domenica 31 marzo 2013

Signs n. 4 - NICOLE KIDMAN


TOP10: Episodi pasquali

Dopo le top10 degli episodi dedicati al Natale, a San Valentino e a Halloween, non potevamo non misurarci con la classifica a tema pasquale. Un compito che sembra facile a dirsi ma che nella pratica è molto più complesso: contrariamente a quanto accade per le feste di Natale, per il Ringraziamento e persino per Capodanno, la Pasqua è poco rappresentata nelle serie tv. Sarà perché è percepita come una festa più “seria” delle altre? Oppure perché Babbo Natale è più iconico del Coniglio Pasquale? Fatto sta che per stilare la top10 abbiamo dovuto fare una ricerca quasi scientifica che ci ha portato alla conclusione che la Pasqua in tv dà poche sorprese e gli unici che hanno il coraggio di rappresentarla sono gli irriverenti autori di serie animate come “I Simpson” e “South Park”. Vediamo quali sono i migliori episodi a tema pasquale dalla decima posizione alla prima, cominciando da “American Horror Story Asylum”.


10 AMERICAN HORROR STORY ASYLUM (2011 – in corso) - “Notte di tempesta” 2x3 
E' vero, la puntata in realtà è ambientata durante la notte di Halloween, in concomitanza con una terribile tempesta che minaccia la quiete dell'ospedale psichiatrico. Per far stare calmi i pazienti, le suore proiettano il film di Cecil B. De Mille “Il segno della croce”, che ha come tema le persecuzioni dei romani ai danni dei cristiani, che diventa una metafora del trattamento riservato ai malati. L'episodio in originale si intitola “Nor'Easter”. Se ce la date per buona proseguiamo con la classifica...




9 BEVERLY HILLS 90210 (1990 - 2000) - “Un sito web per Donna Martin” 10x22
Intitolato in originale “The Easter Bunny”, ovvero il Coniglio Pasquale, l'episodio ruota attorno alla lite tra Kelly (Jennie Garth) e Matt (Daniel Cosgrove) e al progetto di Donna (Tori Spelling) di vendere i suoi vestiti su internet. Il Coniglio di Pasqua del titolo è quello dei vicini di casa di Steve (Ian Ziering), ucciso dal suo cane. Forse una metafora del destino riservato alla Pasqua nelle serie tv?




8 BIG LOVE (2006 - 2011) - “Pasqua con chi vuoi...” 1x8 
La famiglia di mormoni di “Big Love” prende seriamente la Pasqua e la festeggia con un grande pranzo cui partecipano tutti i protagonisti e le rispettive, plurime, famiglie. Finalmente qualcuno che capisce l'importanza delle feste.




7 I GRIFFIN (1999 – in corso) - “Questione di fede” 8x02 
Lois scopre che sua madre è per metà ebrea e questo porta scompiglio nella cattolica famiglia Griffin: Peter prima supporta la moglie e la sua fede, poi, istigato dal padre conservatore, cerca di intromettersi nel suo percorso spirituale. Il culmine della puntata è il tentativo di sabotaggio della Pasqua da parte di Peter, che si presenta alla moglie totalmente ubriaco e vestito da Coniglio Pasquale.




6 I SIMPSON (1989 – in corso) - “Brani biblici” 10x18 
L'episodio “Brani Biblici” di “I Simpson” è stato trasmesso per la prima volta in America nel 1999 proprio il giorno di Pasqua. La puntata è composta da tre diverse storie, frutto dei sogni fatti dai protagonisti addormentatisi durante la messa pasquale: Marge sogna se stessa ed Homer come Adamo ed Eva, Lisa si vede insieme ai suoi compagni di scuola come gli ebrei schiavi in Egitto e Homer sogna di essere Re Salomone. Lezioni di catechismo dalla famiglia Simpson sullo schema narrativo di Christmas Carol di Dickens...




