martedì 31 gennaio 2012

George Lucas: girare il primo Guerre Stellari fu doloroso

Rivelazione shock dal regista autore di una delle saghe cinematografiche più amate di tutti i tempi.

George Lucas

In occasione del rilancio di "Star Wars Episodio I: La minaccia fantasma" in 3D, George Lucas ha fatto delle dichiarazioni che lasciano di stucco i fan della serie "Star Wars".

Il regista ha infatti detto che ai tempi della realizzazione del primo film della serie, "Star Wars Episodio IV: Una nuova speranza", il suo lavoro non è stato per niente gratificante, ammettendo che: "Non mi aspettavo che il film avrebbe avuto successo, nessuno se lo aspettava. Il primo film è stato davvero duro da girare, è stato doloroso, è stato spiacevole, non abbiamo mai avuto abbastanza tempo o soldi e siamo dovuti scendere a compromessi su ogni cosa. E' stata un'esperienza difficile in tutti i sensi".

La storia invece ha dato ragione alle idee di Lucas, facendo di "Una nuova speranza" un cult assoluto e il capostipite di una delle serie cinematografiche più amate di tutti i tempi.

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Taylor Lautner abbandona "Stretch Armstrong"

L'attore star della saga di "Twilight" abbandona il film sui giocattoli Hasbro, ma il film si farà lo stesso.

Taylor Lautner


Il film "Stretch Armstrong" ispirato ai giocattoli della Hasbro ha avuto una battuta d'arresto: la Universal Pictures ha abbandonato il progetto dopo diversi mesi di sviluppo, lasciando il tutto alla Relativity Media, che lo ritoccherà per far uscire la pellicola nel 2014.

In questo passaggio il film ha però perso il regista Rob Letterman e il protagonista Taylor Lautner, star della saga di "Twilight".

La Relativity Media ha fatto sapere che il film si farà comunque e che uscirà l'11 aprile 2014.

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Matthew Vaughn dirigerà il sequel di "X-Men: L'inizio"

Dopo il successo di "X-Men: L'inizio" la 20th Century Fox ha deciso di affidare al regista Matthew Vaughn un secondo film sugli X-Men.


 Già da tempo si vociferava di un possibile ritorno dietro la macchina da presa di Matthew Vaughn per la saga degli X-Men e ora "Deadline" conferma che il regista ha firmato il contratto con la 20th Century Fox per dirigere un nuovo capitolo della serie.

Il nuovo film sarà prodotto da Bryan Singer e la sceneggiatura è di Simon Kinberg (autore di "X-Men 3", "Jumper" e "Sherlock Holmes").

Ancora non si sa la data precisa di inizio delle riprese né dettagli sulla trama ma è certo che gli attori che hanno fatto parte del primo film diretto da Vaughn, tra cui i protagonisti James McAvoy e Michael Fassbender, hanno firmato un contratto per recitare in altri due o tre film della serie.

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sabato 28 gennaio 2012

The Artist


Una stella del cinema, un'attrice emergente, un cambiamento epocale e un cane.
Questi sono gli elementi chiave di The Artist, film di Michel Hazanavicius, regista dal nome impronunciabile, che ha realizzato una delle pellicole più interessanti dell'anno.

La storia ruota attorno a George Valentin (Jean Dujardin), star del cinema muto al massimo della fama e che per questo si sente invincibile. Improvvisamente però le cose cambiano: nell'ambiente del cinema irrompe il sonoro e l'industria cerca volti nuovi che sappiano recitare anche con la voce. 
Valentin è quindi sul viale del tramonto, mentre dalle ceneri della vecchia Hollywood emerge la vitalissima Peppy Miller (Bérénice Bejo), da sempre innamorata di Valentin.

L'amore ostinato di lei saprà vincere l'orgoglio di lui, anche grazie all'aiuto di un jack russell. 

