giovedì 13 gennaio 2011

Ciao Lietta!

24 marzo 1931 - 11 gennaio 2011

Se n'è andato pochi giorni fa uno dei pilastri della critica cinematografica italiana.
Lietta Tornabuoni, soprannome di Giulietta, critica di L'Espresso, La stampa e del Corriere della sera, è stata per anni una delle voci più importanti del giornalismo cinematografico. Apprezzata anche da moltissimi registi (cosa non comune per i critici!) si è distinta per il suo stile sempre pieno di entusiasmo: era una che ti faceva venire voglia di vedere il film, anche se lo stroncava.
In questi anni l'ho vista spesso alle anteprime romane ma purtroppo non ho mai avuto il coraggio di parlarle.
Peccato.

Non ci sono parole migliori per ricordarla delle sue. 
Un suo commento su 2001 Odissea nello spazio:

«2001 – Odissea nello spazio» di Stanley Kubrick [...] è il film unico che ha segnato per sempre il cinema di fantascienza, condensandone e fissandone gli universi col suo stile imitato e inimitabile: il candore e la freddezza, la danza degli astri, la posizione del veicolo spaziale nell'oscurità sconfinata del sistema stellare, il modo di muoversi e la vita quotidiana degli astronauti, le porte autochiudentesi, i corridoi rotondi come l'anima di un enorme tubo bianco. L'iconografia fantascientifica non era mai stata così suggestiva e perfetta prima di «2001», né lo sarebbe mai più stata dopo. (da Scienza, sacro e ignoto, La Stampa, 2 marzo 2001, p. 28)

Boardwalk Empire: quando il cinema conquista il piccolo schermo

La serie della HBO, tratta dal libro omonimo di Nelson Johnson, prodotta da Martin Scorsese , realizza un sogno: portare il grande cinema in televisione. Storie di gangster e proibizionismo in 12 episodi, a partire dal 14 gennaio su Sky Cinema 1 alle 21.


Atlantic City, 1920. Sono gli anni del proibizionismo.
Enouch “Nucky” Thompson è il politico più stimato della città: amato dalle donne per il suo carisma, temuto dagli uomini per il suo grande potere, ma dietro la facciata da cittadino modello nasconde uno dei maggiori imperi criminali d'America. Gioco d'azzardo, prostituzione, estorsione e soprattutto traffico clandestino di alcolici: con la classe politica dalla sua e lo stretto controllo della polizia, al cui capo ha posto il fratello Elias, Nucky è l'imperatore di Atlantic City.

Al suo fianco ci sono Jimmy Darmody, reduce di guerra e suo protetto, e la provocante Lucy. A sconvolgere il suo mondo fatto di menzogne imbellettate arriva Margaret, donna irlandese sposata con un uomo violento e senza lavoro. Nucky rimane colpito dalla ragazza venuta a chiedergli aiuto: si sbarazza così del marito per poterla corteggiare. L'omicidio suscita però l'interesse di Nelson Van Alden, integerrimo detective dell'FBI.

Dopo i gangster anni '70 di Mean Streets e il racconto della nascita della criminalità americana in Gangs of New York, era naturale per Scorsese approfondire i leggendari criminali degli anni '20: Al Capone, Lucky Luciano sono qui ritratti agli inizi della loro scalata al potere nella malavita americana. Storie di opposti e di tumulto, di quelle che piacciono a Scorsese: la legalità contro il crimine, la religione e la violenza, il potere e la morale.

Nucky Thompson è il vertice massimo di questa prodigiosa crescita criminale: è l'incarnazione della corruzione che arriva al potere sotto le spoglie di garante della legalità. Il lupo che si fa agnello.
Il suo vasto impero, racchiuso dal ponte di legno (il boardwalk del titolo) che costeggia la città e che è la sua passerella d'onore, si estende oltre i confini di Atlantic City: Chiacago e New York sono dietro l'angolo quando si tratta d'affari.
Vediamo così come la criminalità organizzata costruisca tassello dopo tassello il suo regno fatto di accordi segreti e favori politici: in dodici puntate di altissimo livello, il mito del gangster diventa serie di culto. In Boardwalk Empire il gangster si trasforma in una figura quasi mitologica, una leggenda ammirata di nascosto, invidiata da molti e ufficialmente condannata da tutti. Con i suoi completi impeccabili, il grande carisma e l'istinto ferino, Nucky Thompson è l'uomo abile che sceglie la strada del male, che abbraccia la violenza per convenienza.

