martedì 6 marzo 2012

Emmy Rossum in “Beautiful Creatures”

La protagonista di “Shameless” farà parte del cast del film fantasy con Viola Davis e Emma Thompson

Emmy Rossum

Emmy Rossum, protagonista dela serie tv “Shameless”, affiancherà Viola Davis e Emma Thompson nel film “Beautiful Creatures”, diretto da Richard LaGravenese e prodotto da Warner Bros.

Beautiful Creatures” è basato sulla serie di romanzi di Kami Garcia e Margaret Stohk e parla delle avventure dello studente Ethan Wate: il ragazzo incontra Lena Duchannes, sedicenne la cui famiglia si è appena trasferita nel South Carolina. Lena scopre di avere poteri magici e i due si trovano a dover affrontare una maledizione che perseguita da generazioni la famiglia di lei.

Emmy Rossum interpreterà Ridley, cugina e nemesi malvagia della protagonista Lena.


Pubblicato su Ecodelcinema.com

sabato 3 marzo 2012

Albert Nobbs



Dublino, XIX secolo.
In un albergo della città vive e lavora Albert Nobbs, cameriere discreto e attento, gran lavoratore e persona riservatissima. I clienti adorano le premure di Albert, la padrona dell'albergo lo considera un punto fermo, ma nessuno di loro sa che il minuto signor Nobbs nasconde un enorme segreto: è in realtà una donna, che per mantenersi si finge un uomo da anni.

Può un film basarsi esclusivamente sull'interpretazione della sua protagonista?
Glenn Close, che ha già interpretato questo ruolo a teatro nel 1982, ha fermamente creduto nel suo progetto: non si è infatti limitata a recitare nel film, ma l'ha anche prodotto e contribuito alla sceneggiatura.
Una tenacia che testimonia la - legittima - voglia dell'attrice di veder finalmente riconosciuta la sua brillante carriera con un premio prestigioso: la Close, pur avendo ottenuto numerose nomination al premio Oscar, non ha mai vinto l'agognata statuetta.

Ma una straordinaria interpretazione e la voglia di un premio non possono rendere un film grande: nonostante la Close offra una prova di altissimo livello, risultando convincente non solo per il trucco riuscito e il lavoro sulla postura, ma soprattutto per l'umanità che trasmette attraverso lo sguardo timido, impaurito e sincero del suo personaggio, il film non decolla, appiattendosi sulle spalle della sua protagonista e non sfruttando temi ed occasioni che avrebbero potuto rendere la pellicola grande. Ambiguità sessuale nell'ambiente puritano dell'Irlanda di fine ottocento, travestitismo, omosessualità, disumanità della condizione femminile in assenza di marito: la carne a fuoco e le possibilità erano tante, ma sono appena accennate e non approfondite.

I personaggi sono inoltre appena accennati, risultando spesso inutili ai fini della trama: superflua la comparsata di Jonathan Rhys Meyers nei panni di un visconte dai gusti sessuali particolari e privi di spessore i giovani camerieri Helen (Mia Wasikowska) e Joe (Aaron Johnson). Convincente invece il sempre eccellente Brendan Gleeson nonostante il personaggio monodimensionale del dottor Holloran.

Restano comunque i bei costumi, le scenografie curate e la grande prova di Glenn Close. Il resto è un'occasione sprecata.

Glenn Close e Mia Wasikowska

La citazione: "Penso che voi siate l'uomo più strano che abbia mai incontrato" 

Hearting/ Cuorometro: ♥♥ 

Titolo originale: Albert Nobbs 
Regia: Rodrigo Garcia 
Anno: 2011 
Cast: Glenn Close, Mia Wasikowska, Aaron Johnson, Janet McTeer, Brendan Gleeson, Pauline Collins, Brenda Fricker, Jonathan Rhys Meyers


venerdì 2 marzo 2012

RadioVisioni su Radiorizzonti: le uscite del 02/03/2012


Marco Giallini, Carlo Verdone e Pierfrancesco Favino in Posti in piedi in paradiso

Anche oggi nella rubrica Radio Visioni su Radio Orizzonti parlerò delle uscite della settimana: Cesare deve morire, Posti in piedi in paradiso, Gli sfiorati, Henry, 50 e 50, Safe House, The Woman in black

E come sempre la citazione cinematografica della settimana.

Per ascoltarmi collegatevi sul sito internet di Radio Orizzonti (http://www.radiorizzonti.net/) oppure, se vivete o vi trovate in Puglia in FM alle frequenze 102.8 o 103.4, verso le ore 19.30 -19:40.

50 e 50


Un uomo corre. 
Solo con i suoi pensieri e pieno di energia nelle gambe, corre al mattino nella sua città quasi deserta. 
Arriva ad un semaforo. 
E' rosso. 
Non c'è nessuno per strada, ma lui si ferma ugualmente. 
Un podista più intraprendente di lui attraversa la strada senza fermarsi, anche se è rosso. 
Al nostro uomo fa male la schiena. 
E' perché ha un cancro raro e aggressivo, uno schwannoma maligno. 

Nella scena iniziale di 50 e 50 c'è già tutto: Adam (Joseph Gordon Lewitt) è un ragazzo di 27 anni che non prende di petto la sua vita, è serio, meticoloso, paziente, spesso subisce le decisioni degli altri. Il suo essere diligente però, non lo ha aiutato ad evitare l'insorgenza del tumore: Adam non beve, non fuma e fa sport, ma la malattia è arrivata lo stesso.
Durante la sua personale odissea, Adam capisce che fino a quel momento ha dato per scontate troppe cose, ha fatto affidamento su persone sbagliate, in primis la sua non così amorevole fidanzata, Rachael - interpretata da Bryce Dallas Howard, ormai specializzata nel ruolo dell'arpia - e che non ha realmente vissuto la sua vita, visto che alla morte non aveva mai realmente pensato. 