Cantando sotto la pioggia, Viale del Tramonto, E' nata una stella: la trama di The Artist trae spunto da tutti questi capolavori del cinema e ne cita esplicitamente altri, come Quarto Potere nella scena della colazione o i film di Ginger Rogers e Fred Astaire nel finale.  La forza di The Artist non sta infatti nella storia, che è quanto di più classico ci possa essere, ma nel tipo di narrazione: il film è muto e ripreso in uno splendido bianco e nero.

La sfida di fare un film muto nel nuovo millennio era rischiosa, per di più un film in bianco e nero. La magia della pellicola però è proprio questa: lontano da effetti speciali a cui ormai siamo fin troppo abituati, si riscopre il sapore delle storie che sanno emozionare grazie alla potenza della musica e alla bellezza delle immagini.

Le immagini di The Artist sono infatti esteticamente perfette: il bianco e nero si adatta agli stati d'animo del protagonista, variando i toni a seconda del suo umore, la fotografia di Guillaume Schiffman è strepitosa e le musiche di Ludovic Bource hanno la forza dei capolavori classici di Hollywood.

Gargantueschi i due protagonisti: Jean Dujardin ha un fascino immenso e Bérénice Bejo possiede grazia e forza unite a una prorompente vitalità. Da menzionare anche il maggiordomo Clifton interpretato da James Cromwell, il produttore John Goodman e Malcom McDowell in un cammeo. Straordinario il cane che diventa un terzo protagonista.

Rispolverando il cinema muto e la passione per i vecchi classici, The Artist dimostra come a contare davvero in un film sia la forza delle immagini: se l'immagine ha qualcosa da dire, e soprattutto da raccontare, anche un cane può diventare un attore drammatico.

Jean Dujardin e Bérénice Bejo

La citazione: "La gente vuole facce nuove, facce che parlino!"

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥♥

Titolo originale: The Artist
Regia: Michel Hazanavicius
Anno: 2011
Cast: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Penelope Ann Miller, Malcom McDowell

Star Wars LOL episodio II


Star Wars LOL episodio I


venerdì 27 gennaio 2012

Citazione Cinematografica n. 197

"Ho un ceppo, certo. Lo trovate divertente? Io, no. Ogni cosa ha la sua ragione d'essere. Le ragioni spiegano persino l'assurdo. Pensate che ci sia tempo per capire le ragioni del comportamento umano? Non credo proprio. Certi lo trovano, il tempo. Si chiamano detective? Ora vedrete cosa la vita ci insegna".

da: I segreti di Twin Peaks

Catherine E. Coulson

Titolo originale: Twin Peaks
Creata da: Mark Frost e David Lynch
Anno: 1990 - 1991
Cast: Kyle MacLachlan, Michael Ontkean, Lara Flynn Boyle, Sheryl Lee, Sherylin Fenn, Ray Wise, Kimmy Robertson, Richard Beymer, James Marshall, Jack Nance, Catherine E. Coulson, Joan Chen, Grace Zabriskie, Dana Ashbrook, Michael J. Anderson, Madchen Amick, Peggy Lipton, Russ Tamblyn, Ian Buchanan, Heather Graham, Chris Mulkey

RadioVisioni su Radiorizzonti: le uscite del 27/01/2012


Meryl Streep in The Iron Lady

Anche oggi nella rubrica Radio Visioni su Radio Orizzonti parlerò delle uscite della settimana: L'arte di vincere - Moneyball, The Iron Lady, A.C.A.B., Il sentiero, Mission Impossible: Protocollo Fantasma . 

E come sempre la citazione cinematografica della settimana.

Per ascoltarmi collegatevi sul sito internet di Radio Orizzonti (http://www.radiorizzonti.net/) oppure, se vivete o vi trovate in Puglia in FM alle frequenze 102.8 o 103.4, verso le ore 19.30 -19:40.

Party seriale


Nomination Oscar 2012


Un po' in ritardo, ma parliamo della nomination agli Oscar 2012.
Buffonata ormai da tempo, nonostante siano un carrozzone troppo lungo e spesso per niente condivisibile nei giudizi, se si ama il cinema non si può fare a meno di essere incuriositi dai premi più importanti della categoria.