5 E' IL BRACCHETTO PASQUALE, CHARLIE BROWN (1974 - 2000) 
Non solo fumetti per i "Peanuts" creati da Charles M. Schulz: Snoopy & co., sono infatti anche i protagonisti di una serie animata trasmessa in America dagli anni '70. La serie comprende questo episodio speciale di Pasqua, intitolato in originale "It's the Easter beagle, Charlie Brown", in cui i "Peanuts" si preparano a celebrare la festività ognuno a modo suo: Linus pensa che sia uno spreco di tempo e non fa nulla, Snoopy compra una gabbietta per Woodstock e colora le uova, mentre Lucy organizza una caccia al tesoro pasquale.



4 SOUTH PARK (1997 – in corso) - “La passione dell'ebreo” 8x03 
L'episodio ruota attorno al film del 2004 di Mel Gibson “La passione di Cristo” (che in Italia uscì proprio il Mercoledì Santo), che scatena diverse reazioni nei giovani protagonisti: Cartman lo ama alla follia e diventa anti-semita dopo aver visto che cosa, secondo il regista, gli ebrei hanno fatto a Gesù; Kyle, da ebreo, si sente in colpa per quello che hanno fatto i suoi avi, mentre Stan e Kenny lo reputano un film talmente brutto da farsi rimborsare i soldi del biglietto direttamente da Mel Gibson. Alla fine della puntata, spiegate le motivazioni di tutti, e visto di persona il regista, gli abitanti di South Park decidono che il film è in realtà una follia.




3 BONANZA (1959 - 1973) - “Caution, Easter Bunny Crossing” 11x25 
Nell'episodio “Caution, Easter Bunny Crossing”, ovvero “attenzione, arriva il Coniglio Pasquale”, Hoss (Dan Blocker) si fa convincere a vestirsi da Coniglio Pasquale per fare una sorpresa ai bambini dell'orfanotrofio ma, mentre si sta recando sul posto, si trova invischiato in una sparatoria con dei banditi vestito da coniglio gigante. Western, pistole e conigli giganti: una vera chicca.




MAD MEN (2007 – in corso) - “Tre domeniche” 2x4 
L'episodio segue l'arco temporale di tre settimane, scandite dalle domeniche che precedono la Pasqua. Protagonista della puntata è Peggy (Elizabeth Moss), che conosce in chiesa padre Gill (Colin Hanks), il quale cerca di farla parlare del fatto che ha avuto un figlio da un uomo sposato nonostante lei si comporti come se non fosse mai accaduto. Tra confessioni e consulenze pubblicitarie, i due si confrontano e il giorno di Pasqua padre Gill regala un uovo azzurro a Peggy per il bambino.




SOUTH PARK (1997 – in corso) - “Fantastico speciale di Pasqua” 11x5 
E veniamo al vero capolavoro televisivo dedicato alla Pasqua: nell'episodio “Fantastico speciale di Pasqua”, Stan vuole scoprire qual è l'analogia tra la resurrezione di Cristo e un coniglio che nasconde uova colorate. Il bambino chiede prima al padre, poi all'uomo vestito da Coniglio Pasquale al centro commerciale e infine si imbatte nel “Club degli uomini lepre”, una setta che protegge il segreto del coniglio di Pasqua. Tra ninja assoldati dal Vaticano, conigli sacri e società segrete, la puntata è una parodia di “Il codice Da Vinci” e una riflessione feroce sul rapporto tra il vero significato delle feste e il loro aspetto più commerciale.




Pubblicato su TvZap.

BUONA PASQUA!




venerdì 29 marzo 2013

RadioVisioni su Radiorizzonti: le uscite del 28/03/2013


Bruce Willis in G.I. Joe: La vendetta di Jon M. Chu

Anche oggi nella rubrica Radio Visioni su Radio Orizzonti parlerò delle uscite della settimana: The Host, Il cacciatore di giganti, G.I. Joe: La vendetta, Marsupilami, Outing - Fidanzati per sbaglio, Un giorno devi andare, Come pietra paziente, I figli della mezzanotte, Due agenti molto speciali. 

E come sempre la citazione cinematografica della settimana.

Per ascoltarmi collegatevi sul sito internet di Radio Orizzonti  (http://www.radiorizzonti.net/) oppure, se vivete o vi trovate in Puglia in FM alle frequenze 102.8 o 103.4, verso le ore 19.30 -19:40.

