giovedì 19 luglio 2012

I Cinepatici - Dark Shadows



E' finalmente on-line la puntata di I Cinepatici dedicata a Dark Shadows, ultimo film di Tim Burton con protagonista Johnny Depp, di cui sono stata ospite insieme a Mauro Donzelli, Federica Aliano, Federico Pedroni e Federico Bernocchi.


Per vedere la puntata andate a QUESTO LINK.

Young Adult


Diciamo la verità: Jason Reitman è un ruffiano.
Tutti i suoi film in ogni inquadratura, in ogni personaggio, gridano: guardatemi, sono intelligente, sono figo, faccio film non commerciali ma anche sì, parlo di storie insolite ma poi scado nei più comuni cliché, faccio l'indipendente ma sono anche mainstream.
Ciò non toglie che, nonostante gli evidenti difetti, i film di Reitman abbiano sempre un qualcosa che li rende interessanti: le sceneggiature e gli attori scelti su tutti.

Anche Young Adult non fa eccezione e rientra nello stile, ormai distintivo, del regista: di nuovo in coppia con Diablo Cody - che ha vinto l'Oscar proprio per la sceneggiatura di Juno, opera seconda del buon Jason -, Reitman racconta la storia politicamente scorretta, ma neanche troppo, di Mavis (Charlize Theron), donna che, alla soglia dei quaranta anni, scopre che il suo fidanzato del liceo, Buddy (Patrick Wilson), si è sposato ed ha appena avuto una bambina. Questo fatto la sconvolge e, nella sua mente alterata da notti insonni, vita sregolata e vizi, l'invito al battesimo della piccola da parte dell'ex diventa in realtà una disperata richiesta d'aiuto in codice.
Mavis si mette così in viaggio per raggiungere la piccola cittadina di provincia del Minnesota da cui è scappata per cercare fortuna e gloria con lo scopo di riconquistare, con ogni mezzo, Buddy.

La storia dell'adulta rimasta attaccata al periodo del liceo ed incapace di maturare non è nuova, anzi, qui in Italia ci sono intere schiere di Gabriele Muccino che hanno ampiamente sdoganato l'argomento, ad essere innovativa in questa nuova opera del duo Cody-Reitman è invece l'approccio della protagonista: meschina, spietata, egoista, totalmente folle, presuntuosa e pericolosa.

Mavis fa di tutto pur di riconquistare Buddy, ma la realtà è un'altra: la realtà è che lei si è sempre sentita superiore a tutti i suoi concittadini perché è bella, ma, fuori dal suo borgo natio, non ha trovato il successo che sperava nella grande città.
D'altra parte non si può biasimarla: i suoi concittadini sono meschini esattamente come lei, ma, siccome meno belli e brillanti, si limitano ad essere formalmente impeccabili e per questo ancora più inquietanti e falsi.

A rendere davvero interessante la pellicola è la straordinaria interpretazione di Charlize Theron, forse alla migliore prova della sua carriera: la sua Mavis, nonostante sia un personaggio odioso, diventa immediatamente il centro magnetico dell'attenzione, nel bene e nel male. L'attrice sudafricana riesce a donare un'interpretazione viscerale e controllata allo stesso tempo, riuscendo a non andare mai sopra le righe, trappola che era dietro l'angolo. Bellissima e inquietante, Charlize Theron è forse un caso più unico che raro, attrice che accompagna la sua bellezza sovrumana ad un talento e un'intelligenza interpretativa notevole.
Ad aiutare la protagonista, nel ruolo di Matt, ex compagno di liceo rimasto invalido a causa di un'aggressione, c'è l'ottimo e mai abbastanza valorizzato Patton Oswald, attore in grado di padroneggiare sia i toni della commedia che quelli più drammatici.

La coppia di personaggi simboleggia i due estremi della società, il brutto e la bella, l'emarginato e la donna di successo, entrambi fuori dal comune e per questo rifiutati e mal visti dal resto delle persone, così conformiste e banali.
La performance dei due attori, alcuni dialoghi e qualche trovata interessante, come il tuffo nel passato grazie ad una vecchia cassetta, rendono più appetibile un film che altrimenti avrebbe avuto non così tanto da dire.