Veniamo subito alla ciccia: quest'anno è stato introdotto un nuovo metodo di candidatura. Ogni giurato ha potuto esprimere la sua cinquina preferita e i film che hanno ottenuto almeno il 5% delle preferenze sono stati nominati. 

Il risultato è stato la candidatura di 9 titoli.
E qui arrivano già gli scandali.
Come hanno fatto a tenere fuori dalle nomination film come Drive e Super8?!

Ma il vero scandalo arriva dalle nomination per gli attori: veramente criminale la mancata nomination di Leonardo DiCaprio per J. Edgar (ma tanto ormai è una moda), di Michael Fassbender per Shame e soprattutto di Ryan Gosling per Drive.
Clooney ha sinceramente rotto i cosidetti.

Per le attrici invece sarebbe bello che vincesse il suo meritatissimo (e scandalosamente mai arrivato!) Oscar la bravissima Glenn Close
Meryl lo sappiamo tutti che è bravissima, ma sul comodino ha già due statuette e direi che possono bastare.

Per quanto mi riguarda Malick e il suo The Tree of Life dovrebbero vincere tutto il possibile, ma figuriamoci, è un film troppo complesso e troppo elitario per quei buzzurri dell'Academy.

Incredibile che quest'anno non ci sia un film Pixar tra i migliori d'animazione (certo che con Cars 2 se la sono cercata).


Il presentatore sarà il buon Billy Crystal e la data fatidica è il 26 febbraio 2012 al Kodak Theatre, of course.

Di seguito tutte le nomination.