Citazione Cinematografica n. 254

"Perchè io so che ci sono persone che dicono che queste cose non esistono, e che ci sono persone che quando compiono diciassette anni dimenticano com'è averne sedici; so che un giorno queste diventeranno delle storie e le immagini diventeranno vecchie fotografie, e noi diventeremo il padre o la madre di qualcuno, ma qui, adesso, questi momenti non sono storie, questo sta succedendo, io sono qui, e sto guardando lei… ed è bellissima. Ora lo vedo: il momento in cui sai di non essere una storia triste, sei vivo, e ti alzi in piedi, e vedi la luce dei palazzi, e tutto quello che ti fa stare a bocca aperta. E senti quella canzone, su quella strada, insieme alle persone a cui vuoi più bene al mondo, e in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito!"

da: Noi siamo infinito





Titolo originale: The perks of being a wallflower
Regia: Stephen Chbosky
Anno: 2012
Cast: Logan Lerman, Ezra Miller, Emma Watson, Mae Whitman, Paul Rudd, Nina Dobrev, Kate Walsh, Dylan McDermott, Joan Cusack
Durata: 102 minuti
Colore: colore
Genere: drammatico
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Summit Entertainment
Distribuzione italiana: M2 Pictures

mercoledì 27 marzo 2013

Videodrome n. 74



Titolo italiano: El Mariachi, suonatore di chitarra
Titolo originale: El Mariachi
Regia: Robert Rodriguez
Anno: 1992
Cast: Carlos Gallardo, Consuelo Gomez, Jaime de Hoyos, Peter Marquardt, Reinol Martinez
Colore: colore
Durata: 79 minuti
Paese di produzione: Messico, USA
Produttore: Robert Rodriguez, Elizabeth Avellan, Carlos Gallardo
Distribuzione italiana: Sony Pictures

Wes Anderson e Roman Coppola per Prada

The Dreamers by Wes Anderson, Roman Coppola e Prada.

venerdì 22 marzo 2013

RadioVisioni su Radiorizzonti: le uscite del 21/03/2013


Jessica Chastain in La madre di Andres Muschietti


Anche oggi nella rubrica Radio Visioni su Radio Orizzonti parlerò delle uscite della settimana: I CroodsLa madre, Gli amanti passeggeri, L'amore inatteso, Su Re, Benvenuto presidente. 

E come sempre la citazione cinematografica della settimana.

Per ascoltarmi collegatevi sul sito internet di Radio Orizzonti  (http://www.radiorizzonti.net/) oppure, se vivete o vi trovate in Puglia in FM alle frequenze 102.8 o 103.4, verso le ore 19.30 -19:40.

Citazione Cinematografica n. 253

"Cosa? È finita? Hai detto finita? Non finisce proprio niente se non l'abbiamo deciso noi. È forse finita quando i tedeschi bombardarono Pearl Harbour? Col cazzo che è finita! E qui non finisce, perché quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare!"

da: Animal House

John Belushi


Titolo originale: National Lampoon's Animal House
Regia: John Landis
Anno: 1978
Cast: John Belushi, Tim Matheson, Tom Hulce, Stephen Furst, Peter Riegert, Karen Hallen, John Vernon, James Daughton, Mark Metcalf  Donald Sutherland, Kevin Bacon, Mary Louise Weller, Martha Smith
Durata: 108 min
Colore: colore
Genere: commedia
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Universal Pictures
Distribuzione italiana: Universal Pictures

giovedì 21 marzo 2013

Il grande e potente Oz


Riadattare grandi classici del cinema, e in particolare le fiabe, è ormai una moda inarrestabile che si è impadronita di Hollywood e ci ha regalato alcuni dei più grandi traumi come non se ne vedevano dalla morte della madre di Bambi e Mufasa: orrori come Beastly e gli esperimenti kitsch delle varie versioni di Biancaneve hanno letteralmente stuprato i nostri ricordi d'infanzia. La delusione è arrivata perfino dal progetto che sulla carta sembrava perfetto: Alice in Wonderland di Tim Burton si è rivelata una, a tratti, imbarazzante e non riuscita commistione tra il talento visionario del regista e le leggi di mercato imposte da mamma Disney.