Il regista Jonathan Levine affronta il dramma del cancro puntando su toni leggeri, cercando di rendere meno pesante una situazione insostenibile, in cui il protagonista ha il 50% di possibilità di sopravvivere (ecco spiegato il titolo). 

Il cast, composto da attori tutti in parte, è l'appeal principale della pellicola: Anna Kendrick nel ruolo della giovane psicologa e Angelica Houston nei panni della madre fanno il loro solito buon lavoro, ma a spiccare è Seth Rogen - per una volta non insopportabile - nel ruolo di Kyle, amico ed eterno compagno di bevute, canne, serate del protagonista, che offre i momenti comici della pellicola e non risulta fastidioso nonostante la serietà degli argomenti trattati. 

Il film segue quindi con mano leggera il dramma di questo ragazzo, senza fronzoli, senza scene madri, senza gesti eclantanti, raccontando quello che forse accadrebbe nella realtà: questa è sia la forza sia il limite della pellicola, che alla fine sembra aver detto tutto e niente. 

Inoltre se in un primo momento “la pacca sulle spalle” viene derisa in quanto gesto forzato e falso, per nulla d'aiuto in situazioni tragiche come l'affrontare un cancro, alla fine viene assestata in maniera rassicurante sulle spalle dello spettatore. 

Forse un po' di coraggio in più avrebbe reso il film un 100 pieno, o almeno un 80, invece che un 50.

Anna Kendrick e Joseph Gordon-Levitt

La citazione: "Non ha alcun senso dottore, insomma...non fumo, non bevo, faccio la raccolta differenziata!"

Hearting/Cuorometro: ♥♥1/2

Titolo originale: 50/50
Regia: Jonathan Levine
Anno: 2011
Cast: Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen, Anna Kendrick, Bryce Dallas Howard, Angelica Houston, Philip Baker Hall

Citazione Cinematografica n. 202

"Randal: Tu cosa preferisci, lo "Jedi" o "L'Impero Colpisce ancora"? 
Dante: L'Impero. 
Randal: Bestemmia! 
Dante: L'Impero ha un finale migliore. Intendo: a Luke viene amputata la mano, lui scopre che Lord Fener è suo padre, Han viene ibernato e portato via da Bobba Fett... Un finale che t'ammazza. Insomma, questo è la vita: una serie di finali duri uno appresso all'altro. Invece lo Jedi è solo una massa di pupazzi! 
Randal: No, nello Jedi c'è in ballo qualcos'altro, non me n'ero mai accorto prima d'oggi… loro costruiscono una nuova Morte Nera, giusto? Ora, l'altra era pronta e del tutto funzionante prima che i ribelli la distruggessero... 
Dante: Luke l'aveva fatta saltare, tutto merito suo! 
Randal: ...e la seconda quando è stata fatta esplodere era in costruzione... 
Dante: Già, e a farlo è stato Lando Calrissian. 
Randal: C'è sempre stato qualcosa che non mi tornava nella seconda esplosione, qualcosa che non riuscivo a mettere a fuoco e che proprio non mi andava giù. 
Dante: E ora ci sei riuscito? 
Randal: La prima era presidiata dalle armate imperiali… le sole persone a bordo erano le truppe d'assalto e in più diciamo i vari dignitari. 
Dante: Sostanzialmente. 
Randal: Ragion per cui quando quando salta i conti tornano: il male è punito. 
Dante: Mentre la seconda volta? 
Randal: La seconda invece non avevano ancora finito di lavorare, erano ancora in fase di costruzione. 
Dante: Allora? 
Randal: Allora un'impresa di quella portata richiede un sacco di manodopoera in più rispetto al semplice esercito imperiale, scommetto che c'erano di mezzo un mucchio di appaltatori esterni, idraulici, metalmeccanici, muratori… 
Dante: Cioè non solo imperiali, è questo che vuoi dire. 
Randal: Esattamente, specialisti di ogni tipo per finirla alla svelta e di nascosto, figurati se le truppe d'assalto saprebbero installare un gabinetto, loro tutto quello che sanno si limita alle armi e alle divise! 
Dante: D'accordo, coinvolgono degli appaltatori esterni, ma che cos'è che ti disturba tanto quando viene distrutta? 
Randal: Che saltano per aria quei poveri lavoratori in proprio che erano lì per costruire, vittime di una guerra che non li riguardava affatto. Allora, senti, tu hai un'impresa, lo stato ti offre un bell'appalto su un piatto d'argento, hai moglie e figli a carico, un villino di due piani in periferia, si tratta di un appalto governativo e quindi ci sono un fottio di vantaggi, poi arrivano i militanti di sinistra e distruggono tutto quello che c'è nel raggio di sei chilometri con i laser, tu non c'entri niente, non hai una posizione politica, tu cerchi solo di far quadre i conti. 
Un Cliente: – Scusate, non volevo interrompere, ma di che cosa state parlando? 
Randal: Del finale di "Il Ritorno dello Jedi"".

da: Clerks - Commessi

Brian O'Halloran e Jeff Anderson


Titolo originale: Clerks
Regia: Kevin Smith
Anno: 1994
Cast: Brian O'Halloran, Jeff Anderson, Marilyn Ghigliotti, Lisa Spoonhauer, Jason Mewes, Kevin Smith
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