Miglior Film
The Artist
The Descendants
Extremely Loud & Incredibly Close
The Help
Hugo
Midnight in Paris
Moneyball
The Tree of Life
War Horse
Miglior Regia
The Artist – Michel Hazanavicius
The Descendants – Alexander Payne
Hugo – Martin Scorsese
Midnight in Paris – Woody Allen
The Tree of Life – Terrence Malick
Miglior Attore
Demián Bichir – A Better Life
George Clooney – The Descendants
Jean Dujardin – The Artist
Gary Oldman – Tinker Tailor Soldier Spy
Brad Pitt -Moneyball
Miglior attore non protagonista
Kenneth Branagh – My Week with Marilyn
Jonah Hill – Moneyball
Nick Nolte – Warrior
Christopher Plummer – Beginners
Max von Sydow – Extremely Loud & Incredibly Close
Miglior attrice
Glenn Close – Albert Nobbs
Viola Davis – The Help
Rooney Mara – The Girl with the Dragon Tattoo
Meryl Streep – The Iron Lady
Michelle Williams – My Week with Marilyn
Miglior attrice non protagonista
Bérénice Bejo – The Artist
Jessica Chastain – The Help
Melissa McCarthy – Bridesmaids
Janet McTeer – Albert Nobbs
Octavia Spencer – The Help
Miglior film d’animazione
A Cat in Paris
Chico & Rita
Kung Fu Panda 2
Puss in Boots
Rango
Scenografia
The Artist – Production Design: Laurence Bennett, Set Decoration: Robert Gould
Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2 – Production Design: Stuart Craig, Set Decoration: Stephenie McMillan
Hugo – Production Design: Dante Ferretti, Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
Midnight in Paris – Production Design: Anne Seibel, Set Decoration: Hélène Dubreuil
War Horse – Production Design: Rick Carter, Set Decoration: Lee Sandales
Fotografia
The Artist – Guillaume Schiffman
The Girl with the Dragon Tattoo – Jeff Cronenweth
Hugo – Robert Richardson
The Tree of Life – Emmanuel Lubezki
War Horse – Janusz Kaminski
Costumi
Anonymous – Lisy Christl
The Artist – Mark Bridges
Hugo – Sandy Powell
Jane Eyre – Michael O’Connor
W.E. – Arianne Phillips
Miglior documentario
Hell and Back Again
If a Tree Falls: A Story of the Earth
Liberation Front
Paradise Lost 3: Purgatory
Pina
Undefeated
Miglior corto documentario
The Barber of Birmingham: Foot Soldier of the Civil Rights Movement
God Is the Bigger Elvis
Incident in New Baghdad
Saving Face
The Tsunami and the Cherry Blossom
Miglior Montaggio
The Artist – Anne-Sophie Bion and Michel Hazanavicius
The Descendants – Kevin Tent
The Girl with the Dragon Tattoo – Kirk Baxter and Angus Wall
Hugo – Thelma Schoonmaker
Moneyball – Christopher Tellefsen
Miglior film straniero
Bullhead – Belgium
Footnote – Israel
In Darkness – Poland
Monsieur Lazhar – Canada
A Separation – Iran
Miglior trucco
Albert Nobbs – Martial Corneville, Lynn Johnston and Matthew W. Mungle
Harry Potter and the Deathly Hallows
Part 2 – Nick Dudman, Amanda Knight and Lisa Tomblin
The Iron Lady – Mark Coulier and J. Roy Helland
Miglior colonna sonora
The Adventures of Tintin – John Williams
The Artist – Ludovic Bource
Hugo – Howard Shore
Tinker Tailor Soldier Spy – Alberto Iglesias
War Horse – John Williams
Miglior canzone originale
Man or Muppet – The Muppets, Music and Lyric by Bret McKenzie
Real in Rio – Rio, Music by Sergio Mendes and Carlinhos Brown Lyric by Siedah Garrett
Miglior corto animato
Dimanche/Sunday – Patrick Doyon
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore – William Joyce and Brandon Oldenburg
La Luna – Enrico Casarosa
A Morning Stroll – Grant Orchard and Sue Goffe
Wild Life – Amanda Forbis and Wendy Tilby
Miglior montaggio sonoro
Drive – Lon Bender and Victor Ray Ennis
The Girl with the Dragon Tattoo – Ren Klyce
Hugo – Philip Stockton and Eugene Gearty
Transformers: Dark of the Moon – Ethan Van der Ryn and Erik Aadahl
War Horse – Richard Hymns and Gary Rydstrom
Miglior missaggio del suono
The Girl with the Dragon Tattoo – David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce and Bo Persson
Hugo – Tom Fleischman and John Midgley
Moneyball – Deb Adair, Ron Bochar, Dave Giammarco and
Ed Novick
Transformers: Dark of the Moon – Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush and Peter J. Devlin
War Horse – Gary Rydstrom, Andy Nelson, Tom Johnson and
Stuart Wilson
Effetti speciali
Harry Potter and the Deathly Hallows
Part 2 – Tim Burke, David Vickery, Greg Butler and John Richardson
Hugo – Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman and Alex Henning
Real Steel – Erik Nash, John Rosengrant, Dan Taylor and Swen Gillberg
Rise of the Planet of the Apes – Joe Letteri, Dan Lemmon, R. Christopher White and Daniel Barrett
Transformers: Dark of the Moon – Scott Farrar, Scott Benza, Matthew Butler and John Frazier
Miglior sceneggiatura non originale
The Descendants – Alexander Payne and Nat Faxon and Jim Rash

Hugo – John Logan
The Ides of March – George Clooney and Grant Heslov and Beau Willimon
Moneyball – Steven Zaillian and Aaron Sorkin Story by Stan Chervin
Tinker Tailor Soldier Spy – Bridget O’Connor and Peter Straughan
Miglior sceneggiatura originale
The Artist – Michel Hazanavicius
Bridesmaids – Annie Mumolo and Kristen Wiig
Margin Call – J.C. Chandor
Midnight in Paris – Woody Allen
A Separation – Asghar Farhadi

giovedì 26 gennaio 2012

Shame


Un inutile polverone si è creato intorno al secondo lungometraggio di Steve McQueen.
Avete letto bene, il regista londinese si chiama proprio "Steve McQueen", ma questa è un'altra storia.
Presentato all'ultima Mostra di Venezia, dove il protagonista Michael Fassbender ha vinto la Coppa Volpi come miglior attore, Shame ha scatenato polemiche e fatto molto parlare di sé.