Quando dunque si è saputo che Sam Raimi avrebbe realizzato una nuova versione di Il Mago di Oz, sempre sotto l'occhio ingombrante della Disney, il peggio sembrava ormai certo. Invece lo zio Sam è riuscito a destreggiarsi egregiamente tra vari fuochi, primo fra tutti il problema di andare a disturbare un capo saldo della storia del cinema come Il Mago di Oz: realizzare un semplice remake dell'originale con Judy Garland sarebbe stata una mossa suicida e il sequel è stato già realizzato nel 1985, sempre dalla Disney, con lo squinternato e folle Nel fantastico mondo di Oz, film in cui i giganti di pietra fanno piedino, le bambine vengono sottoposte a elettroshock e uno spaventapasseri con la testa di zucca è burtoniano ancora prima di Burton stesso (per non parlare della terrificante strega Mombi). L'unica strada sensata era dunque quella del prequel.

Il grande e potente Oz è infatti un film non sul mondo di Oz, ma sul mago che gli ha dato il nome, qui con il volto marpione e furbo di James Franco, prestigiatore da fiera da due soldi pronto ad ingannare chiunque pur di perseguire la sua personale idea di grandezza e libertà. Scaraventato da un ciclone nel magico mondo creato da Baum, Oscar dovrà affrontare creature di ogni tipo, combattere contro la perfida strega cattiva e salvare l'ingenuo popolo di Oz.

Dopo l'avvento di film spettacolari come Matrix, Avatar e l'avvento del 3D a 48fps di Lo Hobbit, stupire al cinema è diventato sempre più difficile. Raimi ha già sperimentato, con ottimi risultati, questo tipo di cinema con la sua trilogia di Spider-man e, paradossalmente, ora che è alle prese con il 3D, non punta tutto, come si sarebbe potuto pensare, sui fondali spettacolari creati al computer e sugli effetti speciali (che sono comunque di ottima fattura), ma torna, nei limiti del possibile, ad un cinema più classico, puntando tutto sui suoi attori. Nonostante la grande disponibilità di mezzi il regista si concentra infatti molto sui volti dei suoi protagonisti, inquadrati quasi sempre in primo piano, facendoli recitare in maniera caricata e a volte quasi esagerata, trovando così il lato umano del racconto fiabesco. James Franco con la sua irresistibile faccia da schiaffi e le tre streghe interpretate da Rachel Weisz, Mila Kunis e Michelle Williams sono gli interpreti perfetti per un film che riesce ad essere allo stesso tempo commerciale e autoriale (soprattutto quando Raimi sfodera alcune chicche come la prima parte in bianco e nero in 4:3, la ripresa in soggettiva delle creature mostruose e il combattimento finale), che mette le nuove tecnologie al servizio del racconto e riesce, con un triplo salto carpiato, ad essere sì un prodotto Disney (viene da qui la troppa melassa nella parte centrale e qualche lungaggine didascalica di troppo) ma non esageratamente. Prendi appunti Tim.

In più, Raimi riesce anche a dare maggiore dignità al racconto trasformandolo in una rappresentazione universale del rapporto tra uomo e politica, in una riflessione sulla comunicazione e sulla funzione dello spettacolo, con in più un cammeo (purtroppo brevissimo) del leggendario Bruce Campbell e un numero (stroncato sul nascere come a voler dire "qui non si fa la Deliranza") di nani canterini. 
Questi si che sono numeri da grande mago.


James Franco 


La citazione: "Il Kansas è pieno di bravi uomini. Io non voglio essere un brav'uomo: voglio essere un grande uomo!"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥1/2

Titolo originale: Oz the Great and Powerful
Regia: Sam Raimi
Anno: 2013
Cast: James Franco, Mila Kunis, Rachel Weisz, Michelle Williams, Zach Braff, Bruce Campbell
Durata: 127 minuti
Colore: B/N e colore
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Walt Disney Pictures
Distribuzione italiana: Walt Disney Pictures

