eritrei, afgani, nigeriani, iracheni tutti insieme nello stesso spogliatoio, sullo stesso campo da gioco.

Il documentario fa vedere la preparazione, l'allenamento, le partite della squadra e soprattutto la storia di questi uomini costretti a scappare dal paese natale per salvarsi la vita.

La magia dello sport e del gioco di squadra come mezzo e metafora di integrazione, grazie alla condivisione di una realtà quotidiana.
Le difficoltà della piccola squadra senza mezzi, senza scarpini, senza un preparatore atletico professionista fanno sorridere e allo stesso tempo danno forza all'impresa: nonostante le difficoltà lo sport è capace di unire le persone. Ed è questo il calcio vero, quello che ci piace: altro che campionati truccati dove atleti superpagati giocano per professione e non più per passione.

Cult la scena in cui l'allenatore-pasticcere spiega il 4-3-3 con le paste alla crema e cioccolato.

Un piccolo documentario divertente e importante, da vedere assolutamente se riuscite a recuperarlo.

La citazione: "Zeman aiutaci tu!"

Voto: ♥♥♥
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