Forse perché parla di un uomo di successo, benestante e di bell'aspetto che ha una marcata dipendenza da sesso? 
No.
Forse perché ci sono moltissime donne nude che fanno tante cose sconce? 
No.
Forse perché si parla di persone che soffrono per motivi poco comprensibili e che per sopravvivere cedono a diverse forme di dipendenza? 
Nemmeno.

Tutto lo scandalo di Shame è la scena di 20 secondi in cui si vede il pippo di Fassbender.
Cose assurde: il regista inquadra di sfuggita il pippo di Fassbender (un po' barzotto effettivamente) e l'attore che fa pipì e la critica si sconvolge.
C'era bisogno di questo clamore? 
Decisamente no.

Critici abituati a pippi modesti o disabituati da tempo all'organo in questione non ci interessano.

Il film di McQueen infatti non trova il suo punto d'interesse nello scandalo creato dai continui rapporti sessuali del protagonista e dall'uso smodato della pornografia e del sesso a pagamento che viene mostrato: Brandon (Fassbender) è una persona che in qualche punto della sua vita si è persa, ha trovato un vuoto enorme dentro di sé e lo ha colmato con la dipendenza da sesso. E da cocaina, come si vede di sfuggita.

Il sesso vissuto solo a pagamento o tramite pornografia è un chiaro segno di terrore nei confronti di rapporti con persone e sentimenti reali, manifestazione di una paura enorme di coinvolgimento emotivo. Tanto Brandon è solido e forte all'esterno, così è fragile dentro.

A fargli da contraltare c'è la sorella Sissy (Carey Mulligan), vittima dello stesso vuoto di Brandon, vuoto che la ragazza colma cercando disperatamente e ossessivamente l'amore degli altri. Brandon è apparentemente irreprensibile, Sissy è invece un'artista con tendenze suicide, incapace di badare a se stessa.

E' chiaro che nella loro infanzia qualcosa è andato decisamente storto.
Ma cosa? 
Madre oppressiva? Padre violento? Sentimenti incestuosi tra fratelli?
Il regista non lo dice, ce lo fa forse intuire, ed è qui che vince la scommessa: di film che indagano una sessualità distorta ce ne sono parecchi e ben più illustri - basti pensare all'Eyes Wide Shut di Kubrick - e McQueen non pare interessato a questo aspetto, che gli serve solo come mezzo per mostrare il vuoto interiore, il senso di vergogna, la disperazione e la solitudine di un uomo che ha un suo posto fisico nel mondo ma non affettivo o mentale.

La mente di Brandon è sempre altrove: al lavoro, quando fa sesso, per strada.
L'atto fisico diventa necessaria valvola di sfogo che però non produce piacere e diventa quasi doloroso. McQueen è molto abile proprio nell'immergerci nella realtà interiore disturbata di questo personaggio, seguito ossessivamente e ritratto immerso in una New York cupa, lontana dalla vitalità di altre pellicole.

La regia, aiutata anche dalla splendida fotografia di Sean Bobbitt, fornisce diverse scene di livello, come i numerosi piano-sequenza e la scena di corsa notturna. Le immagini sofisticate, impreziosite da interessanti accostamenti di luce e colori, che rivelano il passato da video-artista di McQueen, si sposano alla perfezione con i suoni, in cui sospiri, gemiti e singhiozzi si fondono con pezzi classici e musica pop.

Gli attori sono perfetti: Fassbender alterna sguardi pieni di testosterone a momenti di profondo sconforto e disperazione, con il volto che diventa quasi una maschera scolpita nella roccia, dura e fragile allo stesso tempo; Carey Mulligan si conferma un'attrice complessa, perfetta per le parti in cui deve mostrare il suo sguardo da cucciolo bisognoso d'affetto, e rivela discrete doti canore, grazie alla rivisitazione in chiave jazz di "New York New York".