mercoledì 20 marzo 2013

Gli amanti passeggeri


In tempo di crisi non si butta via niente, anzi, se si può, ci si dà allegramente al riciclaggio spinto: questa potrebbe essere la definizione in 20 parole (sì sono proprio 20, contate se non ci credete) di Gli amanti passeggeri, nuova fatica del regista Pedro Almodovar.
Protagonisti della pellicola sono gli scombinati passeggeri di un volo della compagnia aerea Peninsula, diretto da Madrid a Città del Messico, che, a causa del guasto di uno dei carrelli, sono costretti a viaggiare in tondo per diverse ore nell'attesa che si liberi una pista per un atterraggio d'emergenza. Rinchiusi in un ambiente stretto, vittime di reciproche manie e stati d'ansia, i passeggeri sfogano presto le loro angosce tramite crisi isteriche e balli frenetici, sesso selvaggio, fiumi di alcool e droghe.

Dopo 20 anni di film drammatici, Almodovar torna ai toni più leggeri e surreali delle sue commedie anni '80, in particolare al suo capolavoro Donne sull'orlo di una crisi di nervi, da cui prende più di uno spunto (donne con intenzioni suicide, bevande corrette con droghe), distaccandosi però dalla malinconia di fondo che le permeava. Il risultato è una creatura chimerica e meno semplice di quanto sembri: per stessa ammissione del regista Gli amanti passeggeri è un film sulla crisi che in questi ultimi anni ha colpito la Spagna e il mondo intero, crisi che però ha toccato, più o meno direttamente, anche il regista.

Spieghiamoci meglio.

Per quanto riguarda la prima lettura l'analisi è semplice: la compagnia dell'aereo si chiama "Peninsula", la Spagna fa parte della penisola iberica, quindi, facendo 2+2, si capisce cosa rappresenta l'aereo; i passeggeri di classe economica vengono addormentati dall'equipaggio e per (quasi) tutta la durata della pellicola non li vediamo nemmeno, in compenso i (pochi) viaggiatori di prima classe sono vigili e incarnano tutto il peggio della classe dirigente attuale di qualsiasi paese odierno: imprenditori corrotti, assassini, prostitute d'alto bordo che tengono in mano i politici di un'intera nazione, attori che non fanno altro che approfittarsi degli altri. A movimentare il viaggio di questi pochi eletti ci pensa l'equipaggio più assurdo che si sia mai visto: un tris di stewart gaissimo e sempre pronto ad offrire alcool, droghe e siparietti canori, un pilota ammogliato e con figli che però ha una storia con uno degli stewart e il co-pilota, che si professa eterissimo al 100% ma che non disdegna le attenzioni dei vivacissimi, sempre loro, assistenti di volo. Insomma in un periodo storico in cui le certezze sono crollate e in cui intere generazioni non sanno più cosa fare del proprio futuro, la soluzione di Almodovar sembra quella di divertirsi e distrarsi come si può, lasciandosi andare e non avendo paura di esplorare ogni possibilità godereccia che la vita può offrire. I tre assistenti di volo (i bravissimi Javier Camara, Raul Arevalo e Carlos Areces, il pagliaccio triste di Balada triste de trompeta, che anche qui è quello che si diverte di meno) fanno quindi le veci del regista spagnolo, e, con tutta la loro allegria incosciente, spregiudicata e un po' pacchiana, intrattengono i passeggeri e quindi il pubblico.

Perché abbiamo parlato anche di crisi per Almodovar però?

