lunedì 5 maggio 2008

Cate Blanchett, la regina delle attrici

L’attrice australiana ha avuto quest’anno il suo momento d’oro e si conferma come una delle migliori interpreti a livello mondiale.




Regale.
Non ci sono altri aggettivi per descrivere Cate Blanchett: vista da vicino, all’ultima Festa del Cinema di Roma, sembra una creatura di un altro pianeta.
Diafana, luminosa, imponente, delicata e fiera allo stesso tempo.
Una grande presenza, anche quando deve solo presenziare ad una prima cinematografica.
Davanti alla telecamera poi dà il meglio di sé: interprete raffinata, intensa, capace di impersonare qualsiasi tipo di personaggio, perfino un uomo, come è successo in una delle sue ultime fatiche “Io non sono qui”, per cui ha ricevuto una nomination all’Oscar e vinto il Golden Globe.
Nata il 14 maggio del 1969 a Melbourne, in Australia, rimasta orfana del padre a soli dieci anni, la giovane Cate ha le idee chiare fin da subito e, giovanissima, dopo aver fatto la comparsa a diciotto anni in un film egiziano mentre era in vacanza al Cairo, si iscrive all’ Istituto Nazionale d’Arte Drammatica e si diploma nel 1992 a 23 anni.
L’attrice si unisce subito alla Sydney Theatre Company e nel 1993 vince il premio “Miglior Rivelazione” per la sua interpretazione in “Kafka’s dance”. Dopo aver vinto un secondo premio per un’altra interpretazione teatrale in “Oleanna” accanto a Geoffrey Rush, sempre con la Sydney Theatre Company, Cate prende parte a una mini-serie televisiva prodotta dalla ABC intitolata “Heartland”, riscuotendo anche qui un gran successo di critica.
Negli anni successivi continua ad alternare ruoli teatrali, soprattutto in opere di Shakespeare, a ruoli televisivi.
Il suo debutto nel mondo del cinema avviene nel 1997 con il film “Paradise Road”, in cui è al fianco di attrici del calibro di Glenn Close e Frances McDormand. Nello stesso anno interpreta Lucinda nel film “Oscar e Lucinda” accanto al grande attore inglese Ralph Fiennes.
Il vero successo e la fama internazionale arrivano l’anno dopo con il film “Elizabeth”, in cui Cate interpreta la più grande regina d’Inghilterra: il suo aspetto regale, la voce profonda e solenne, la maturità dello sguardo, portano ad un’interpretazione memorabile, premiata con numerosi riconoscimenti, tra cui il Golden Globe come Migliore Attrice Protagonista e la prima nomination all’Oscar (vinto quell’anno da Gwynet Paltrow).

Cate Blanchett alla Festa del Cinema di Roma 2007


Seguono un piccolo ruolo nel “Talento di Mr. Ripley” di Mingella e il ruolo da protagonista nel thriller-paranormale “The Gift”.
Dopo aver conquistato finalmente l’attenzione del grande pubblico, dal 2001 in poi la Blanchett non ha più avuto un attimo di tregua: solo nel 2001 ha interpretato la svampita Kate Wheeler in “Bandits” al fianco di Bruce Willis e Billy Bob Thornton, Charlot Gray nell’omonimo film di Gillian Armstrong e soprattutto la regina degli elfi Galadriel (ancora un ruolo da regina) nella saga “Il Signore degli Anelli”, ruolo che l’ha consacrata a star internazionale.
Negli anni seguenti, la Blanchett ha l’abilità e l’intelligenza di alternare ruoli in film ad alto budget, come “Veronica Guerin” diretto da Joel Schumacher e “The Missing” di Ron Howard, a partecipazioni in film indipendenti come “Coffee and Cigarettes” di Jim Jarmusch e “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” di Wes Anderson, sempre con grandi risultati interpretativi.
Nel 2004 è arrivato anche il premio Oscar: grazie alla sua interpretazione di Katharine Epburn in “The Aviator” di Martin Scorsese, la Blanchett ha vinto la statuetta per la Migliore Attrice Non Protagonista ed è entrata a pieno diritto nell’Olimpo dei grandi di Hollywood.


Cate Blanchett riceve il premio Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista nel 2004


Dopo l’Oscar l’attrice non si è montata la testa e ha continuato a lavorare come e più di prima: in questi ultimi anni è stata la sfortunata Susan di “Babel” accanto a Brad Pitt, ha preso, purtroppo, parte al pessimo “Intrigo a Berlino” di Soderbergh accanto a Gorge Clooney e Tobey Maguire, e ha saputo tener testa a Judy Dench nell’intenso “Diario di uno scandalo”.
Quest’anno è stato l’anno della consacrazione definitiva: ha recuperato il ruolo di Elisabetta I nel film “Elizabeth The Golden Age” e ha interpretato Bob Dylan in “Io non sono qui”, per entrambi ha avuto una nomination all’Oscar e ha vinto il Golden Globe per il film di Todd Haynes.
In tutti questi anni di frenetica attività lavorativa, la poliedrica Cate ha anche trovato il tempo per sposarsi: il fortunato è Andrew Upton, anche lui nel mondo del cinema, da cui ha avuto due figli ed è in attesa del terzo.
Presentatasi alla cerimonia dell’Oscar incinta di sette mesi, la Blanchett è apparsa serena, raggiante e bellissima come sempre.
Tra i suoi prossimi progetti ci sono l’attesissimo quarto capitolo della saga di “Indiana Jones”, accanto al sempreverde Harrison Ford, il nuovo film di David FincherThe curious case of Benjamin Button” e il film d’animazione di Wes Anderson “The Fantastic Mr. Fox”.
Con questa straordinaria capacità di calarsi con disinvoltura in ogni personaggio, in ogni situazione e di rappresentare ogni sfumatura delle emozioni umane, la Blanchett è una delle migliori attrici di questi anni se non addirittura la migliore: solo giganti come la Streep e la Kidman possono competere con la regale Cate.

Pubblicato su Meltin' Pot.


Cate Blanchett in "Elizabeth The Golden Age"

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