Sessomania, rapporti ambigui tra fratelli, nudità, sangue: certo era facile scandalizzare con questi elementi, ma quello che forse ha destabilizzato di più di Shame, e che poi è l'aspetto più interessante, è la distruzione della narrazione classica, il fatto che il regista ci butti direttamente nella vita e nei pensieri di un uomo, lo segua per un po', e poi sposti il suo sguardo altrove, non dicendoci quale sarà il suo futuro.

Uno spaccato della vita di un uomo qualsiasi, che potrebbe essere chiunque e che forse non ha nulla da dire e da insegnarci, se non il mostrare all'occhio privilegiato e un po' voyeur dello spettatore tutta la sua vergognosa fragilità.

Carey Mulligan

La citazione: "Non siamo persone cattive, è solo che veniamo da un brutto posto".

Hearting/Cuorometro: ♥♥♥♥

Titolo originale: Shame
Regia: Steve McQueen
Anno: 2011
Cast: Michael Fassbender, Carey Mulligan, Nicole Beharie, James Badge Dale

mercoledì 25 gennaio 2012

Videodromen. 17


 Adam Bousdoukos

Titolo italiano: Soul Kitchen
Titolo originale: Soul Kitchen
Regia: Fatih Akin
Anno: 2009
Cast: Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Unel, Anna Bederke, Pheline Roggan, Lukas Gregorowicz, Dorka Gryllus

martedì 24 gennaio 2012

“New Girl”, guai ad avere in casa una come Zooey

Arriva su Fox, dal 25 gennaio, "New Girl", la sit-com con protagonista la Deschanel nei panni di una stralunata e imprevedibile maestra elementare. Alle prese con tre coinquilini, travolti dalla novità 


Jessica “Jess” Day (Zooey Deschanel) ha subìto un duro colpo: dopo sei anni di relazione, il suo fidanzato storico l’ha tradita con un’altra. Distrutta dal dolore, cerca su internet un nuovo appartamento in cui poter prendere le distanze dall’ex fedifrago e cominciare una nuova vita. La scelta ricade su un loft abitato da tre uomini: Nick (Jake M. Johnson), barista, Schmidt (Max Greenfield), donnaiolo, e Winston (Lamorne Morris), ex giocatore di pallacanestro. Tutto sembra perfetto, se non fosse che Jess è una pazza scatenata che vede il mondo attraverso lenti color arcobaleno: maestra elementare infantile e sempre pronta a scherzare, si veste come un cartone animato, canta in continuazione e non smette mai di dire e fare cose assurde. Riusciranno i suoi tre coinquilini a sopportarla? 

New Girl” è la nuova sit-com della Fox pronta a diventare uno dei suoi prodotti di punta: il pilota è stato infatti il maggior ascolto per l’esordio di una serie comica targata Fox negli ultimi dieci anni, un successo tale da convincere i produttori a raddoppiare gli episodi previsti per la prima stagione, che sarà composta da ventiquattro puntate. 

Merito del successo della serie è l’interpretazione della protagonista Zooey Deschanel: divenuta famosa grazie al successo del film “500 giorni insieme”, la Deschanel si è dimostrata un’attrice in grado di gestire sia ruoli più impegnativi che i toni della commedia. In “New Girl” dà al personaggio di Jess una gestualità caratteristica, con i suoi movimenti goffi quasi da bambina, sfruttando appieno il look da cartone e un po’ nerd che prevede il copione e impegnandosi in continui balletti e canzoni – compito che le riesce facile essendo anche una cantante, voce del gruppo “She & Him”. 

A fare da contraltare alla protagonista ci sono i tre ragazzi, ognuno con le sue peculiarità, inizialmente travolti dal ciclone Jess e poi conquistati dal suo buon cuore e dalla sua vivacità, tra cui spicca il dolce barista Nick, forse il più simile caratterialmente alla ragazza, anche lui appena uscito da una relazione. 