Suo opposto e antagonista è l'agente dell'FBI Van Halden: religiosissimo, ossessionato dal concetto di peccato e allo stesso tempo attratto dalle tentazioni della città, è l'uomo che sceglie volontariamente di perseguire il bene e agire secondo morale.
Nel cammino sulla retta via però è costretto ad usare la violenza, soprattutto su se stesso: si auto-infligge punizioni corporali, proprio per placare i suoi istinti che forse lo portano ad invidiare lo stile di vita dissoluto di Thompson.
I due protagonisti sono in realtà facce diverse della stessa medaglia: rappresentano entrambi l'istinto umano, la violenza, i desideri più primordiali, solo che uno si abbandona ad essi, mentre l'altro si sforza di non farlo.

Ad unire maggiormente i due personaggi c'è Margaret, donna contesa da entrambi, vero fulcro delle loro azioni. Da principio timida e sottomessa, in seguito anche lei prende coscienza del proprio potere, diventando sempre più smaliziata e indipendente. Grazie al suo personaggio possiamo seguire l'evoluzione del ruolo della donna nella società: ancora ombra del marito e costretta al solo ruolo di madre, o in alternativa di prostituta, ma in procinto di cambiare grazie all'imminente possibilità di avere accesso al voto.
Questo triangolo è un'ulteriore metafora: da un lato la parte criminale dell'America, dall'altra quella puritana e in mezzo la vecchia Europa, con i suoi valori e la sua cultura, pronta però ad adattarsi al nuovo dominatore economico del mondo.

Ad affascinare di più però, al di là delle potenti metafore e del contesto storico, è la qualità del racconto: regia vibrante, fotografia curatissima, costumi impeccabili, scenografie imponenti e un cast in stato di grazia.
Steve Buscemi, nel ruolo del protagonista, può finalmente dimostrare tutta la sua abilità di attore drammatico, Kelly Macdonald riesce a dare mille sfumature alla sua Margaret, facendo crescere il personaggio in maniera esponenziale, Michael Pitt è perfetto nel ruolo di Jimmy e su tutti spicca il grandissimo Michael Shannon, nei panni dell'agente dell'FBI: eternamente in conflitto con se stesso, rigido nella mente come nel corpo, tormentato, quasi folle. Una grande interpretazione.

Con questa serie televisiva il cinema ha invaso la televisione, raggiungendo un nuovo livello di narrazione, che si avvicina alla letteratura: potendo contare su tempi più lunghi, la storia viene maggiormente approfondita, i personaggi delineati a tutto tondo e si può creare una vera e propria mitologia del racconto che appassiona lo spettatore.
Prodotti di alto livello come Lost, Mad Man e Boardwalk Empire hanno dunque realizzato un sogno: creare un film meraviglioso lungo 12 ore.


Hearting/Cuorometro: ♥♥♥♥

Titolo originale: Boardwalk Empire
Creata da: Terence Winter
Anno: 2010 - ?
Cast: Steve Buscemi, Michael Pitt, Kelly Macdonald, Michael Shannon

Pubblicato su Kataweb.it

lunedì 10 gennaio 2011

Misfits: arrivano i supereroi in tuta arancione

Dal 10 gennaio su Fox, canale 111 di Sky, arriva Misfits, la serie inglese creata da Howard Overman e prodotta da E4. Siete avvisati: non sono i soliti supereroi.



Mantello fluttuante, fisico statuario, calzamaglia e maschera d'ordinanza, predisposizione a fare del bene: questo è un vero supereroe. Ecco: dimenticatevi questo stereotipo.
Ultimamente, al cinema, il supereroe è in crisi: messo in ombra dal cattivo di turno - spesso molto più carismatico ed interessante -, visto come un ingenuo che pensa di poter risolvere i problemi del mondo, l'eroe buono non va più di moda. Pellicole come Il cavaliere oscuro, Cattivissimo me e Megamind ce lo hanno ampiamente dimostrato: il bad guy è più cool.
A rincarare la dose arriva Misfits, serie tv inglese già alla seconda stagione, prodotta da E4 e creata da Howard Overman.