Charlize Theron


La citazione: "Per me è davvero difficile trovare la felicità"


Hearting/Cuorometro: ♥♥♥


Titolo originale: Young Adult
Regia: Jason Reitman
Anno: 2011
Cast: Charlize Theron, Patton Oswalt, Patrick Wilson, Elizabeth Reaser


mercoledì 18 luglio 2012

La leggenda del cacciatore di vampiri



La distribuzione italiana ce la sta mettendo tutta per fuorviare il pubblico e fargli credere che no, questo non è un film in cui il più famoso dei presidenti degli Stati Uniti ammazza a colpi di accetta i vampiri, ma la realtà è questa: sì, è proprio il film in cui Abrahm Lincoln ammazza ad accettate i vampiri.

Ribattezzato La leggenda del cacciatore di vampiri, Abrahm Lincoln: Vampire Hunter arriva in Italia con la sua storia talmente assurda da sembrare in un primo momento quasi geniale ma che poi, pensandoci bene, non lo è.
La storia è quella del titolo: Abrahm Lincoln, oltre ad aver fatto il falegname, il commesso, l'avvocato ed infine il presidente degli Stati Uniti, di notte, ad insaputa perfino della sua amata Mary Todd (Mary Elizabeth Winstead), andava in giro con un'accetta d'argento a decapitare vampiri.

Un'idea di Seth Grahme-Smith, autore a metà tra il comico e la demenza totale, che si è già macchiato delle sceneggiature di Orgoglio Pregiudizio e Zombi e dell'ultimo film di Tim Burton, Dark Shadows. Il sodalizio con Burton dev'essere stato così positivo - per i due, che solo Dio sa che cosa si sono fumati sul set, non per la riuscita dell'ultimo film del regista di Burbank, che con un'altra sceneggiatura sarebbe stato ottimo - da indurre il regista a produrre questo fanta-storico-horror. Peccato che le sceneggiature di Grahme-Smith, oltre a partire da spunti che sembrano quelli di quando si giocava da bambini, cosa che poi non sarebbe nemmeno negativa, presentino dei buchi impressionanti: come anche in Dark Shadows, più che a un racconto ben scritto si assiste ad una serie di scene incollate grossolanamente l'una all'altra, in cui soluzioni e passaggi sono spesso affrettati e confusi.

La regia iper-steroidea di Timur Bekmambetov, giù autore di Wanted, contribuisce a non aiutare il film: l'uso continuo di rallenty, la saturazione ostentata dei colori, le scene madri che vorrebbero spingere al massimo sul pedale dell'epica ma che creano un effetto comico involontario, rendono il film un giocattolone spinto a velocità massima su una pista che non è in grado di affrontare, facendolo deragliare inevitabilmente.
Ormai è evidente: Bekmambetov è la risposta europea a Michael Bay, con tutti i pro e i contro del caso.

Detto ciò, il film si rivela un tale concentrato di effetti speciali gratuiti, trovate esagerate, dialoghi assurdi e scene improbabili che diventa un prodotto trash godibilissimo e divertente, tanto da strappare in più occasioni sincere risate.
Forse non era nelle intenzioni degli autori, ma come prodotto comico è perfetto.

A questo punto però sarebbe interessante realizzare una risposta italiana a Grahme-Smith, realizzando pellicole del tipo: "Garibaldi Werewolf Hunter" o "Giuseppe Mazzini contro il mostro della laguna veneta".


Benjamin Walker


La citazione: "La storia predilige le leggende agli uomini"

Hearting/Cuorometro: ♥♥

Uscita italiana: 20 luglio 2012

Titolo originale: Abraham Lincoln: Vampire Hunter
Regia: Timur Bekmambetov
Anno: 2012
Cast: Benjamin Walker, Dominic Cooper, Anthony Mackie, Mary Elizabeth Winstead, Jimmi Simpson, Rufus Sewell, Marton Csokas, Erin Wasson

Videodrome n. 41

Jason Segel e Amy Adams


Titolo italiano: I Muppet
Titolo originale: The Muppets
Regia: James Bobin
Anno: 2011
Cast: Jason Segel, Amy Adams, Chris Cooper, Rashida Jones

venerdì 13 luglio 2012

Quelli per cui è sempre venerdì 13

In tutte le storie ci sono sempre i protagonisti belli, forti, amati, simpatici. Poi ci sono loro: quelli più sfortunati, magari non meno affascinanti ma sempre pieni di dubbi e dal passato difficile. Una cosa li contraddistingue: il fato avverso. Spesso vittime del destino che si diverte a farli soffrire, sono i personaggi che nel corso delle stagioni accumulano una serie incredibile di sfortune. Rendiamo loro giustizia in una classifica in cui arrivare in cima non è per nulla piacevole. 

