venerdì 3 dicembre 2010

Citazione cinematografica n. 140

"E così... tu ovviamente sei il grande cazzone, e loro due ai tuoi fianchi sono le tue palle. Ci sono due tipi di palle: palle quadrate e toste... e poi le palline mosce da finocchio. Vedi, i cazzoni vanno dritti e ci vedono chiaro, ma non sono intelligenti. Sentono odore di passera e vogliono mettersi a giocare. E tu credevi di aver fiutato una bella passera, e ti sei tirato dietro anche quelle due palline mosce da finocchio per divertimento. Però hai fregato in pieno i tuoi compagni: non c'è passera qui, solo sifilide. Rimpiangerete di non essere nati donne. Da bravo cazzone se ci pensi ti ammosci, cominci a rattrappirti e le tue palline si rattrappiscono assieme a te. Il fatto che ci sia replica sul fianco delle vostre pistole... e che invece ci sia Desert Eagle, punto cinque zero, sul fianco della mia, dovrebbe precipitare, di colpo, te e le tue palle, nel tuo buco nero. Andate a farvi fottere!"

da: Snatch - Lo strappo

Vinnie Jones, Dennis Farina e Lennie James

Titolo originale: The Snatch
Regia: Guy Ritchie
Anno: 2000
Cast: Benicio Del Toro, Dennis Farina, Vinnie Jones, Brad Pitt, Rade Serbedzija, Jason Statham, Stephen Graham, Alan Ford, Mike Reid, Robbie Gee, Lennie James, Ewen Bremmer

mercoledì 1 dicembre 2010

BAZINGA! n.3 settimana 22-28/11/2010

Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni



Woody, oh Woody, perché sei tu Woody?
Il longevo e prolificissimo regista di New York l'ha fatto di nuovo: ha sfornato un altro film.
Allen ormai, si sa, è diventato lo stilista del cinema: fa un film ad ogni cambio di stagione.
E se da una parte questo non può che farci piacere, dall'altra ci lascia un po' perplessi: il ritmo di un film all'anno non è forse troppo? Non c'è il rischio che la pellicola successiva sia sempre meno curata della precedente?
Questo varrebbe per qualsiasi altro comune mortale.
Per Allen invece il tempo è relativo.

Conclusa la stupenda, matura e inconsuetamente triste trilogia londinese, archiviata in fretta la parentesi spagnola e ritornato grandissimo con l'espolosivo Basta che funzioni, Allen è tornato nella brumosa Londra, con una storia fatta di tante storie, di intrecci che si mescolano sempre più ad ogni battuta. Troviamo così l'anziana coppia Helena-Alfie (una fantastica Gemma Jones e Anthony Hopkins): lui vuole risentirsi giovane come un tempo e si risposa con una procace prostituta, lei trova conforto nelle rassicurante profezie di una chiromante. La loro figlia, Sally (Naomi Watts), è sposata con un medico che vuole fare lo scrittore, Roy (Josh Brolin), che però sogna la bella vicina di casa Dia (Freida Pinto). Sully ha inoltre una cotta per il suo capo, Greg (Antonio Banderas).
Ognuno di loro ha un ruolo nella tragicomica danza delle illusioni quotidiane, dove un piccolo gesto, una frase o un invito vengono scambiati spesso per qualcos'altro e intrisi di false e auto-consolatorie speranze.

Nel film precedente il lucido e sarcastico Woody ci aveva detto che la chiave per la felicità era trovare qualsiasi cosa “basta che funzioni”, qui ci dice che per essere felici bisogna illudersi. Ma non illudersi nel senso romantico del termine: bisogna estraniarsi dalla realtà, non rendersi conto di quello che realmente accade...insomma beati gli ingenui!
Non è un caso infatti che alla fine l'unico personaggio che si conquista un pezzetto di felicità è proprio quello totalmente al di fuori della realtà.

E' vero: la storia è vista e rivista, ci sono temi ormai stra-abusati dal regista (le relazioni, la figura dell'artista, la pittura, l'opera, il rapporto con la morte), in certi momenti il film ha un'aria un po' troppo snob e alla fine sembra incompiuto, come se il regista avesse delineato la storia sul campo, momento per momento, ma come si fa a non farsi conquistare sempre e comunque da Woody? Allen è uno di quei pochi registi che, nel bene o nel male, fa film che comunque vale la pena di vedere. Quindi, anche se magari quest'ultimo lavoro non è tra le sue perle più splendenti e la locandina alla Mad Man ci aveva fatto sognare una pellicola ben più sofisticata ed intensa, la sua inconfondibile ironia e l'ottimo cast valgono comunque la visita. Tanto siamo già pronti a rifare le valige e a seguirlo a Parigi dove, da stacanovista qual è, sta già preparando il suo prossimo film.