E' presto detto: il regista spagnolo, come il suo aereo, torna indietro, cerca di recuperare i fasti delle sue commedie anni '80, ma i tempi sono cambiati e l'umorismo stesso è diverso: se 30 anni fa l'humor grottesco e surreale del regista era veramente un moto di ribellione e di rottura contro gli strascichi dell'opprimente dittatura franchista, quello odierno sembra una sbiadita e svogliata copia dell'originale, privo di una vera carica vitale, più leggero e disimpegnato, infarcito inoltre di gag che sfociano spesso nel cattivo gusto (l'assaggio dello sperma ne è l'apice). Almodovar si appoggia sugli allori del suo inconfondibile talento e ne sfrutta l'ormai noto stile, non riuscendo però ad amalgamare come si deve le varie gag comiche, che appaiono spesso slegate fra loro e inserendo una (breve) parte a terra che sembra totalmente estranea al resto della vicenda.
Se confrontato con il precedente lavoro del regista, l'inquietante La pelle che abito, Gli amanti passeggeri è un film che destabilizza ancora di più: nel film con Antonio Banderas il regista aveva fatto capire che il suo cinema era arrivato a un punto di svolta e che, per l'ennesima volta, aveva mutato pelle. In quest'ottica si può pensare quindi a Gli amanti passeggeri in tre modi A) come una nuova fase del processo di mutazione cominciato con La pelle che abito, che si rifà al passato e se ne allontana senza ancora riuscire ad abbandonarlo del tutto (ecco giustificata in questo senso la presenza in brevissimi camei di Penelope Cruz, Antonio Banderas e Paz Vega, gli attori protagonisti degli ultimi 20 anni di cinema almodovariano); B) come il primo segno di esaurimento della vena creativa di un regista; C) un divertissement personale del regista che per una volta ha voluto dare sfogo a tutte le sue manie e realizzare la scena (già iconica e momento più alto del film) dell'interpretazione di I'm so excited delle The Pointer Sisters da parte di tre stewart gay (un po' come quando Woody Allen ha realizzato Vicky Cristina Barcelona solo per far baciare Scarlett Johansson e Penelope Cruz: non negate, sappiamo tutti che è così).

La verità è probabilmente nel mezzo. 
E si fa di mescalina.

Raul Arevalo, Carlos Areces, Javier Camara


La citazione: "In questo viaggio succederà qualcosa di molto grosso che ci toccherà tutti!"

Hearting/Cuorometro: ♥♥1/2

Uscita italiana: 21 marzo 2013


Titolo originale: Los amantes pasajeros
Regia: Pedro Almodovar
Anno: 2013
Cast: Javier Camara, Raul Arevalo, Carlos Areces, Lola Duenas, Cecilia Roth, Hugo Silva, Antonio de la Torre Martin, Blanca Suarez, Guillermo Toledo
Durata: 90 minuti
Colore: colore
Paese di produzione: Spagna
Casa di produzione: El Deseo
Distribuzione italiana: Warner Bros. Italia

Videodrome n. 73

John Belushi


Titolo italiano: Animal House
Titolo originale: National Lampoon's Animal House
Regia: John Landis
Anno: 1978
Cast: John Belushi, Tim Matheson, Tom Hulce, Stephen Furst, Peter Riegert, Karen Hallen, John Vernon, James Daughton, Mark Metcalf  Donald Sutherland, Kevin Bacon, Mary Louise Weller, Martha Smith
Durata: 108 min
Colore: colore
Genere: commedia
Paese di produzione: USA
Casa di produzione: Universal Pictures
Distribuzione italiana: Universal Pictures

venerdì 15 marzo 2013

RadioVisioni su Radiorizzonti: le uscite del 14/03/2013


Nina Hoss in La scelta di Barbara di Christian Petzold


Anche oggi nella rubrica Radio Visioni su Radio Orizzonti parlerò delle uscite della settimana: La scelta di Barbara, Il figlio dell'altra, La Frode, Buongiorno papà, Sinister, Dead Men Down - Il sapore della vendetta. 

E come sempre la citazione cinematografica della settimana.

Per ascoltarmi collegatevi sul sito internet di Radio Orizzonti  (http://www.radiorizzonti.net/) oppure, se vivete o vi trovate in Puglia in FM alle frequenze 102.8 o 103.4, verso le ore 19.30 -19:40.

Citazione Cinematografica n. 252

"Mi ricordo che una mattina mi sono svegliata all'alba con dentro un grande senso di aspettativa, hai presento, no? Lo conosci? E mi ricordo di aver pensato: ecco questo è il preludio della felicità! Questo è solo l'inizio, ed ora in poi crescerà sempre di più.. Non mi ha sfiorato l'idea che non fosse il preludio, era quella la felicità. Era quello il momento, era quello".