10 JESSE PINKMAN – BREAKING BAD (2008 – in corso) 
In parte se l'è cercata con il suo comportamento irresponsabile e l'uso di droghe, ma il destino lo ha severamente punito: Jesse Pinkman (Aaron Paul) da piccolo spacciatore di quartiere si è ritrovato diseredato dai suoi genitori, ricattato dal suo insegnante di chimica per entrare nel commercio di droga, rapito e quasi ucciso da un narcotrafficante messicano, derubato, ha visto morire la sua fidanzata, si è ridotto a vivere in un rifugio per tossicodipendenti, è stato picchiato più volte da polizia e criminali ed è stato costretto ad uccidere un uomo innocente. Nessuno come lui è l'esempio vivente che la droga fa male. 



9 QUINN FABRAY – GLEE (2009 – in corso)
La reginetta della scuola e capo delle cheerleader Quinn Fabray (Dianna Agron) non ha una vita tutta rose e fiori: costretta a dimagrire, rifarsi il naso, cambiare nome e scuola per le prese in giro dei suoi coetanei, una volta diventata bella e popolare è stata ancora più sfortunata di prima. Rimasta incinta involontariamente di un suo compagno, è stata cacciata di casa dai genitori bigotti, è quasi impazzita dopo aver dato in adozione la figlia ed è finita su una sedia a rotelle dopo un incidente d'auto. Gli sceneggiatori non se la sono sentita di infierire ulteriormente e l'hanno fatta tornare a camminare, ma chissà cosa potrà ancora succederle. 



8 SANSA STARK – GAME OF THRONES (2011 – in corso) 
La vita di questa adolescente nel giro di pochi mesi è cambiata radicalmente: da lady servita e riverita nel castello paterno, Sansa (Sophie Turner) è stata promessa in sposa ad un principe sadico ed odioso, che l'ha più volte insultata, picchiata e derisa ed ha ordinato di uccidere il suo amato metalupo prima e suo padre poi, costringendola a guardare. Come se non bastasse è stata aggredita da dei sudditi inferociti che l'hanno quasi violentata, abbandonata dal suo promesso sposo che le ha preferito un'altra donna e l'unico che si occupa di lei è un assassino col volto sfigurato. Questo in sole due stagioni: chissà cosa può ancora accaderle.  



7 MEREDITH GREY – GREY'S ANATOMY (2005 – in corso) 
Meredith Grey (Ellen Pompeo) ha dovuto subire talmente tante sfortune in otto anni da diventare quasi icona della categoria “personaggio attira disgrazie”: abbandonata dal padre che si è fatto un'altra famiglia, è stata cresciuta da una madre che l'ha trascurata, non l'ha mai appoggiata ed ha precocemente sviluppato una grave forma di Alzheimer, morendo pochi anni dopo. Riavvicinatasi al padre è stata accusata da questo di aver causato la morte della sua nuova compagna e nonostante questo le ha poi chiesto di donarle il fegato. E' stata messa a dura prova dalla sorellastra, che inizialmente non sopprtava, a cui poi si è affezionata solo per vederla morire in un incidente aereo. Nel frattempo ha anche rischiato di morire annegata. Sul versante sentimentale non è andata meglio: ha dovuto combattere per il suo uomo prima con la ex moglie di lui, poi l'ha visto quasi morire dopo che gli hanno sparato, ha avuto un aborto spontaneo e ha quasi perso lavoro e compagno in seguito alla manomissione di un test di laboratorio. Che qualcuno ponga fine alle sue sofferenze. 