Un branco di adolescenti indisciplinati deve svolgere dei servizi sociali in una comunità di recupero: Nathan, Simon, Kelly, Alisha e Curtis si ritrovano così, contro voglia, insieme.
Mentre si trovano al centro vengono colpiti dai fulmini di una misteriosa tempesta di ghiaccio.
Invece di ritrovarsi sparpagliati e carbonizzati sul pavimento, i fantastici cinque in tuta arancione hanno ottenuto dei super-poteri.
Simon, timido e profondamente nerd, ha il potere dell'invisibilità; Kelly, vera trucida di periferia sempre preoccupata di ciò che gli altri pensano di lei, può ora sentire i pensieri altrui; Curtis, che è stato arrestato per un errore non suo, può riavvolgere il tempo e Alisha, bella e provocante, può ora provocare irresistibili pulsioni sessuali negli altri semplicemente toccandoli.
L'unico che sembra non avere un potere è Nathan.

Fino a qui nulla di nuovo: al posto di ragni radioattivi che donano poteri abbiamo una misteriosa tempesta. La vera novità sta in chi ha ricevuto queste straordinarie capacità: riuscite ad immaginare tali poteri in mano ad un gruppo di piccoli delinquenti? Moltiplicate questa idea per dieci.
In Misfits abbiamo così una presa in giro del concetto di super-eroe: non più un individuo senza macchia e senza paura su cui contare, ma un branco di piccoli mostri pronti a combinare un disastro dietro l'altro. Si potrebbe fare una facile analisi psicologica della serie: i poteri ricevuti sono la metafora delle ossessioni e dei caratteri dei protagonisti amplificati e il fatto di poter compiere azioni straordinarie rispecchia il senso di onnipotenza che si ha da adolescenti. Si potrebbe. In Misfits però quello che ci interessa di più sono le straordinarie gag e situazioni che si vengono a creare: eventi assurdi, linguaggio osceno, humor scorretto e nero che più nero non si può. Irresistibile. Anche dal punto di vista artistico è molto interessante: filtri colorati, lenti deformanti, regia originale con grandangoli, carrelli e inquadrature folli.
Dopo il sorprendente finale della seconda stagione è già in cantiere la terza per il prossimo autunno.
Non vediamo l'ora.


Hearting/Cuorometro: ♥♥♥♥

Titolo originale: Misfits
Creata da: Howard Overman
Anno: 2009 - ?
Cast: Robert Sheehan, Iwan Rheon, Lauren Socha, Antonia Thomas, Nathan Stewart-Jarrett

domenica 9 gennaio 2011

Ciao Pete!

Pete Postlethwaite 7 febbraio 1946 - 2 gennaio 2011



Mi è proprio dispiaciuto.
Pete Postlethwaite è stato un grandissimo attore, spalla praticamente per tutta la vita, eppure, nonostante non sia mai stato il protagonista, ha sempre dato qualcosa in più ad ogni pellicola a cui ha partecipato.
Ricordo di averlo visto per la prima volta in Romeo + Giulietta, poi in Il mondo perduto, in ruoli di culto come l'avvocato Kobayashi in I soliti sospetti, Giuseppe in Nel nome del padre, fino al padre in Inception e il fioraio in The Town.
Una vera e propria faccia scolpita nella pietra con l'accetta.
Un grande forse troppo sottovalutato.
Ciao Pete!

venerdì 7 gennaio 2011

Citazione cinematografica n. 145

"John: Chi sono i tuoi amici?
Mary: Mi chiedo se tu abbia la più vaga idea di cosa voglia dire questa parola: amico.
John: Tu provi tutti i sentimenti? Dimmi del senso di colpa.
Mary: Ti voglio chiedere una cosa. Perché sei vivo?
John: Io sono vivo...Io vivo per salvaguardare la continuità di questa grande società. Per servire Libria.
Mary: E' circolare: tu esisti per continuare la tua esistenza. Ma qual é il punto?
John: Qual é il punto della tua esistenza?
Mary: Sentire. Tu non l'hai mai provato e non potrai mai saperlo, ma è vitale come il respiro. E senza quello, senza amore, senza rabbia, senza dolore, il respiro è solo un orologio che fa tic tac."

da: Equilibrium

Christian Bale

Titolo originale: Equilibrium
Regia: Kurt Wimmer
Anno: 2002
Cast: Christian Bale, Taye Diggs, Emily Watson, Sean Pertwee, William Fichtner, Sean Bean
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