Lo strano gruppo di amici sbarcherà sugli schermi di Sky, sul canale Fox, il prossimo 25 gennaio.


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Claire Danes donna dell'anno per Harvard

L'attrice Claire Danes riceverà il premio Hasty Pudding Honour come donna dell'anno per il 2012 
Claire Danes

L'attrice Claire Danes, fresca di Golden Globe per il ruolo da protagonista nella serie tv "Homeland", riceverà il premio Hasty Pudding Honour dagli studenti del club d'arte drammatica dell'Università di Harvard

L'attrice segue le orme di altre illustri colleghe come Charlize Theron, Halle Berry e Anne Hathaway, e prima di ritirare il premio parteciperà alla parata organizzata dal campus per le strade di Cambridge

Nella motivazione per il premio gli studenti hanno scritto di aver scelto la Danes perché: "E' un'attrice completa, che ha sfidato se stessa con una grande varietà di ruoli riuscendo ad esprimersi al meglio con tanti diversi mezzi come la televisione, il cinema e il teatro".


Pubblicato su Ecodelcinema.com

Ryan Murphy di nuovo al cinema con Julia Roberts

Ryan Murphy, il papà di serie tv di successo, torna al cinema due anni dopo "Mangia, prega, ama" 
Julia Roberts

Creatore di serie tv di successo come "Nip/Tuck", "Glee" e "American Horror Story", Ryan Murphy tornerà dietro la macchina da presa per un nuovo film, a due anni di distanza da "Mangia, prega, ama", pellicola con protagonista Julia Roberts

Murphy lavorerà proprio con la Roberts in una storia drammatica intitolata "The Normal Heart", cui prenderanno parte anche Mark Ruffalo e Alec Baldwin

Le riprese di "The Normal Heart" cominceranno questa estate ed inoltre pare che Murphy stia già progettando il suo prossimo film che sarà di ambientazione horror-fantascientifico.


Pubblicato su Ecodelcinema.com

Angelina Jolie di nuovo incinta?

Angelina Jolie e la sua possibile gravidanza. In America si diffondono a macchia d'olio indiscrezioni sulla sua nuova possibile maternità 

Angelina Jolie

A vederla solcare la scorsa settimana il tappeto rosso dei Gloden Globes fasciata da un abito di seta che metteva in forma il suo fisico magrissimo, nessuno avrebbe pensato che Angelina Jolie fosse nuovamente in dolce attesa. 

Eppure in America è la notizia del giorno: la rivista Ok Magazine ha infatti rivelato lo scoop, affermando che l'attrice sarebbe già al terzo mese di gravidanza. 

Fonti vicine all'attrice avrebbero inoltre fatto sapere che la Jolie è molto felice, impegnata con terribili nausee mattutine ma felice di allargare ancora di più la famiglia. 

Il pargolo in arrivo sarebbe il quarto figlio avuto dal compagno Brad Pitt, padre già di Shiloh e dei gemelli Knox e Vivienne, e sarebbe il settimo figlio della coppia Jolie-Pitt visto che i due hanno anche adottato tre bambini. 

Il clan Brangelina sta per diventare una vera e propria tribù.


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sabato 21 gennaio 2012

“Alcatraz”, J. J. Abrams a metà fra “Lost” e “Fringe”

Il "papà" del serial-cult firma una nuova serie che viaggia nel tempo, fra flashback e fatti inspiegabili. Come la sorte di quelle 300 persone rinchiuse nel carcere, sparite nel nulla alla sua chiusura, quarant'anni fa 


E’ davvero instancabile. Sceneggiatore, compositore, produttore, regista. J. J. Abrams possiede la rara capacità di creare sempre grande aspettativa intorno a tutto ciò che fa. Diventato ormai un regista di successo – il suo “Super8″ è stato uno dei migliori film del 2011 ed è grazie a lui che c’è stato il rilancio in grande stile di “Star Trek” – Abrams è arrivato però al grande pubblico producendo serie tv: “Felicity”, “Alias”, “Fringe”, “Undercovers”, “Person of Interest” e soprattutto il fenomeno cult “Lost”. E’ comprensibile quindi che per il suo ultimo nato, “Alcatraz”, ci sia tanta attesa. 