6 TARA THORNTON – TRUE BLOOD (2008 – in corso)
Tara (Rutina Wesley) è scontrosa e si lamenta spesso, ma ha le sue ragioni: cresciuta da madre alcolizzata, ha rischiato di morire schiantando la sua auto contro un albero, è stata vittima di un incantesimo durante il quale ha partecipato a riti orgiastici, ha involontariamente causato la morte del suo fidanzato, ha tentato il suicidio, è stata rapita e quasi uccisa da diversi vampiri, una lupa mannara le ha sparato in testa ed è stata trasformata in un vampiro contro la sua volontà dalla migliore amica e dal cugino. Non male. 



5 ELENA GILBERT – THE VAMPIRE DIARIES (2009 – in corso)
Elena (Nina Dobrev) a soli 17 anni ha accumulato una quantità incredibile di sfortune: i suoi genitori sono annegati in un incidente automobilistico da cui lei si è salvata per miracolo. Rimasta sola con il fratello e la zia, ha visto il primo tentare il suicidio e la seconda morire uccisa dai vampiri. Ha scoperto che lo zio è il suo padre biologico ma subito dopo questa rivelazione quest'ultimo è morto per salvarle la vita. Il fidanzato della zia e suo insegnante di storia si è preso per un po' cura di lei e del fratello ma poi è stato trasformato in un cacciatore di vampiri ed ha perso la vita. Elena ha rischiato diverse volte la vita per amici e parenti, per poi sacrificarsi e morire nello stesso fiume dove sono morti i suoi genitori. A sua insaputa però è stata trasformata in un vampiro. E siamo solo alle prime tre stagioni. 



4 KELLY TAYLOR – BEVERLY HILLS, 90210 (1990 – 2000)
Nel corso dei dieci anni di “Beverly Hills, 90210”, la povera Kelly (Jennie Garth) è stata vessata come pochi altri personaggi: cresciuta da madre alcolizzata e drogata, è stata forzata a fare sesso al primo anno di liceo, è stata ricoverata per abuso di pillole dimagranti, è rimasta quasi uccisa da un incendio durante una festa, ha abusato di cocaina ed è entrata in una setta, le hanno sparato in un parcheggio, ha sofferto di amnesia, è stata violentata, è stata arrestata dopo aver sparato al suo terapista. Quanto può sopportare un singolo personaggio? 



3 KENNY MC.CORMICK – SOUTH PARK (1997 – in corso) 
Non gli vediamo mai il viso e parla in maniera incomprensibile: il povero Kenny non solo viene deriso per la sua povertà e per avere dei genitori alcolizzati, ma in ogni puntata muore in maniera atroce. Tra i vari modi in cui l'abbiamo visto morire: decapitato, per ferite d'arma da fuoco, per autocombustione. 



2 DR. MARK GREENE – ER (1994 – 2002)
Uno dei personaggi contro cui gli sceneggiatori si sono accaniti con cattiveria: il buono e premuroso dottor Greene (Anthony Edwards) è stato tradito dalla moglie da cui ha divorziato, è stato aggredito al pronto soccorso, gli è stato detto che la sua nascita è stato un errore ed ha visto entrambi i genitori ammalarsi e morire, ha quasi perso il figlio e la nuova compagna a causa dell'aggressione di un parente di uno dei suoi pazienti, si è ammalato di cancro al cervello che lo ha ucciso. Sceneggiatori di “E.R.” siete senza pietà. 



1 JOHN LOCKE – LOST (2004 - 2010) 
Il campione della sfortuna e del fato ostile è senza dubbio lui, il vessatissimo John Locke (Terry O'Quinn): abbandonato ancora in fasce dalla madre di soli quindici anni, da adulto ha cercato di avvicinarsi al padre biologico che lo ha ingannato per rubargli un rene e ha tentato di ucciderlo spingendolo fuori dalla finestra, incidente in seguito al quale è rimasto paralizzato. Costretto a fare un lavoro che odia, ha finalmente realizzato il sogno di una vita prenotando un viaggio in Australia ma il suo volo si è schiantato su un'isola. Qui ha rischiato la vita diverse volte, ha trovato la fede ed è tornato a camminare, ma poi è tornato a casa. Ha quindi scoperto che l'amore della sua vita è morto mentre era sull'isola ed è stato salvato un attimo prima di impiccarsi solo per essere poi ucciso a sangue freddo dal suo salvatore. Una fine davvero ingiusta per un personaggio che meritava di meglio.



Pubblicato su TvZap.

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