martedì 14 agosto 2012

‘The Closer’: torna la sexy detective

La serie poliziesca con protagonista Kyra Sedgwick è tornata in onda dalla prima stagione su Rete4 


Viso dolce, vestiti impeccabili, tacchi vertiginosi e una voluminosa chioma bionda: non fatevi ingannare, dietro quell’aspetto innocente si nasconde l’irreprensibile capo della squadra omicidi di Los Angeles. Brenda Leigh Jonson, interpretata da Kyra Sedgwick, è infatti uno dei poliziotti più determinati e tenaci visti sul piccolo schermo, divenuta famosa per la sua incredibile capacità non solo di risolvere i casi, ma soprattutto per far puntualmente confessare i colpevoli, spesso con metodi non ortodossi. 

Protagonista della serie “The Closer”, creata da James Duff, la detective Brenda ha appassionato per ben sette stagioni milioni di telespettatori americani, facendo del suo show targato TNT il più seguito del canale e uno dei più visti nell’ambito delle reti via cavo. Il successo di “The Closer” si deve quasi interamente alla sua protagonista che per questo ruolo è stata premiata con un Golden Globe (2007), un Emmy (2010) e un People Choice’s Award (2009). 

L’interpretazione sentita della Sedgwick ha infatti permesso la popolarità di un personaggio che ha portato una ventata di aria fresca alla concezione comune della figura femminile in ruoli di comando: prima della detective Brenda infatti quasi tutte le donne detective, o comunque donne con un ruolo di potere importante, erano state rappresentate come maschiacci in costante lotta con un mondo prettamente maschile cui si assimilavano per poter sopravvivere. Brenda invece, con i suoi capelli boccolosi e i tailleurs femminili, ha fatto capire che non c’è bisogno di scimmiottare gli uomini per essere autorevoli, si può benissimo essere dei detective eccellenti anche in gonna e tacchi. 

L’amore incondizionato dei fan per Brenda non ha però impedito a Kyra Sedgwick di lasciare la serie allo scadere del suo contratto: l’attrice ha infatti deciso di non rinnovarlo per potersi dedicare ad altro. Questo ha costretto la rete a stoppare una serie di successo alla fine della settima stagione (appena conclusa negli States). Ma per non buttare tutto il lavoro fatto e il successo ottenuto la TNT ha deciso di prolungare di sei episodi l’ultima stagione in modo da introdurre un nuovo personaggio che diventerà protagonista dello spin-off della serie. Il personaggio in questione è il capitano Sharon Raydor, interpretata da Mary McDonnell, l’indimenticabile Alzata con pugno del film “Balla coi lupi”, che seguirà le orme di Brenda nel nuovo show “Major Crimes”. 

Mentre in America si sta per assistere al passaggio di testimone tra le due detective, “The Closer” è terminato il 9 agosto e “Major Crimes” partirà il 13, in Italia Rete 4 ha ricominciato a trasmettere la prima stagione di “The Closer” in seconda serata.


Pubblicato su TvZap.

domenica 12 agosto 2012

Ribelle - The Brave


La Pixar ha un grosso problema: il pubblico da lei ormai si aspetta davvero troppo.
Chi ama l'animazione - e anche chi non l'amava ed ha però capito che ormai non si può bollare questi film come "semplici cartoni" - ha imparato ad aspettarsi come minimo un capolavoro ad ogni film prodotto da casa Pixar: un po' come quei genitori che hanno un figlio prodigio che porta a casa tutti 10. Se quel figlio un giorno se ne esce con un 8 sembra una tragedia. 
Certo che se uno realizza tutti in fila film come Toy Story, Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo, Gli Incredibili, Ratatouille, Wall-e, Up e Toy Story 3 è normale che le aspettative siano esagerate.
Ecco quindi che con il deludente Cars 2, il più fiacco film realizzato dagli studios fino ad oggi, i fans hanno subito cominciato a preoccuparsi, caricando di ansia l'uscita di Ribelle - The Brave. 

Purtroppo il fisiologico calo c'è stato e Ribelle - The Brave, pur essendo un ottimo film, e superiore di almeno 10 spanne a Cars 2, non è all'altezza dei suoi predecessori.
Calmi, calmi: allora, l'animazione è splendida, forse la migliore vista fino ad oggi. L'uso dei colori, i colori della Scozia, verde e blu, infiammati dal rosso fuoco dei capelli della protagonista, realistici e meravigliosi, la resa dell'acqua e dell'erba spostata dal vento, la fluidità dei movimenti dei personaggi sono perfetti. Ad essere sottotono sono la sceneggiatura e la caratterizzazione dei personaggi, pilastri fondamentali su cui quasi tutti i film precedenti erano basati.

La storia della principessa Merida (Kelly MacDonald), adolescente amante di attività considerate maschili come il tiro con l'arco, le corse a cavallo e il vagabondare per i boschi, e poco incline ai modi di corte, non vola alto come ci si potrebbe aspettare, limitandosi ad offrire un conflitto genitori/figli collaudato e poco innovativo. Merida vuole la sua libertà, la madre Elinor (Emma Thompson) vuole invece che si sposi e diventi una magnifica regina. Per far cambiare idea alla madre Merida fa un patto con un strega che però complica ancora di più le cose. In mezzo ci sono un antagonista con zero spessore e un po' stiracchiato e vari siparietti comici - i pretendenti al trono, la strega svampita, i fratellini della protagonista - che divertono ma ai fini della storia non aggiungono nulla, un po' come se il film fosse formato da scenette separate che alla fine convergono in una narrazione unica. 