Naomi Watts, Roger Ashton-Griffiths e Gemma Jones


La citazione: "Mi ha lasciato per un'altra donna: una donna defunta. Spesso sono le più difficili da eliminare!"

Hearting/Cuorometro: ♥♥1/2

Uscita italiana: 3 dicembre 2010

Pubblicato su Cinema4stelle.it

Titolo originale: You will meet a tall dark stranger
Regia: Woody Allen
Anno: 2010
Cast: Gemma Jones, Anthony Hopkins, Naomi Watts, Josh Brolin, Freida Pinto, Antonio Banderas, Lucy Punch, Rogers Ashton-Griffiths, Pauline Collins


Tre all'improvviso



C'è una terribile infezione che aleggia per Hollywood.
Un virus letale, una febbre logorante, una malattia che quando ti colpisce non ne esci più.
E' il germe della “protagonista della commedia romantica”: spesso viene dalle serie tv, tanto pimpante, tanto brillante, prima diventa la fidanzatina d'America e poi compare in tutte le pellicole dette commedie romantiche. A quel punto il suo destino è segnato: ha davvero rotto i “cosiddetti”.
La regina del genere è stata per anni Julia Roberts, poi anche Meg Ryan, Cameron Diaz, fino all'ormai insopportabile Jennifer Aniston.
A raccogliere lo scettro di rompi-maroni della commedia americana giunge, da un paio d'anni a questa parte, Katherine Heigl.

Tanto caruccia in Roswell, esplosa in Grey's Anatomy, dove ha offuscato la protagonista, e passata con successo alle commedie romantiche, la giunonica Katherine ci ha convinto in Molto incinta, un po' meno in 27 volte in bianco (ma non per colpa sua), ha pomiciato con Gerard Butler in La dura verità (maledetta!) e adesso si spupazza Josh Duhamel in questo Tre all'improvviso (sempre più maledetta!). Stanno inoltre per arrivare Killers con Ashton Kutcher (oh, la Heigel si sceglie ormai solo i copioni con i più fighi di Hollywood) e One for the money: tutte commedie romantiche.

La cosa sconcertante di questi prodotti è che il personaggio femminile protagonista è sempre lo stesso, SEMPRE: donna dinamica ed iperattiva, un po' nevrotica, di bell'aspetto, intelligente ma anche romantica e perennemente in cerca dell'amore vero che puntualmente o non se la fila o le preferisce schiere di “donne di pubblico dominio”.
Commedie fatte con lo stampino, preconfezionate e riscaldate al momento, tutte confondibili, tutte scialbette, tutte sopra le righe ma non troppo, tutte insopportabili.

Qui cambia leggermente il tema: in mezzo ai due protagonisti che prima si odiano e poi si amano c'è una bambina rimasta orfana, ma il risultato non cambia.
Qualsiasi attrice venga risucchiata da questo vortice malvagio pieno di zucchero e fiocchetti non ha scampo: dopo un paio di pellicole in fila di questo tipo è segnata per sempre.
Anche la Heigl non fa eccezione: ha già rotto.
E paradossalmente questi personaggi femminili che vorrebbero essere moderni e freschi, sfaccettati e originali non fanno che creare un nuovo insopportabile stereotipo di donna che sinceramente è più sconcertante del solito “santa o puttana”. Alla fine, anche se stereotipati pure loro, sono molto più simpatici i personaggi maschili menefreghisti e un po' selvaggi come quello di Josh Duhamel in questa pellicola.
Possibile che il giusto mezzo tra la santa e la puttana sia la rompiballe?

Josh Duhamel e Katherine Heigl


La citazione: "Ahw...neanche in The Millionare ce n'era tanta!"

Hearting/Cuorometro: ♥1/2

Uscita italiana: 3 dicembre 2010

Titolo originale: Life as we know it
Regia: Greg Berlanti
Anno: 2010
Cast: Katherine Heigl, Josh Duhamel, Josh Lucas, Christina Hendricks, Hayes McArthur

Auguri Woody e Bette!

Woody Allen

Bette Midler
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