La prima puntata è andata in onda in America il 16 gennaio e ha mostrato subito il tocco distintivo dell’autore: la musica è del fedelissimo Michael Giacchino (che ha firmato le colonne sonore di “Alias”, “Lost”, “Fringe”, “Mission Impossible III” e “Super8″), tra i produttori esecutivi figura Jack Bender, regista degli episodi più importanti di “Lost” e nel cast c’é Jorge Garcia alias Hugo “Hurley” Reyes, attore simbolo dei superstiti del volo Oceanic 815

Gli elementi cari ad Abrams non mancano. “Alcatraz” parla di come la chiusura del carcere di massima sicurezza più famoso del mondo, avvenuta nel 1963, copra uno dei fatti più inquietanti e inspiegabili nella storia dell’umanità. La storia dice che il 21 marzo di quell’anno la prigione fu chiusa per i costi troppo elevati e che tutte le persone che ospitava, ben 300 individui tra detenuti e personale, furono trasferite in altre strutture: la tesi della serie è che invece quelle 300 persone scomparvero nel nulla. 

A scoprire questo risvolto incredibile è la detective Rebecca Masden (Sarah Jones), che trova sul luogo di un delitto delle impronte appartenenti ad un detenuto di Alcatraz dichiarato morto quasi 40 anni prima. A confermarle il fatto è l’agente dell’FBI Emerson Hauser (Sam Neill), a capo di una squadra speciale che si occupa proprio del “caso dei ragazzi del ’63″. La task force comandata da Hauser rivela a Rebecca che i detenuti scomparsi all’epoca stanno infatti tornando nel presente, senza essere invecchiati di un giorno e con obiettivi precisi. Come se qualcuno ordinasse loro di compiere dei crimini. Per investigare, Rebecca chiede l’aiuto del maggior esperto americano di Alcatraz, il dr. Diego Soto (Jorge Garcia), criminologo e appassionato di fumetti. 

Un’isola, fatti inspiegabili, salti temporali, flashback che svelano il passato dei personaggi. Questi elementi arrivano direttamente da “Lost” ma le analogie finiscono qui. La struttura portante della serie è infatti da ricollegare principalmente a “Fringe”, con cui ci sono diversi punti in comune: la protagonista Rebecca somiglia molto alla Olivia Dunham interpretata da Anna Torv, il personaggio del dr. Soto ricorda in parte quello del dr. Walter Bishop interpretato da John Noble, l’agente dell’FBI interpretato da Sam Neill ricorda Broyles (Lance Reddick) e il tecnico di laboratorio Lucy (Parminder Nagra, la dottoressa Neela di “E. R.”) è praticamente lo stesso personaggio dell’agente Fransworth (Jesika Nicole). La narrazione inoltre è identica a quella di “Fringe”: ogni episodio è auto-conclusivo, anche se aggiunge man mano dei tasselli alla trama generale. 

Abrams ha quindi unito molti dei punti di forza delle sue serie di maggior successo creando un ibrido che per il momento sembra avere buone potenzialità: ogni personaggio ha un passato misterioso da approfondire e il grande mistero che fa da traino all’intera serie è sufficientemente intrigante per catturare l’attenzione dello spettatore. 
Inutile dire che la maggior attrattiva di “Alcatraz” è senz’altro la presenza di Jorge Garcia nel ruolo del dr. Soto, personaggio che offre gli unici spunti comici del telefilm e che ricorda molto l’Hurley di “Lost”. 

La prima stagione prevede 13 episodi e in America è solo alla seconda puntata, mentre in Italia sarà trasmessa a partire dal prossimo 30 gennaio dal canale Premium Crime di Mediaset.

Pubblicato su TvZap.
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