da: The Hours

Meryl Streep


Titolo originale: The Hours
Regia: Stephen Daldry
Anno: 2002
Cast: Nicole Kidman, Meryl Streep, Julianne Moore, Ed Harris, Claire Danes, Allison Jannery, Jeff Daniels, John C. Reilly, Toni Collette, Stephen Dillane, Miranda Richardson
Durata: 114 min
Colore: colore
Genere: drammatico
Paese di produzione: USA, Gran Bretagna
Casa di produzione: Paramount Pictures, Miramax Films
Distribuzione italiana: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia

giovedì 14 marzo 2013

A passo di danza, fuga in provincia tra sogni e realtà

In onda su Mya la nuova serie creata dall'autrice di “Una mamma per amica”. Seguiremo le vicende di una ballerina di Las Vegas che fugge dalla metropoli per insegnare danza in una piccola città 



Amy Sherman-Palladino è tornata: dopo “Pappa e ciccia” e “Una mamma per amica”, la showrunner americana ha dato vita ad una nuova commedia, che questa volta ci porta nel mondo duro e competitivo della danza classica, una serie tv che dal 12 marzo va in onda su Mya, canale di Mediaset Premium. 

In “A passo di danza”, titolo italiano di “Bunheads” (dal nome della tipica pettinatura delle ballerine), la Palladino ci racconta di Michelle Sims (Sutton Foster) che quel mondo ha abbandonato per le luci di Las Vegas. Promettente ballerina allieva dell’American Ballet Theater, Michelle si è persa tra i locali della capitale del gioco, cercando troppo tardi di tornare alle origini. Distrutta dopo aver fallito il provino per un ruolo nel musical “Chicago”, Michelle cede alle attenzioni di un assiduo corteggiatore che viene a trovarla dopo ogni spettacolo. La serata prende però una piega inaspettata e il giorno seguente Michelle si ritrova sposata con Hubbell (Alan Ruck), commerciante che vive nella piccola città di Paradise. 

Qui Michelle si scontra con la madre di lui, Fanny (Kelly Bishop), ex ballerina a sua volta ed insegnante di danza. Tra le due non corre buon sangue ma grazie alla passione comune per la danza, e a un evento inaspettato, si avvicineranno. 

“A passo di danza”, presentato in ottobre al Roma Fiction Fest, sembra a prima vista un prodotto banale e adatto a una cerchia ristretta di spettatori amanti della danza, in realtà la nuova serie della ABC Family è molto distante dall’essere un programma sul balletto: la scuola di danza è infatti un pretesto per analizzare figure di donne differenti, ognuna con i propri problemi, aspirazioni e segreti. 

Michelle e Fanny, due donne che hanno entrambe perso l’occasione che avevano di realizzare i loro sogni, sono due figure complesse e molto umane, divenute punti di riferimento per le giovani allieve della scuola di ballo, talenti acerbi da coltivare e che devono trovare il proprio posto nel mondo. 

Attraverso le lezioni di danza i personaggi parlano di temi che alla creatrice stanno a cuore come il talento sprecato, la necessità di cogliere le occasioni quando si presentano, l’accettarsi con tutti i propri difetti, cercare di migliorarsi sempre e di fare della propria unicità una virtù. Questi valori forti non sono affrontati in modo pedante o retorico, ma attraverso dialoghi brillanti e serrati, nel tipico stile della Palladino, che rendono “A passo di danza” quasi una commedia slapstick, energica e divertente, dove più che ballare sulle punte si balla al ritmo di battute pungenti. 

Ottimo il cast, quasi tutto al femminile, dove spiccano la protagonista Sutton Forster, attrice di Broadway premiata con due Tony Award, che interpreta una Michelle vitale ed energica, e Kelly Bishop, vecchia conoscenza per i fan di “Una mamma per amica”, dove interpretava la mamma di Lorelai, e di quelli della danza che la ricordano per l’interpretazione di Baby in “Dirty Dancing”.


