lunedì 30 aprile 2012

Hunger Games


Ne abbiamo sentito parlare per mesi, lo abbiamo atteso per mesi: ora finalmente i giochi sono iniziati.
Tratto dalla trilogia di romanzi di Suzanne Collins, Hunger Games in America è il fenomeno cinematografico dell'anno, ha conquistato tutte le copertine delle più importanti riviste di spettacolo e ha sbancato i botteghini.


Ma c'è un ma.
Per mesi abbiamo anche sentito dire che Hunger Games altro non è che la copia americana di Battle Royale, fumetto giapponese, divenuto poi un film nel 2000, amatissimo da Tarantino
Ed è vero, l'idea di partenza è la stessa, non si può negare, lo sviluppo e gli intenti sono però assai differenti.


Partiamo con ordine: in un futuro non molto lontano l'America è diventata lo stato di Panem, suddiviso in 12 distretti con Capitol City come cuore economico e politico. 
A causa di una ribellione scoppiata 70 anni prima, ogni anno si celebrano gli Hunger Games, in cui da ogni distretto vengono estratti a sorte un ragazzo ed una ragazza di età compresa tra i 12 e i 18 anni da mandare a combattere all'ultimo sangue nell'arena.
L'unico vincitore otterrà fortuna e gloria nonché provviste per il suo distretto.
E fino a qui sembra proprio Battle Royale.


A fare la differenza però sono i personaggi e le ambientazioni: mentre nell'opera giapponese c'è sostanzialmente un gusto cieco e puramente ludico per la violenza, qui si cerca di creare una vera e propria distopia in stile 1984, con situazioni e personaggi che cercano di dire qualcosa parlando d'altro. La natura commerciale e ludica dei giochi rispecchia in parte gli spettacoli televisivi a cui siamo da tempo abituati, la sovraesposizione dei protagonisti ci ricorda i social network e l'estenuante ostentazione di costumi e sponsor cerca di far riflettere un pubblico giovanissimo ormai anestetizzato e abituato a storie patinate e conservatrici come Twilight.


In Hunger Games c'è un sottile spirito rivoluzionario: la protagonista Katniss - una perfetta Jennifer Lawrence, che con il suo fisico massiccio e forte ed il volto duro e dolce allo stesso tempo è una combattente nata -, che si sacrifica per la sorellina estratta a sorte, è una ragazza che prima pensa alla sua famiglia, poi cerca di sopravvivere ed infine si rende conto che la lotta vera è da fare contro il sistema stesso. Un discorso agli antipodi rispetto alla violenza come spettacolo di Battle Royale e ai vampiri bigotti di Twilight.
E' vero, poi c'è anche il triangolo amoroso, ma quale storia non ha bisogno di un po' di sentimento?


Detto questo, il film ha diversi difetti: la prima parte è quella che funziona di più, affascinante nella ricostruzione dei vari distretti, con colori ed abiti che rispecchiano lo stato sociale degli abitanti. Straordinari i costumi sgargianti e vistosi di Capital City, i trucchi e le pettinature; emozionante la parte della preparazione dei giochi, in cui spiccano Haymitch, l'ex vincitore dei giochi e maestro di Katniss interpretato da Woody Harrelson, lo stilista Cinna, con il volto, glitteratissimo, di Lenny Kravitz, ed il sempre eccelso Stanley Tucci nei panni del presentatore tv Caesar Flickerman.
Dove il film delude è proprio al momento dei giochi: la violenza è ridotta al minimo, e la scelta può essere condivisibile, ma l'azione è purtroppo gestita in maniera confusa. Le scene d'azione non convincono ed il finale è malamente sciupato, facendo terminare il film in fretta e furia nonostante le oltre due ore di durata in cui sarebbe stato possibile costruire una fine degna della prima parte.
Inoltre si intuisce che molti passaggi del libro sono stati sacrificati, che ci sono in gioco diversi sentimenti non detti e sottotrame non approfondite.


Nonostante i difetti, Hunger Games è una storia per ragazzi che ha cuore e che costruisce dei personaggi forti e convincenti: finalmente un'eroina tosta sul serio, sia mentalmente che fisicamente (grande Katniss, fai vedere che le ragazze non sono solo sospiri languidi e voglie represse!) ed una trama che cerca di dire di più della solita storia d'amore noiosa e banale. 


Stanley Tucci e Jennifer Lawrence


La citazione: "Anche se dovessi morire continuerò ad essere me stesso"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥

Uscita italiana: 1 maggio 2012

Titolo originale: The Hunger Games
Regia: Gary Ross
Anno: 2012
Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Stanley Tucci, Wes Bentley, Willow Shields, Liam Hemsworth, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Lenny Kravitz, Donald Sutherland

9 commenti:

  1. concordo quasi con tutto, soprattutto sul finale affrettato. però mi sembra che ross abbia fatto un buon lavoro. la prima parte tutta nervosa e cinepresa a mano mi ha entusiasmato, e anche il resto, seppur confuso come hai scritto, mi ha intrattenuto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Abbastanza sì.
      Giusto il finale veramente sprecato.

      Elimina
  2. Sarà strano ma mi viene voglia di rivedermi "L'Implacabile" con Schwarzy! :D

    RispondiElimina
  3. Lo amo, ormai sono una fan accanita, ma le scene di violenza non erano tanto esagerate neanche nel libro, è un film pensato per ragazzi e per adulti, dopo la saga "maledetta e inutile" di Twilight finalmente un film che fa riflettere su una società circondata da reality show stupidi e da come la TV possa arrivare fino agli estremi del degradante e poi finalmente una donna con le palle che "non ha paura".
    Assolutamente una saga formidabile, finalmente Hollywood comincia a svegliarsi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quindi dici che i libri meritano di essere recuperati?
      Potrei farci un pensierino.

      Elimina
  4. Anch'io concordo con la tua analisi, e lo trovo un discreto prodotto d'intrattenimento decisamente superiore alla media dei film del genere (Twilight in testa). Qui c'è una discreta analisi sociale, una certa caratterizzazione dei personaggi, e una critica certamente non velata all'invadenza del mezzo televisivo. Insomma, non è un film 'stupido': e per essere un prodotto hollywoodiano non è poco...

    Per il resto, non ho visto 'Battle Royale' e non posso fare paragoni, devo dire però che 'Hunger Games' ha un buon punto di forza nel suo cast: sono tutti attori 'veri' e ben assortiti, ottimi professionisti. Jennifer Lawrence è un attrice coi contro-fiocchi (l'avevamo già vista in 'The Burning Plain' e 'Un gelido inverno'), ma anche Woody Harrelson, Stanley Tucci, Lenny Kravitz e Wes Bentley sono 'comparse' di lusso. Insomma, un film che anche dal punto di vista attoriale è una spanna sopra i suoi 'simili'.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...