mercoledì 5 agosto 2009

Il matrimonio di mia sorella

Nicole Kidman e i parenti serpenti

Può un film con protagonista Nicole Kidman affiancata da attori come John Turturro e Jack Black non venire distribuito in Italia?

A quanto pare si.

Misteri del folle mondo della distribuzione italiana.

La pellicola in questione è Il matrimonio di mia sorella, diretto da Noah Baumbach - lo stesso regista dell'acclamato Il calamaro e la balena - e uscito nel nostro paese solo recentemente in dvd.

Il regista di New York torna a parlare di quello che conosce meglio: la famiglia.

Per farlo si affida a due attrici di prima categoria: Nicole Kidman, nel ruolo della protagonista, Margot, una scrittrice di successo, e di Jennifer Jason Leigh, che nella vita reale è sua moglie.

Margot è dunque una famosa scrittrice, con alle spalle un matrimonio fallito, un figlio adolescente e un amante. Quando la sorella Pauline decide di sposarsi, Margot va a trovarla dopo anni nella loro casa d'infanzia per conoscere il futuro cognato Malcom (Jack Black).

Incapace di non sentenziare su tutto e tutti, Margot porta scompiglio nella vita dei futuri coniugi: giudicando Malcom un fallito e un incapace, cerca di convincere Pauline a non sposarlo e per farlo ricorre perfino a meschinità e bugie, il tutto sotto gli occhi attoniti del figlio Claude.


Nicole Kidman


La famiglia secondo Baumbach è la fonte principale di angosce e complessi che ognuno di noi si porta dietro: nel film il giovane Claude si trova compresso tra un padre assente e una madre troppo ingombrante, dalla quale non riesce a staccarsi e da cui allo stesso tempo vorrebbe rendersi autonomo. La saccente e colta Margot, a sua volta, da un lato vorrebbe la felicità del figlio e della sorella e dall'altro cova l'inconfessabile desiderio che i due non realizzino i loro sogni, perchè questo sottolineerebbe la sua infelicità. Pauline al contrario è la sorella cresciuta con il complesso di Margot, da un lato l'ha idealizzata e dall'altro la invidia, è quella che non è riuscita a staccarsi dal nido familiare, che vive ancora tra gli oggetti dei genitori nella casa in cui è cresciuta.

In questo clima teso si aggiunge l'incombente e primitiva ostilità dei vicini, visti quasi come creature misteriose, a simboleggiare la distanza che c'è tra il mondo esterno e il nucleo familiare.


Jennifer Jason Leigh e Jack Black


Baumbach descrive tutto questo in modo garbato e lucido, non cedendo a facili drammatizzazioni e dosando dialoghi e situazioni. Tutto nel film sembra accadere senza una particolare ragione, piccoli e, apparentemente, insignificanti dettagli si succedono l'un l'altro ricostruendo l'atmosfera di realismo e intimità che si respira nei film di Bergman e Rohmer.

In più il regista può contare su un grandissimo cast: la Kidman offre la migliore interpretazione degli ultimi anni, rendendo la sua Margot frustrata, nevrotica, prepotente, saccente e ironica, costruendo così un personaggio a tutto tondo; Jennifer Jason Leigh è la spalla ideale per l'attrice australiana, la sua Pauline è fragile e insicura e Jack Black, qui in uno dei suoi pochi ruoli drammatici, dimostra di essere un attore completo e si ritaglia con molta grazia e mastria un posto tra queste due splendide attrici. Da notare anche il cammeo, seppur brevissimo, di John Turturro.

Un film intelligente, colto, ben calibrato, ben scritto, assolutamente da recuperare e che rielabora il cinema intimista europeo secondo il gusto della produzione indipendente americana.


La citazione:

"- Mamma sei fatta?

- Solo un pò...

- Non mi piace."


Voto: ♥♥♥♥

Pubblicato su MPnews.it

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