Pubblicato su TvZap.

mercoledì 13 marzo 2013

Videodrome n. 72

Gene Wilder


Titolo italiano: Scusi, dov'è il West?
Titolo originale: The Frisco Kid
Regia: Robert Aldrich
Anno: 1979
Cast: Gene Wilder, Harrison Ford, Ramon Bieri, Val Bisoglio, Penny Peyser
Durata: 125 min
Colore: colore
Paese di Produzione: USA
Casa di produzione: Warner Bros Pictures
Distribuzione italiana: PIC

martedì 12 marzo 2013

Arrow: il Robin Hood dagli addominali d'acciaio

Da stasera arriva su Italia1 “Arrow”, nuova serie tv targata TheCW ispirata al supereroe dei fumetti Freccia Verde, a metà tra “Lost” e “Batman Begins" 


Questo è il momento dei supereroi, soprattutto quelli muniti di arco e frecce: basti pensare alla protagonista di “Hunger Games”, Katniss, o a Occhio di falco, uno degli Avengers, personaggi che hanno conquistato milioni di fan nella passata stagione cinematografica. Anche la tv ha ora il suo eroe dalla mira infallibile: Oliver Queen alias Freccia Verde. Sopravvissuto a un naufragio che ha causato la morte di suo padre e della sorella della sua fidanzata, Oliver è rimasto per cinque anni su un’isola, dove ha dovuto lottare per la sopravvivenza: qui ha imparato a combattere, a tirare con l’arco e ha giurato di mantenere fede alla promessa fatta al padre di ripulire la sua città natale, Starling City, dai potenti corrotti. 

Ispirata ai fumetti della DC Comics con protagonista Freccia Verde, “Arrow” è la nuova serie scritta da Greg Berlanti (sceneggiatore di “Dawson’s Creek” e creatore di “Everwood”) e Marc Guggenheim, trasmessa in America dalla TheCW, la stessa rete televisiva di “Smallville”. Ma questa volta il protagonista è un adulto che sa esattamente quello che vuole, che vive sì una difficile relazione amorosa con Laurel (Katie Cassidy), fidanzata tradita con la sorella morta nel naufragio, ma si tratta di un rapporto non adolescenziale e, soprattutto, non ha paura di combattere e, quando serve, sporcarsi le mani. Oliver Queen, interpretato da Stephen Amell, è infatti una vera e propria macchina da guerra che sull’isola ha imparato diverse tecniche di combattimento e nasconde ben più di un segreto. Un miliardario che perde il padre, si isola dal mondo per cinque anni, impara a combattere, ad usare armi e diversi tipi di tecnologia, e poi torna nella sua città per portare giustizia: un intreccio che ricorda “Batman Begins”, con in più i diversi flashback della vita sull’isola che ricordano tanto quelli di “Lost”. 

Accolto con favore in America, tanto da meritarsi gli elogi dello scrittore e sceneggiatore di fumetti Joe R. Lansdale, “Arrow” ha convinto il pubblico con la sua ricchezza di azione e con gli adrenalinici combattimenti, che ci mostrano finalmente la parte più combattiva dei supereroi, e anche grazie al fisico tonico del protagonista Stephen Amell, ormai marchio di fabbrica della serie, che, impegnato in ogni puntata in incredibili sequenze di allenamento, diventate già una moda nelle palestre, è uno dei nuovi volti più amati dell’anno.

Confermato per una seconda stagione in America, da questa sera sarà trasmesso su Italia1.


Pubblicato su TvZap.

DJESUS UNCROSSED

Dopo la parodia di Amour ecco quella di Django Unchained.
Un capolavoro totale assoluto.
Adesso lo possiamo dire: Christoph Waltz è dio.

venerdì 8 marzo 2013

Citazione Cinematografica n. 251

"Ancora oggi non so cosa dicessero quelle due donne che cantavano, e a dire la verità non lo voglio sapere. Ci sono cose che non devono essere spiegate. Mi piace pensare che l'argomento fosse una cosa così bella da non poter essere espressa con delle semplici parole. Quelle voci si libravano nell'aria ad un'altezza che nessuno di noi aveva mai osato sognare. Era come se un uccello meraviglioso fosse volato via dalla grande gabbia in cui eravamo, facendola dissolvere nell'aria, e per un brevissimo istante tutti gli uomini di Shawshank si sentirono liberi".

da: Le ali della libertà



Titolo originale: The Shawshank redemption
Regia: Frank Darabont
Anno: 1994
Cast: Tim Robbins, Morgan Freeman, Bob Gunton, William Sadler, James Whitmoore, Clancy Brown, Gil Bellows, Mark Rolston
Colore: colore
Durata: 136 minuti
Genere: drammatico
Paese di produzione: USA
Distribuzione italiana: PolyGram
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