Ribelle - The Brave è insomma una favola semplice semplice, classica, e in questo non c'è niente di male, solo che, appunto, dalla Pixar ormai ci aspettiamo storie più mature, che facciano riflettere,  e che quando vogliono usare elementi comici li usino con cognizione di causa, non come un semplice intermezzo comico. A testimoniare il calo di idee c'è inoltre il palese riferimento (omaggio?) a Miyazaki e al suo Studio Ghibli nel personaggio della vecchia strega: identica nelle fattezze alla maga Yubaba di La città incantata.

Una cosa nuova però c'é: per la prima volta in assoluto una principessa conquista il suo posto nel mondo grazie alle sue sole forze e senza avere come obbiettivo finale il matrimonio o la conquista dell'amore. Finalmente una ragazza indipendente che compie le sue scelte per conto suo, che sa quello che vuole, che ha la possibilità di costruirsi il futuro che desidera. In questo Ribelle - The Brave è davvero coraggioso.



La citazione: "Voglio la mia libertà!"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥1/2

Uscita italiana: 5 settembre 2012

Titolo originale: Brave
Regia: Mark Andrews
Anno: 2012
Cast: (voci originali) Kelly Macdonald, Emma Thompson, Billy Connolly, Julie Walters, Kevin McKidd, Robbie Coltrane, Craig Ferguson

Hunger


Italians do it later.
Con appena quattro anni di ritardo, il film d'esordio di Steve McQueen è uscito anche nella penisola italica. Meglio tardi che mai.
Fatta questa per nulla polemica premessa, ma per nulla eh, parliamo dell'oggetto in questione: siamo in Irlanda, a cavallo tra gli anni '70 e gli '80, nel carcere di Maze.
Qui i detenuti dell'IRA per vedersi riconosciuto lo status di prigionieri politici da parte del governo inglese mettono in atto uno sciopero dell'igiene prima e uno sciopero della fame poi, suggerito e portato avanti in prima persona da Bobby Sands (Michael Fassbender).

Mi immagino la diffidenza di chi ha visto il film di McQueen conoscendo solo il suo lavoro da video-artista: il solito artistoide fighetto che vuole darsi un tono al cinema inscenando un episodio politico che ha fatto scalpore, avranno pensato.
Ah che brutta cosa i pregiudizi.
Certo, noi abbiamo visto prima Shame e quindi già sapevamo del grande talento del regista inglese, però effettivamente l'opera prima di McQueen è sorprendente e sconvolgente: con una scelta stilistica davvero perfetta ed originale, il buon Steve introduce il suo protagonista solo a film ampiamente inoltrato, mostrandocelo come uno dei tanti prigionieri che ha deciso di dedicare la sua vita e ogni fibra del suo corpo alla causa in cui crede.

La violenza, il dolore, la sporcizia, la disperazione, tutto è mostrato senza censure ma mai in maniera gratuita. Attraverso la sofferenza della carne, McQueen trascende la corporeità per fare un discorso più ampio e quasi astratto. Non si parla di politica in senso stretto, l'episodio infatti è solo un pretesto per mettere in scena un viaggio fisico e soprattutto spirituale di un uomo che dentro di sé ha immensi pensieri ed ideali ma che è fisicamente costretto in una cella minuscola.

Tutto il contrario del protagonista di Shame, che invece è ritratto in una città enorme come New York, ha infinite possibilità, ma che invece è prigioniero del suo corpo, che usa per non pensare all'enorme vuoto che lo divora da dentro.
Due facce opposte della stessa medaglia, che non a caso hanno entrambe il volto di Michael Fassbender.

Un Fassbender dalla bravura quasi esagerata, che recita con ogni centimetro del suo corpo, che si dona generosamente e senza vergogna all'occhio di un regista che fa del suo corpo arte e narrazione.

McQueen conferma il suo grande talento visivo, giocando con i chiaro-scuri, aiutato anche da una fotografia splendida, con le soluzioni narrative e regalandoci un piano-sequenza di venti minuti che è già storia. Il lungo dialogo tra Bobby Sands e il prete, interpretato dal caratterista irlandese Liam Cunningham, è infatti il cuore del film, in cui la fisicità lascia spazio alla parola. Parola che a sua volta prepara ad uno dei finali più belli ed emozionanti visti negli ultimi anni: consumato dal digiuno e dalla sua stessa determinazione, Bobby Sands si lascia morire, ed insieme al decadimento del corpo assistiamo alla dipartita del suo spirito, simboleggiata da ricordi del protagonista, frammenti di immagini che creano una sequenza metafisica e quasi astratta, emozionando senza un briciolo di retorica.

Una vera perla da recuperare assolutamente e che ha rivelato il talento di un regista che entra di diritto nella ristretta rosa dei grandi autori contemporanei.

Michael Fassbender e Liam Cunningham


La citazione: "Mettere in gioco la mia vita non è solo l'unica cosa che posso fare: è la cosa giusta".

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥♥

Titolo originale: Hunger
Regia: Steve McQueen
Anno: 2008
Cast: Michael Fassbender, Stuart Graham, Brian Milligan, Liam McMahon, Karen Hassan

sabato 11 agosto 2012

Ciao Carlo!

Carlo Rambaldi
Vigarano Mainarda, 15 settembre 1925  - Lamezia Terme, 10 agosto 2012 


venerdì 10 agosto 2012

RadioVisioni su Radiorizzonti: le uscite del 10/08/2012


Paul Rudd e Jennifer Aniston in Nudi e felici

Anche oggi nella rubrica Radio Visioni su Radio Orizzonti parlerò delle uscite della settimana: Nudi e felici, Lo spaventapassere. 

E come sempre la citazione cinematografica della settimana.

Per ascoltarmi collegatevi sul sito internet di Radio Orizzonti (http://www.radiorizzonti.net/) oppure, se vivete o vi trovate in Puglia in FM alle frequenze 102.8 o 103.4, verso le ore 19.30 -19:40.
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